sabato 28 febbraio 2009

Il calcio come metafora

E' inutile fare i filosofi o gli idealisti. Qui da noi il calcio smuove coscienze e masse di persone che nè la politica nè nuove battaglie civili possono farlo. E' triste dirlo ma è la realtà sociale italiana.

Se Beckham è avvistato in un megastore sportivo l'effetto è dirompente.

E' interessante però usare il calcio per capire che cosa è il nostro paese in Europa. Nelle coppe europee (Champions + Uefa) abbiamo vinto solo una partia su sette ma quasi tutte le dichiarazioni di allenatori e calciatori sono state votate all'ottimismo, si vedeva sempre il bicchiere mezzo pieno, zero polemiche sugli arbitri. L'esatto contrario delle dicharazioni di campionato dove si parla solo di arbitri e moviola.

Se ci pensate bene è la stessa cosa anche in politica. Nei nostri confini si discute del nulla, di finti problemi o se ne creano ad arte altri per distogliere l'attenzione sulle voragini che dovremmo affrontare ma che sono brutte e puzzolenti. Quando ci confrontiamo con il resto dell'Europa siamo per il dialogo, per il risolvere i problemi insieme con regole certe e condivise da tutti.

C'è solo un piccolo problema: in Europa, sia nel calcio che nella politica, non abbiamo un ruolo di protagonisti.