lunedì 1 maggio 2017

Le (non) Primarie PD

Mini analisi politica. A nessuno interessavano le (ennesime) Primarie del PD. Troppo scontate, con personaggi noiosissimi ed arci conosciuti da generare un qualsiasi pur minimo entusiasmo. Ha (ri)vinto Matteo Renzi e come da copione ha snocciolato i soliti slogan, dispensato ottimismo alla sua corte e ci ha fatto capire che si accorderà con le persone e non con i partiti (tradotto con Alfano e Pisapia).

L'unica cosa che mi ha veramente colpito è stata l'età media delle persone in fila ai gazebo. Decadenti. Sì, mi hanno dato l'impressione della decadenza gattopardesca siciliana, quelli del "cambiare tutto per non cambiare niente". Gli elettori anziani delle primarie erano quei giovani comunisti che lottavano in piazza per ottenere più diritti e salari dignitosi contro il Padrone brutto e cattivo. Oggi hanno votato colui che, attraverso il Jobs Act, ha dato una grossa mano al Padrone, riducendo diritti e di conseguenza i salari. I giovani o almeno una grossa parte di essi è fuggita via, chi fisicamente all'estero, chi mentalmente strizzando l'occhio al movimento 5 stelle o all'assenteismo, ultima fermata di una lunghissima via crucis fatte di promesse mancate e di un futuro senza speranza. 

Un PD con base over60, M5S governato da un 70enne, Forza Italia in mano ad un 80enne. Con queste premesse andremo alle prossime elezioni con una leggere elettorale ancora misteriosa (e di cui nessuno parla più) con pochissime idee e tantissimo odio. Oggi si analizzano le primarie PD con il solito provincialismo italiano, dibattendo se Renzi è cambiato o no e se il Governo Gentiloni sopravviverà (ma per fare cosa?).

Buon 1 Maggio.
 

domenica 30 aprile 2017

Tutti Pazzi?I Per il Milan

Silvio Berlusconi è stato più che un politico ed un imprenditore un grande uomo di spettacolo e la "cessione" del Milan è stata una grandissima telenovela a puntate durata da un paio di anni. Vi ripropongo i passaggi fondamentali in rigoroso ordine di "proprietario" fino alla conclusione delle trattative.

Poe Qiu Ying Wang (alias Mister Pink)

10 marzo 2015. Dalla Romania rimbalza la notizia della vendita del Milan a Mr Pink

13 maggio 2015. Ancora il nome di Mr Pink viene associato al closing del Milan.

Wanda Group

13 maggio 2015. Anche il nome del gruppo cinese Wanda Group viene associato al closing del Milan.

15 aprile 2016. Wanda Group torna di attualità venendo inserita nella nuova cordata cinese che starebbe comprando il Milan.

16 aprile 2016. Wanda Group smentisce categoricamente qualsiasi trattativa nel comprare il Milan.

Jack Ma

27 aprile 2016. Tra i pretendenti al Milan spunta anche il Fondatore di Alibaba.

Bee Taechaubol

3 agosto 2015. Mister Bee firma un accordo preliminare per la vendita del Milan

16 dicembre 2015. Sport Mediaset indica proprio nel 16 dicembre la data del closing da parte del broker

15 gennaio 2016. Saltata la data di dicembre, in gennaio, Berlusconi e Bee trattano ad oltranza

10 luglio 2016. Dopo non aver mai chiuso la trattativa il nome di Mr. Bee torna di moda a luglio ma ormai le trattative con una nuova cordata cinese sono già ben avviate.

Salvatore Galatioto (Consorzio Cinese)

13 giugno 2016. Arriva in Italia Salvatore Galatioto per vendere il Milan al consorzio cinese che rappresenta.

30 giugno 2016. Il consorzio cinese che trattava da 2 anni la cessione del Milan non ce la fa

Sino-Europe Sports/Rossoneri Sport Investment Lux (Cordata Cinese)

13 aprile 2016. Definitivamente archiviato Mister Bee arriva la notizia che una nuova cordata cinese sarebbe pronta a rilevare il Milan per 700 milioni.

5 agosto 2016. Ad inizio agosto il Milan viene venduto alla cordata cinese capeggiata dalla Sino-Europe Sports. Gli uomini che la rappresentano sono Yonghong Li ed Han Li che si fanno fotografare con Silvio Berlusconi e versano i primi 15 milioni di caparra.

11 agosto 2016. La Sino-Europe Sports nomina subito come CEO Marco Fassone che sarà il rappresentante italiano.

6 settembre 2016. Arriva anche la seconda tranche da 85 milioni di euro.

21 settembre 2016. Bloomberg getta ombre sulla solidità finanziaria della Sino-Europe Sports. Vengono subito smentite con un comunicato ufficiale.

20 Settembre 2016. I soci della cordata cinese dovrebbero essere: Sino-Europe Sports (33%) -  Yonghong Li (15%) - Haixia Capital (15%) - Jilin Yongda (3%).

22 settembre 2016. Il closing sembra imminente e viene fissata come data il 15 novembre 2016.

4 ottobre 2016. Prima intervista ad un quotidiano italiano ad Han Li che conferma i grandi progetti per il Milan

4 novembre 2016. La Sino-Europe Sports si riduce a 4-5 soci e sposta il closing a fine novembre 2016.

17 novembre 2016. A pochi giorni dal derby viene data una nuova data del closing questa volta è il 13 dicembre 2016.

26 novembre 2016. Parla Berlusconi che conferma le buone intenzioni della Sino-Europe Sports ma che la burocrazia cinese è molto lenta e quindi il closing slitterà.

2 dicembre 2016. La Sino-Europe propone alla Fininvest di posticipare il closing al 28 febbraio 2017 versando una nuova caparra da 100 milioni.

7 dicembre 2016. Altra data del closing questa volta è il 3 marzo 2017.

8 dicembre 2016. Ulteriori ombre (dopo quelle di Bloomberg) arrivano da Jochen Lösch CEO di MP&Silva (la più grande agenzia di distribuzione di diritti tv sportivi) che dichiara di non aver mai sentito parlare della Sino-Europe Sports.

12 dicembre 2016. La seconda caparra da 100 milioni non arriva.

13 dicembre 2016. Il giorno dopo la Sino-Europe Sports versa alla Fininvest la caparra.

14 dicembre 2016. Anche la Gazzetta nutre dubbi su tutta l'operazione finanziaria visto che ad oggi non si conoscono tutti i nomi degli investitori coinvolti nell'operazione.

16 dicembre 2016. Qualcosa si muove sul fronte del nomi degli investitori. Sembrano essere principalmente 4 aziende cinesi: Huangshi Zhongbang Sports Development, China Industrial Bank Asset, China Huarong e la Haixia Capital.

4 gennario 2017. Il sito Calcio&Finanza viene in possesso dei documenti originali che attestano che i fondi per la caparra di 200 milioni arrivano dalle Isole Vergini Britanniche.

23 gennaio 2017. Interviene anche Paolo Berlusconi e conferma che il closing si farà il 3 marzo.

13 febbraio 2017. Sino-Europe Sports rimborsa completamente il prestito alla holding delle Isole Vergini Britanniche.

24 febbraio 2017. China Huarong si tira fuori dalla cordata che il 3 marzo deve completare il closing.

25 febbraio 2017. L'ex capitano e bandiera Paolo Maldini nutre ancora forti perplessità su tutta l'operazione.

27 febbraio 2017. Tutto pronto per il closing che viene confermato per il 3 marzo.

28 febbraio 2017.  A pochi giorni dal closing iniziano a girare voci sul ritardo nel pagamento dell'ultima tranches da 420 milioni. Inoltre l'Ad Marco Fassone non riesce più a contattare i soci cinesi di Sino-Europe Sports e la banca China Merchant Bank smentisce ogni coinvolgimento nella cordata. Nelle ultime ore emerge che l'unico acquirente possa essere Yonghong Li che avrebbe richiesto il pagamento rateizzato.

01 marzo 2017. Sempre più probabile lo slittamento della data del closing. All'appello mancano ancora 170 milioni. Il Presidente Berlusconi pare molto irritato da questo ulteriore intoppo, minacciando di tenersi la società. Gli scenari possibili paino essere quattro.

4 marzo 2017. Il Tempo intervista Berlusconi che conferma che il closing non si farà il 3 marzo ma che la Sino-Europe Sports ha chiesto una breve proroga. Nuova data il 10 marzo in cui i cinesi devono inderogabilmente versare i 100 milioni (sarebbe la terza caparra).

5 marzo 2017. Sempre Berlusconi apre ad un possibile dietrofront qualora i cinesi non saldassero gli impegni economici pattuiti.

8 marzo 2017. Sino-Europe Sports sta preparando la terza caparra da 100 milioni necessaria per avere la proroga di un mese (richiesta la settimana scorsa).

13 marzo 2017. La terza caparra non arriva per il 10 marzo, si aspetta la fine della settimana per dare modo alla Sino-Europe Sports di versare i 100 milioni. A caparra versata si fisserrà la nuova data del closing.

16 marzo 2017. La terza caparra continua a non arrivare. Questa volta sembra per un problema tecnico, Il bonifico da 100 milioni è atteso domani o lunedì. Senza questa ultima trance non si possono eseguire le firme per il closing definitivo (che dovrebbe avvenire il 7 aprile).

20 marzo 2017. Ancora nessuna notizia del versamento della terza caparra da 100 milioni

22 marzo 2017. Arrivano i primi 20 milioni della terza caparra da 100 milioni.

23 marzo 2017. Voci insistenti danno per certo uno slittamento della data del closing. Dal 7 al 14 aprile.

24 marzo 2017. I restanti 80 milioni necessari per completare il closing (fissato per il 7 aprile) tardano ad arrivare. Molto probabile una nuova proroga della data della chiusura della trattativa.

25 marzo 2017. Altro mini bonifico da 30 milioni da parte di Sino-Europe Sports. Fino a questo momento la cordata cinese ha versato 250 milioni e gliene mancano altri 50 milioni per completare il closing. Intanto il sito Calcio&Finanza svela con documenti ufficiali la creazione di una nuova società alle Isole Vergini Britanniche, la Rossoneri Advanced Company Limited, che dovrebbe garantire alla Sino-Europe Sports la liquidità necessaria per pagare l'ultima tranche da 100 milioni.

26 marzo 2017. Altro colpo di scena!. La Sino-Europe Sports viene chiusa, Yonghong Li rimane l'unico socio ed utilizza la Rossoneri Sport Investment Lux (società con sede in Lussemburgo e già utilizzata da Sino-Europe Sports per le operazioni in Europa) per completare il closing.

27 marzo 2017. Viene confermato, con un comunicato ufficiale, che la data del closing sarà il 14 aprileYonghong Li riceve un finanziamento da parte del fondo americano Elliott Management di circa 320 milioni, attraverso la società RedBlack Sarl (scatola lussemburghese costruita ad hoc). Con questo finanziamento non ci dovrebbero esserci problemi per la chiusura della trattativa. Va ricordato che Elliott Management applicherà un tasso d'interesse di oltre il 10%.

31 marzo 2017. Yonghong Li da come garanzia al fondo Elliott le sue quote di aziende in Cina per 500 milioni.

1 aprile 2017. Il 9 aprile è attesa a Milano una delegazione cinese (capitanata dal braccio destro David Han Li) per anticipare il closing al 13 aprile (invece del 14 aprile). Intanto si viene a sapere che Yonghong Li dovrà pagare 20 milioni alla Elliott se il closing dovesse saltare.

6 aprile 2017. Prima della conclusione della trattativa emergono nuovi dubbi sul prestito di 303 milioni di Elliott a Yonghong Li. Quasi tutte le fonti finanziarie hanno indicato in 18 mesi la durata del prestito ma stanno circolando altre voci che il prestito sarebbe di 5 anni.

8 aprile 2017. Si lavora alacremente per rendere disponibili i 190 milioni dei 303 necessari per la conclusione dell'affare.

11 aprile 2017. Il closing è ormai imminente, il sito Calcio&Finanza analizza tutta l'intera operazione finanziaria.

13 aprile 2017. Ore 14.04 arriva il bonifico che sancisce definitivamente il passaggio del Milan alla Rossoneri Sport Investment Lux di Yonghong Li.

martedì 28 febbraio 2017

Juventus vs Empoli in 10 punti

1) I giornalisti (tali o presunti) non ci azzeccano mai sulla formazione. Puntavano molto sull'esclusione di Marchisio (con polemiche già pronte) invece nulla, c'era pure Bonucci. Che sfiga.

2) E' tornato il Dani Alves che conoscevamo. Corsa, inserimenti verso il centro, cross, personalità. Ricambia l'assist di settimana scorsa ad Alex Sandro, attendiamo balletti social.

3) Marchisio è ancora indietro di condizione e di tempi di gioco, sbaglia controlli e qualche passaggio ma è pur sempre il nostro principino. Coccole infinite.

4) Quando c'è da far casino tatticamente il buon Cuadrado non lo batte nessuno. Solite due o tre situazioni che potevano essere gestite meglio e l'assist per Mandzukic era un tiro sbagliato. Entropia.

5) Higuain era in versione assist-man. Stupenda la palla per Mandzukic che viene (sciaguratamente) sbagliata. Lo preferisco più in area ma con l'Empoli va bene tutto, anche che non segni.

6) Sul finire della stagione lo Sturaro inizia a mettere su partite e condizione. Non sarà un granchè tecnicamente ma la sua presenza di sente sempre e poi a sinistra è da pura confusione tattica che comunque da un senso alla squadra. Tuttocampista.

7) Settimo goal stagionale per il giocatore più amato dal popolo juventino. Il Manzo non delude mai, corsa, grinta, goal sbagliati, colpi di tacco. Erede di Nedved.

8) Brutto vedere lo Juventus Stadium mezzo vuoto. Ok era una partita di poco conto, tra tre giorni c'è la Coppa Italia ma un pò più di sostegno non guasta mai.

9) Ho sempre più la certezza che Mario Lemina se ne andrà via a giugno più per problemi comportamentali che sportivi. Ormai è l'ultimo centrocampista della rosa. Fantasma.

10) Altra serata da spettatore per Neto. Lo sveglia solo un tiro di Josè Mauri ma è una puntura.

venerdì 24 febbraio 2017

L'aborto della laicità

Ci risiamo. E' dal 1978, quando fu approvata la legge 194 per garantire la tutela della maternità e dell'interruzione di gravidanza che il mondo "cattolico" l'ha sempre osteggiato con ogni mezzo. Negli anni lo strumento più utilizzato è stato quello dell'obiezione di coscienza. Molti medici non praticano l'aborto, facendone una questione di coscienza e moralità. Ci sarebbe da discutere se sia compatibile con la professione di medico ma a me interessa che ogni cittadino, ma soprattutto ogni donna, abbia il sacrosanto diritto di andare in una qualsiasi struttura ospedaliera a praticare l'aborto. Questa si chiama laicità dello Stato che ogni giorno viene calpestata non facendo rispettare leggi scritte ed approvate dal Parlamento.

Tutti a parlare della coscienza del medico ma nessuno (tantomeno il Ministro Lorenzin) s'interroga su quale sia lo stato d'animo di una donna che prende una delle decisioni più dolorose della propria vita. Le donne non vanno sorridendo ad abortire, vanno con la tristezza e la paura di chi sa che perderà una vita. Uno Stato serio e non medioevale dovrebbe non giudicarle ma aiutarle in questo percorso, stringendole la mano, non facendole sentire in colpa. Mai.

Invece, nel 2017, siamo ancora a parlare di Medici obiettori e non, di concorsi da rifare solo perchè si cerca di garantire un servizio in una struttura pubblica sanitaria. L'obiettore rischia di prendere delle decisioni che io, da paziente, non sento mie, che per la mia coscienza sono giuste e corrette e che lo Stato mi ha garantito. Un Medico potrebbe impormi una sua visione della vita, come ad esempio nascondendo malattie gravi del futuro figlio semplicemente per paura che la donna (o la coppia) potrebbe ricorrere all'aborto.

Quante volte abbiamo letto di ospedali con soli medici obiettori o della discriminazione degli infermieri e medici non obiettori, prontamente segnalata dal Consigli d'Europa. Il nostro Ministro delle Sanità è palesemente a favore dell'obiezione di coscienza non mettendo il rispetto della legge sopra TUTTO e TUTTI. E' talmente inadeguata che viene persino sbugiardata dalla Bindi.

Spero proprio che il Governatore Nicola Zingaretti non indietreggi di un millimetro e garantisca il regolare svolgimento del concorso. Tra una settimana tutti si dimenticheranno anche di questa vicenda, le polemiche le porterà via il vento e questo Paese rimarrà un posto per bigotti in cui la laicità è solo un valore virtuale che è meglio non far rispettare.

Porto vs Juventus in 10 punti

1) Nuno Espirito Santo aveva previsto nell'ordine: che la Juve non avrebbe giocato con le "5 Stelle" e che Bonucci alla fine sarebbe sceso in campo. Perculato su tutta la linea. Pronto per entrare in politica (in Italia).

2) Il caso Bonucci ci ha fatto capire: a) nessuno è insostituibile, b) tutti devono seguire un codice di comportamento, c) abbiamo 5 grandi difensori centrali, d) società ed allenatore sono in perfetta sintonia, e) Allegri si è evoluto in Super Sayan Livello II.

3) Fermo restando il punto 2 non facciamo cazzate incrinando una stagione fin qui davvero perfetta. Via ego e coglioni girati, dentro orgoglio e voglia di vincere. Mica siamo i Soprano's.

4) Bisogna sempre imparare dai Presidenti che (pensano) di saperla più degli altri. Detto, fatto. A Porto sfoggiamo una #cazzimmapiemontese da far accapponare i tatuaggi persino ad Insigne.

5) I predestinati hanno sempre un momento in cui tutto cambia ed iniziano a brillare di luce propria. Marko Pjaca è uno di questi ed il suo primo goal vale doppio. Primo perché fatto in Champions League e secondo per la sua esultanza "dell'Alce". Il WWF ha già chiesto i diritti.

6) Terzino brasiliano in bianconero mi ricordava maledettamente Athirson (uno degli innumerevoli pacchi di mercato di Lucianone Moggi). Tutto è svanito alla combinazione "fascia-to-fascia" Alex-Sandro - Dani-Alves. Obrigado.

7) Per quelli "il Porto era scarso" ricordo che nelle ultime 14 partite casalinghe di CL ne aveva persa solo una. L'avversario del vicino è sempre più forte.

8) Terreno perfetto, atmosfera da brividi, musichetta che ti ricorda che non si scherza più. Questa è la Champions League, quella vera, quella che sogni e temi. E' bello esserci senza dover pensare se il tuo stadio si farà oppure no.

9) Appunto da tifoso: mai andare a vedere una partita di pallavolo, scordandovi che c'è la CL. Rischiate seriamente di stare con in mano il cellulare in attesa di una notifica push. Patetico.

10) Gli abbracci fraterni di Capitan Gigi ad altri campioni, come Iker Casillas, stanno diventando una piacevolissima tradizione. Tutto pronto per una puntata speciale di C'è Posta Per Te.

lunedì 20 febbraio 2017

Microscopici partiti comunisti


A grandi passi verso il proporzionale

Bisogna saper sempre distinguere tra i proclami e le azioni concrete e mai come nel caso delle legge elettorale la regola calza a pennello. Dopo la vittoria del NO tutti, ma proprio tutti, si sono lanciati nei proclami più disparati del "votiamo subito" non importa come, non importa con che legge elettorale ma il popolo è sovrano e deve decidere. Il mantra non aveva nessuna eleborazione razionale, non analizzava la mancanza di una legge elettorale, la situazione precaria dei conti, il nostro rapporto non idilliaco con l'UE e la nostra economia agonizzante. Finito il gennaio del chi strilla di più, tutti si sono datti una calmata ed hanno iniziato a fare qualcosa di concreto. Cosa hanno fatto? Semplicemente hanno preso atto che si andrà verso un sistema elettorale di tipo proporzionale ed hanno iniziato a spuntare come funghi nuove sigle e nuovi partiti.

Solo nell'ultimo weekend abbiamo assistito a:
  • Scissione (di fatto) del PD e nascita quindi del soggetto politico della "minoranza".
  • Fusione (a freddo) tra La Destra (Storace) ed Azione Nazionale (Alemanno) che ha generato il Movimento nazionale per la sovranità.
  • Sel non c'è più ma al suo posto è nata Sinistra Italiana
Ovviamente è solo l'inizio della profilazione dei pani e dei simboli.  Abbiamo già letto della nascita di Campo Progressista di Giuliano Pisapia (che aiuterà Renzi a drenare la perdita di voti a sinistra), di demA di Demagistris, magari Alfano e Verdini si fondono per un nuovo soggetto politico (che strizzerà l'occhio sempre al solito Renzi) ed il mondo centrista che è sempre stato foriero di nuove sigle e ammucchiamenti che sfidano il Darwinismo. I prossimi mesi saranno ricchi di annunci e congressi.
Se tutti corrono a farsi una sigla personale un motivo ci sarà non credete? La partita si giocherà non tanto sul sistema elettorale (proporzionale ci mancherebbe) ma sulla quota di sbarramento, unico vero spartiacque tra il contare ed il non contare un cazzo.
Noi poveri elettori dovremo sfogliare, alle prossime elezioni, la classica scheda chilometrica in cui troveremo tutto ed il contrario di tutto in cui sarà già un miracolo se segneremo il simbolo corretto.

Il PD, Gomorra e la Fine di un'era

Il PD è l'ultimo Partito rimasto nello scenario politico italiano. Per Partito intendo un soggetto politico tradizionale, con un segretario, una struttura gerarchica, un'assemblea, dei circoli sparsi sul territorio ed un numero consistende di iscritti con tanto di tessera annuale. I tempi cambiano velocemente ed anche l'ultimo Partito sembra non riuscire a tenere il passo, sgretolandosi ogni giorno, sempre di più. Il processo di frantumazione è iniziato con la vittoria di Matteo Renzi alle primarie, portandolo prima a capo del Partito e poco dopo a capo del Governo. Rottamare tutto e tutti, perdendo di vista la "classica vita da partito" per dedicarsi esclusivamente alla "vita di comando" fatta di incontri, annunci e decreti legge.

Il post referendum costituzionale, comunque fosse stato l'esito elettorale, avrebbe aperto le porte della "resa dei conti finale" dopo anni di punzecchiature e primi abbandoni illustri (Civati, Cofferati, D'Attorre). Matteo Renzi se la immaginava un pò diversa, da vincitore, costringendo gli scissionisti a subire una pesante umiliazione fino alla loro cacciata per acclamazione. L'ex sindado di Firenze ce lo aveva fatto intendere all'ultima Leopolda quando, tra una folla in delirio, aveva già dato il benservito a Bersani e D'Alema.

La vittoria del NO ha solo cambiato le forze in campo ma non la sostanza: Matteo Renzi è antitetico a questa struttura di PD, ne vuole un'altra fatta di "leaderismo & comizi" senza passare da una organizzazione partitocratica come quella attuale. Proprio per questo, il PD è fermo alla sua elezione a segretario, con l'organizzazione affidata al fido Orfini.

Renzi contro gli scissionisti, come in Gomorra in cui tutti cercano di ottenere la loro posizioni di rendita in cui tutto è permesso, in cui tutto è funzionale al conseguimento del risultato. La scissione avverrà in tempi e modi all'italiana, con qualche spargimento di sangue, molti scambi di accuse su chi è il colpevole senza entrare nel merito delle cose. Ci si separa perché ci si sta sul cazzo. Punto.

Renzi avrà il suo "nuovo PD" purgato dai vecchi volti della sinistra che fu, vincerà il congresso per acclamazione e ricontinuerà a fare quello che ha sempre fatto, perseguire una politica di centro dove tutto e tutti servono per arrivare a Palazzo Chigi. Non mi sorprenderebbe affatto che si presentasse alle prossime elezioni con il team Pisaspia ed il team Alfano/Verdini. Il PD diventerà una scatola vuota ad uso e consumo del suo leader, in cui dissenso e dibattito interno saranno ridotti a zero.

E gli scissionisti? Ammetto che faccio fatica ancora a capire chi siano, quanti siano e che linea politica abbiano ma soprattutto se rimarranno uniti (ne dubito fortemente). Al netto di tutto ciò, formeranno un nuovo schieramento e bisognerà capire nei prossimi mesi le loro mosse. A me personalmente sembrano quelle vecchie rockstar che si sentono ancora sulla cresta dell'onda e vogliono fare l'ultimo tour d'addio. Molto triste.

Tutta questa vicenda è stata appassionante? Nemmeno per sogno, è stata stucchevole, priva di contenuti e molto autoreferenziale che ha allontanato (semmai ce ne fosse bisogno) molti cittadini alla politica ed in questo periodo storico è una colpa molto grave.

Che ci piaccia o no la politica è diventa liquida, con partiti snelli, in cui l'appartenenza è più concettuale che pratica, in cui non esiste il radicamento sul territorio, in cui la linea politica la si detta attraverso blog o con slogan elettorali, in cui se non hai un front-man valido non conti nulla agli occhi dei più. Anche il PD si è allineato a questo "nuovo mondo" che ho paura non porterà a nulla di buono.

domenica 19 febbraio 2017

La settimana in cinque notizie

  • Anche L'Unione Europea si interroga se si giusto o meno porre un freno agli ad-blocker

  • Barca vuole che il PD cambi linea politica ma rimanendo tutti uniti.


venerdì 17 febbraio 2017

Juventus vs Palermo in 10 punti

1) Sturaro non è un ala, non è un esterno e talvolta non è nemmeno un interno di centrocampo. Ci mette la solita grinta e con il Palermo basta ed avanza.

2) Pjaca parte a destra (male) viene spostato a sinistra (benino). Corre e s'impegna per essere tatticamente sensato ma è poco lucido e confusionario. Unica perla il cross per il quasi goal di Khedira. C'è ancora molto da lavorare.

3) In questo campionato, molte partite le sblocchi per inerzia, senza volerlo nemmeno troppo e le concludi in goaleada. Dedicato a chi ama 20 squadre in A. A naso, sono pochini.

4) Punizione di Dybala alla Kevin Kostner. So Good.

5) Questa volta Allegri fa ampio uso sia del turnover che della panchina, segno evidente che anche per lui era proprio una partita-allenamento.

6) Si è partiti tranquilli e poco vogliosi e si è finito in perenne pressing. Gestione della partita impeccabile.

7) Toh chi si rivede: Mario Lemina. La buona notizia? Ha un taglio di capelli presentabile ed è la prima volta che accade. Inizio di quella  maturità che alla Juve ti richiedono? Vedremo.

8) Cuadrado fa sempre qualcosa di bello, di elettrizzante ma la porta la centra poche volte ed è un delitto per un giocatore con le sue caratteristiche tecniche.

9) Il 4-2-3-1 è ormai il modulo base, mi sorprenderebbe molto se non lo vedessimo anche contro il Porto.

10) Una abbraccio a tutti i tifosi che hanno preso freddo, visto una partita bruttina, ma che almeno sono stati ripagati con 5 goals.