martedì 28 novembre 2006

Internet e Politica

Dopo le possibili leggi liberticide su internet vorrei fare una carrellata su quanti politici usano lo strumento sito personale/blog per comunicare con i propri elettori:

Antonio Di Pietro (Italia dei Valori): una dei pochi politici che aggiorna spesso il suo blog ed è aperto ai commenti dei navigatori.

Fiorello Cortiana (Verdi): forse il miglior politico italiano quando si parla di web e software libero. Infatti è stato messo ai margini del suo partito.

Ivan Scalfarotto (candidato primarie unione): il suo blog è sempre aggiornato e dimostra un ottimo spirito riformatore. A volte il suo forum è preda di spammers.

Letizia Moratti (sindaco milano): dopo aver preso i voti ed essere diventata sindaco il suo sito è morto!

Giuseppe Fioroni (ministro pubblica istruzione): il suo blog non veniva aggiornato da marzo. Grazie a Pandemia scopriamo che gli spammers l'hanno colpito pesantemente. Lui cosa fa? Chiude il sito.

Romano Prodi (presidente del consiglio): il suo sito partito in pompa magna è morto a giugno (un mese dopo le elezioni). Non si può commentare e non si trovano notizie fresche.

Paolo Gentiloni (ministro delle comunicazioni): ha da anni un blog e di internet ne capisce. Speriamo che abbia forza e spazio nel governo.

Claudio Scajola (ex ministro): sito chiuso ai commenti e dubito che scriva di suo pugno gli aggiornamenti.

Emma Bonino (radicali): sito senza commenti, molti articoli sono richiami a pezzi di altre persone. E' aggiornato frequentemente.

Antonio Bassolino (governatore Campania): blog aggiornato e permette agli utenti di diventare giornalisti del blog stesso. Un blog è personale e dovrebbe essere aggiornato dal suo creatore.

Roberto Formigoni (governatore Lombardia): anche in questo caso sito chiuso ai commenti e dallo stampo molto formale. Molto probabilmente anche questo sito viene aggiornato dal suo ufficio stampa.

Silvio Berlusconi, Fausto Bertinotti, Gianfranco Fini, Pierfrancesco Casini, Francesco Rutelli, Umberto Bossi, non hanno un sito ufficiale ma quasi tutti rimandano al sito del loro partito.

Da una breve indagite quasi nessun politico vive internet come uno strumento per avvicinare gli elettori alla politica.

Se ci sono blog politici degni di nota, avvisatemi.

domenica 26 novembre 2006

Gli spammers invadono i social network?

La storia di Digg mi appassiona perchè permette a tutti di essere editori e giornalisti al tempo stesso ma sta trovando molti ostacoli soprattutto in questa ultima settimana (thanksgiving americano).

Il suo sistema "dal basso" è accerchiato da tre fronti: l'autorevolezza delle news, se il suo sistema di voti funziona e per ultimo se non è una miniera d'oro per gli spammers.

Secondo Niall Kennedy sembrerebbe proprio così. Questo topic è entrato nella top 5 di Digg ma è stato inserito da uno spammers di prodotti dentali che sta inondando blog e social bookmark di link che rimandano a siti da lui gestiti.

Il giro d'affari è considerevole ma a farne le spese è Digg che sembra soffrire di un calo di traffico come sostiene VentureBeat.

Se calano le visite Digg è spacciata traendo profitto solo dalla pubblicità.

Credo che nei primi mesi del 2007 Digg verrà venduta.

sabato 25 novembre 2006

Digg sotto accusa

Digg è uno dei più popolari social bookmark e permette a chiunque di inserire una notizia presa da un'altro sito internet.

In questo ultimo periodo però la sua reputazione sta scricchiolando.

Un utente ha fatto circolare una notizia falsa sulla nuova PS3 attribuendola alla Reuters, ma tale notizia è diventata subito popolare e solo DOPO è stato sbugiardata. In molti si stanno chiedendo se il sistema Digg sia così autorevole.

L'altra notizia che sta facendo discutere è l'ammissione da parte di Kevin Rose (fondatore di Digg) che esistono dei moderatori che filtrano i contenuti pubblicati in Digg.

Molti rumors facevano pensare alla presenza di moderatori ma qualcuno si chiede se siano efficaci

In pratica l'accusa più forte è che i moderatori agiscono da remoto e non siano a tempo pieno. In pratica ogni loro azione arriva DOPO visto che ormai i contenuti sono sempre maggiori ed il sito sempre più popolare.

Repubblica.it ed i link esterni

I siti ufficiali della grande editoria stanno piano piano capendo internet. Adesso pubblicano video presi da altri siti citandone la fonte (e non più la dicitura "da internet").

Adesso su Repubblica.it si può vedere il video della spia Kgb uccisa a Londra. E' riportata anche la fonte originale, peccato che cliccando sul link non si va da nessuna parte.

Su corriere.it nessun problema.

Non capiamo internet

L'unica occasione di sviluppo a basso costo, ovvero internet, non viene capita dalla politica italiana (piccolo quiz: ditemi 3 nomi di politici che sanno cosa sia internet).

Google Italia viene indagata per il video al ragazzo Down ormai tristemente famoso.

Per come tira l'aria i ragazzi che hanno commesso lo schifo del video usciranno presto dai servizi sociali senza essere considerati dei malati, mentre due cittadini americani devono giustificarsi per un qualcosa che non gli riguarda.

Tutto parte dall'associazione vividown che denuncia Google per il video. Il magistrato mette nel registro degli indagati i due rappresentanti legali di Google Italia perchè non hanno vigilato.

L'associazione Vividown dovrebbe chiedere la denuncia di chi ha immesso il video, non sparare nel mucchio mettendo sotto accusa uno strumento (per sua natura neutrale).

E' impossibile controllare tutti i video ed oggi i siti con più successo sono quelli generati dagli utenti. Si può rintracciare chi "uploda" un video in modo più veloce e diretto.

Perchè non mettere su Google Video un bel filmato che mostri la straordinaria sensibilità dei ragazzi Down?

Se la De Filippi porta un ragazzo Down in tv accolto da sorrisini beoti ed ipocriti non è un atto violento? Non bisognerebbe denunciare la De Filippi per sfruttamento?

PS Questo sito dimostra quanto conta l'Italia in internet

domenica 19 novembre 2006

Si scopre che internet è brutta e cattiva

Si sa che il giornalismo italiano viva solo di mode, di finti scoop, di emergenze che durano pochi mesi:

I pitbull che assalivano i passanti. Le reazioni: spazziamoli via, estinguiamo la razza. Dopo pochi mesi nessuno ne ha più parlato ed i pitbull non mordono più nessuno

Il piccolo Tommaso. Per mesi ce l'hanno menata con pistolotti morali sulla società senza valori, sull'angelo che avrebbe cambiato le coscienze. Poi il silenzio ed ogni giorno un bambino in Italia subisce violenze senza che i giornali smuovano i loro fiumi d'inchiostro. Solo piccoli servizi nella cronaca nera


E' la volta del Bullismo di classe, vuoi per la scopata a Nova Milanese, vuoi per il Video del ragazzo Down.

Repubblica.it fa il falso scoop e "scova" altri video su YouTube e Google Video (anche il Corriere.it si adegua, ma si sa che le due homepage sono sempre molto simili). Chi conosci un pò di internet sa benissimo che di video scomodi ed orripilanti è piena la rete.

La libertà dello strumento ci consente di imbatterci in video di torture, pestaggi, violenze di ogni genere su animali o persone.

Bisognerebbe spiegarlo e non fare titoloni per cavalcare l'onda del momento.

Fra poche settimane calerà il silenzio e di scuola non si parlerà più lasciando irrisolti tutti i suoi problemi secolari.

martedì 14 novembre 2006

Oltre Metro Leggo e City

I giornali freepress (ovvero quelli che vengono distribuiti gratuitamente davanti ai metro o in giro per la città) hanno sempre avuto un grande difetto: le notizie.

A tutti sarà capitato di leggerli tra miriadi di annunci pubblicitari e qualche notiziola sparsa qua e la. Di solito Metro, Leggo e City peccano in qualità della notizia relegando la lettura ad un semplice sfogliare le pagine.

Vorrei segnalare un nuovo giornale freepress: Epolis

E' un ottimo giornale, ovvero ha articoli di giornalisti e le notizie sono date in modo dettagliato e rigoroso ed in più è gratuito.

Epolis copre molte città italiane: Roma, Milano, Torino, Bologna, Bergamo, Brescia, Firenze, Mestre, Napoli, Padova, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza ed in più la Sardegna.

In più è possibile riceverlo via email e sfogliarlo nel comodo formato pdf.

Un bellissimo progetto che rispetta la qualità della notizia abbracciando la filosofia del freepress.

Spargete la voce e leggetelo! ;)

La guerra delle console

Il periodo natalizio si avvicina e le consolle saranno uno dei regali più gettonati.

Sotto l'albero si potrà trovare: Wii (Nintendo), Xbox (Microsoft) e la PS3 (Sony).

E' una guerra senza esclusione di colpi, fino a costringere Wikipedia a chiudere le schede della Wii e della PS3 per continui vandalismi.

Mi sembra un pò troppo per delle consolle.

Licenze Radicali

Brutta storia quella che vede coinvolto un blogger ed i Radicali.

I fatti: in una delle tante riunioni dei Radicali, Capezzone e Pannella litigano pesantemente accusandosi a vicenda. Essendo in diretta via streaming il video viene caricato su YouTube e ripreso da molti giornali (corriere.it).

Daw (il blogger in questione), crea una parodia del filmato originale, in pieno spirito goliardico e satirico.

Apriti cielo, i radicali chiedono il rispetto delle licenze creative commons chiedendo di citare fonte e link. Daw lo fa, ma questo non basta ai Radicali denunciando il blogger per questioni tecniche. Il vero problema è il video parodia che secondo il partito politico stravolge la realtà dei fatti.

Daw, lo toglie mettendo un video più politicamente corretto.

La tristezza è che la politica interviene sempre più a sproposito non occupandosi delle sue grandi beghe interne, come ad esempio della probabile fine della rosanelpugno soggetto politico che si dichiarava nuovo e che dopo aver preso un pò di seggi in parlamento si è sciolto come neve al sole.