venerdì 31 luglio 2009

Doping sempre un passo avanti

Mentre Astarloza (11 all'ultimo tour e vincitore di una tappa) viene pescato positivo all'EPOgirano voci che stia circolando l'Hematide ovvero l'EPO di quarta generazione.


Questo nuovo doping garantisce la sicurezza di non essere trovato dall'anti-doping ma sembra che sia ancora più pericoloso per la salute dei ciclisti. Ombre oscure si annidano sulla morte del ciclista dilettante Fabio Fazio morto in una gara in Toscana.

Per affrontare seriamente il problema doping nel ciclismo ci vorrà il morto famoso?

Il presidente di tutti

Bere una birra con il tuo Presidente sia che sei un poliziotto bianco che un professore universitario nero è un gran bel gesto e ci fa capire che i politici non sono tutti uguali.

Exflop 2015

Doveva essere l'evento del secolo.

Ogni giorno che passa sta diventando un flop.

Ministro per caso

Leggere l'intervista del ministro del turismo Michela Brambilla lascia sconsolati.

Tante belle parole ma purtroppo i fatti degli ultimi mesi sono stati devastanti:

L'Asia non ci considera più come meta turistica. 

Il vettore low-cost MyAir sta fallendo.

La truffa di TodoMondo ha lasciato senza vacanze migliaia di italiani.

Anche gli italiani vengono spennati nei ristoranti.

C'era una volta un paese che puntava sul Turismo.

Rai allo sbando


Certo che la Rai si comporta solo con logiche politiche e non economico/commerciali. Visto che Sky è invisa da tempo al governo (che di fatto gestisce la Rai) il servizio pubblico ha rotto le trattative per il rinnovo del contratto con la pay-tv.

Per mettere i bastoni tra le ruote a Sky in Rai rinunciano a svariati milioni di euro certi e si trasferisce RaiSat sulla nuova piattaforma TivùSat che è ancora in fasce e tutta da sviluppare.

Anche dal punto di vista della visibilità la mossa pare bizzarra: ormai Sky è una realtà consolidata e garantisce un ulteriore bacino d'utenza utile per incrementare share e quindi pubblicità.

Tutto questo viene ignorato per motivi politici e perchè ormai Sky-Mediaset-La7 mettendosi insieme per la piattaforma digitale terrestre, di fatto, non si fanno più concorrenza ma puntano solo a limitare Sky.

Il problema che la Rai chiede un canone e dovrebbe occuparsi prima dell'offerta da dare ai cittadiniinvece viene gestita come una normalissima tv privata.

I fascicoli di Feltri

Vittorio Feltri direttore de "Il Giornale" lo si sapeva da aprile ed adesso diventa ufficiale.

Feltri ha mostrato grande attaccamento e dedizione alla causa Berlusconiana.

Ho sempre considerato Libero un giornale fatto su misura per quella borghesia becera e con la puzza sotto il naso che si arrocca sui propri luoghi comuni ed ogni giorno vuole avere la riprova che tali pensieri siano buoni e giusti.

Su Libero made in Feltri si percepiva un razzistume strisciante, un gusto dell'orrido funzionale all'aumento della tiratura e da titoli principali degni dei film dei Vanzina degli anni '80.

Per farla breve un giornale inutile ai fini dell'informazione ma terribilmente funzionale alla gran cassa mediatica pro governo. Proprio per questa dedizione alla causa che Vittorio Feltri ha guadagnato consensi tali da farlo diventare direttore del giornale della famiglia Berlusconi.

Il buon Vittorio c'è l'ha messa tutta. Come non ricordare le sue splendide iniziative culturali di Libero. Mi ricordo il Corano letto proprio dal Direttore che arrivava alla conclusione che era inconciliabile con l'Occidente.  Quindi bisogna cacciare tutti i musulmani salvo non dire che anche i cristiani che leggono la Bibbia dovrebbero seguirli.

Anche i fascicoli sul Mussolini privato furono uno spasso. Parlare dell'uomo Mussolini e non del dittatore è indubbiamente uno chiave di lettura in puro "revisionismo storico". Esercitarsi sul Duce aveva anche un altro scopo, prepararsi a documentare vite contemporanee ben più importanti.

Infatti con la vita a fascicoli di Silvio Berlusconi è stato toccato l'apice. In ogni  dispensa c'erano foto di famiglia ed accorati articoli in cui si elogiava la vita meravigliosa del premier, del suo attaccamento per i figli e per la famiglia. Una pronta contromossa salva premier dopo la separazione voluta dalla moglie Veronica Lario.

Con questo popò di curriculum la promozione era assicurata.

Certo che gli ultimi tre direttori de "Il Giornale" mettono un pò i brividi: Belpietro, Giordano e Feltri.

giovedì 30 luglio 2009

Truffati e mazziati

TodoMondo ha lasciato a piedi migliaia di italiani che dovrebbero essere risarciti dallo stato e più specificatamente dal Fondo Nazionale di Garanzia per i “Pacchetti Turistici”.

Tutto tranquillo? Ma figuriamoci visto che a quanto pare nel Fondo di Garanzia non c'è più un euro. I soldi ci dovrebbero essere visto che viene prelevato il 2% dalle polizze assicurative obbligatorio che devono avere gli operatori turistici.

Nel triennio 2009-2011 non è previsto nessun stanziamento al Fondo ed i soldi che erano stati messi sono stati utilizzati ma non per risarcire turisti truffati.

Nel silenzio generale solo Marco Beltrandi dei Radicali Italiani farà un'interrogazione parlamentare per capire meglio la situazione.

I giornali danno risalto alle promesse della Brambilla per i risarcimenti TodoMondo ma si guardano bene dall'approfondire la questione del Fondo.

domenica 26 luglio 2009

Il terzo che fa tanta paura

Il foglio ha cercato di diventare un giornale, sparando le presunte irregolarità amministrative di Ignazio Marino quando lavorava alla UPMC centro medico dell’Università di Pittsburgh.

E' singolare come un giornale di proprietà del presidente del consiglio si affacci sulla questione morale quando il "presidente che non è un santo" da circa 30 anni ha venduto l'anima al diavolo e se ne vanta pure.

Diciamo che dopo il presunto scoop non gli è andata molto bene, ed al giornalista del Foglio Francesco Cundari è stato consegnato (vedi ultimo paragrafo) della documentazione che chiarisce il tutto.

La prima cosa che mi è venuta in mente è che in giro c'è una paura fottuta. La paura che non vinca uno dell'establishment (Franceschini o Bersani) e quindi si azzerino tutti gli inciuci, i do ut des costruiti in questi ultimi anni tra i due poli. Un governo che concede qualcosa in cambio di un'opposizione morbida, che si sveglia ad intermittenza ma che, sostanzialmente, avvalla l'operato del cavaliere.

Ecco, Ignazio Marino è questa variabile impazzita che bisogna attaccare ben tre mesi prima del congresso di Ottobre per depotenziarlo e renderlo solo un valido sparring partner alle primarie.

E se invece di depotenziarlo, questi attacchi lo rendono più visibile e quindi allargare la propria base elettorale?

PS Utilizzare il nome del chirurgo Carlo Marcelletti accusato di pedofilia e, con molta probabilità, suicidatosi per la vergogna per screditare il collega Marino non depone sulla sensibilità della redazione de "il Foglio".

sabato 25 luglio 2009

Era nella aria

Della situazione del tour operator TodoMondo ne parlai due mesi fa.

Ora le cose si sono messe davvero male visto che 5mila italiani non potranno fare le vacanze.

La cosa scandalosa è che il sito continua a contenere ancora offerte di pacchetti viaggi che non possono essere soddisfatti.

In alto c'è il  link di un comunicato urgente che dice che la Todomondo tutelerà i propri clienti ma il tutto in modo generico.

Per il rimborso le strade sono due: aspettare che la Todomondo venga ricapitalizzata oppure in caso di suo fallimento rivolgersi al Ministero delle Attività Produttive il Fondo Nazionale di Garanzia.

I soldi chissà quando verranno ripresi mentre le vacanze sono irrimediabilmente saltate.

venerdì 24 luglio 2009

Auto Blu

Oggi ho visto con i miei occhi Paolo Berlusconi (sì il fratello di Silvio) scendere da un auto blu nel polo universitario della Bicocca.

L'auto blu dalla quale scendeva era uguale a questa. Sul tetto la classica sirena blu  (spenta) d'ordinanza.

La cosa non mi sorprende affatto visto che abbiamo il record mondiale con 607.918 unità. Dare una mano al fratello, al cognato, all'amico della zia è prassi quotidiana nella politica italiana.

Le cose che mi hanno reso triste sono state due: 

(1) l'autista che faceva anche da maggiordomo visto che gli ha aperto la portiera manco fosse il principe d'Inghilterra.

(2) a pochi metri dall'auto c'era una signorina che lo stavo aspettando, ferma, immobile, in attesa che uscisse dalla vettura. L'attesa è stata di circa trenta secondi, sotto il sole e l'afa di Milano (mica uno scherzo).

Chissà quanti abusi e quanti sprechi ci passano davanti ogni giorno che forse vediamo solo i più eclatanti, smoccoliamo e poi torniamo al nostro posto di lavoro.

giovedì 23 luglio 2009

Tanto casino per nulla

Giorni e giorni di dibattiti su internet per la candidatura di Beppe Grillo alla segreteria del PD.

Tutto sembrava una boutade estiva ma il protagonista della vicenda giurava sulla sua serietà.


Prova ad iscriversi ad Arzachena dove era in vacanza ma viene cassato per diverse ragioni tra cui quella che la tessera la bisogna fare nel circolo più vicino alla propria residenza.

Poi tocca al circolo "Martin Luter King" di Paternopoli (Avellino) dargli la tessera ad honorem solo per avere un pò di pubblicità gratuita e sentirsi, per un giorno, eroi contro il potere brutto e cattivo.

In mezzo mille proclami sulla sua solita linea: tutto fa schifo, solo chi non è nei partiti può fare del bene all'Italia.

Nel post del 21 luglio 2009 con un semplice PS comunica che "Il PDmenoelle ha annullato anche la mia iscrizione di Paternopoli. Non ho quindi la possibilità di candidarmi a segretario".


Nessun post bellicoso per spiegare questa iniziativa morta dopo pochi giorni e senza nessun costrutto.

I suoi detrattori lo sbeffeggeranno mentre i suoi sostenitori troveranno mille spunti per giustificarlo.

Come è brutto confrontarsi quando si parte da posizioni estreme.

Debunking Travaglio, le FAQ

Ho sempre pensato che nessuno è portatore della verità e che quando diventa troppo idolatrato non sia un bene.

La pensa così anche Francesco Costa con le sue Travaglio's FAQ

Siti fai da te

Sia il ministro Carfagna che il ministro Brambilla pare che non amino molto le gare d'appalto e preferiscano affidare la realizzazione di siti istituzionali ad amici fidati.

Lo sappiamo dalle ricerche di LorenzoCricerca Carfagna e ricerca Brambilla.

Nulla di nuovo sotto il sole della politica.

martedì 21 luglio 2009

Più pericolosi dei pirati

Il mondo dello spettacolo italiano ha da sempre pensato al proprio corporativismo, poche aperture a nuovi modi di gestione della cultura, odio verso qualsiasi nuova tecnologia e totale autoreferenzialità.

Internet ha da sempre spaventato attori, registi e produttori perchè impone un radicale cambiamento di usi e costumi, cosa che qui da noi non può non metterci almeno 20 anni di analisi, leggi sbagliate e dichiarazioni votate alla catastrofe economica imminente dell'intero settore.

Se noi uniamo autoreferenzialità e la poca simpatia per il mezzo escono fuori queste cose:

Nanni Moretti Pubblico svegliati, il cinema muore [smentito, dati alla mano, da Stefano Quintarelli]

Verdone: il computer è un'atomica

Insomma personaggi tanto famosi ma che spesso sparano sentenze buone solo per fare il titolone sul giornale ma che non analizzano ed affrontano la realtà internet.

Oggi si sono riuniti per protestare contro i tagli del governo alla cultura spalleggiati da Gabriella Carlucci e Luca Barbareschi.

La cosa buffa che i due parlamentari del PDL si sono contraddistinti per  proposte di legge per contrastare la pirateria online unico vero male del mondo dello spettacolo.

Ora si accorgono che forse non c'è solo la pirateria ma anche qualcosa di più serio e concreto,promettendo di far cambiare idea al governo.

Vedremo se dopo le chiacchiere succederà qualcosa di concreto.

domenica 19 luglio 2009

Che fine ha fatto Religiolus?

Nel disinteresse generale in Italia non è stato possibile, se non per pochi intimi, poter andare a vedere al cinema "Religiolus" film-documentario del comico americano Bill Maher che mette a nudo tutti le contraddizioni delle tre principali religiosi monoteiste del mondo.

Il film tocca un argomento sempre molto scottante e lo fa in modo dissacrante tanto da mettere sulla sua locandina le tre scimmiette.

Di questo film abbiamo pochissimo materiale: solo il trailer e la trama molto scarna.

I cinema l'hanno cancellato dopo solo due settimane, e solo iniziative come quella di UAAR di Forli Cesena consentono di visiornalo.

Anche da Blockbuster non è ancora uscito in DVD, visto che nella relativa scheda si parla di un generico prossimamente. Essendo uscito nel 2008 mi sembra quantomeno strano che dopo un anno non ci sia la possibilità di poterlo noleggiare.

Notizie di censure in Italia non ne ho trovate ma tutta questa vicenda è molto oscura.

Ci rimane solo una piccola recensione e poco più.

Per chi avesse notizie più aggiornate lo scriva nei commenti, era un film molto interessante.

La fatiscenza degli stadi

Il 23 maggio un giovane tifoso del Vicenza, Eugenio Bortolon, cadde dallo stadio Tardini di Parma e morì poche ore dopo.

Ora la procura di Parma ha constatato che la balaustra del settore ospiti dello stadio non rispettava le norme sulla sicurezza.

Si spendono milioni di euro per i calciatori e poi abbiamo stadi del terzo mondo.

giovedì 16 luglio 2009

Italia.it è tornata

Da oggi Italia.it è tornata online. Costo di questa ennesima operazione "rilancio simpatia" del nostro paese si aggira sui dieci milioni di euro.

In home page il messaggio del presidente del consiglio:
"L'Italia è il Paese del cielo, del sole, del mare. Un Paese magico, capace di incantare e di conquistare il cuore non solo di chi ci vive, ma anche di chi lo visita, di chi lo scopre per la prima volta. Un Paese che regala emozioni profonde attraverso i suoi paesaggi, le sue città, i suoi tesori d'arte, i suoi sapori, la sua musica. Un viaggio in Italia, per noi italiani e per chiunque arrivi da ogni parte del mondo, è un viaggio nell'arte e nel bello. L'Italia è magica. Scopritela. Nascerà un grande amore."

Ad un turista straniero potrebbe piacere ma a me che sono come sono andate le cose, sinceramente, mette un pò i brividi.

La Banca d'Italia ha ragione su Zopa

Due giorni fa ho parlato della vicenda Zopa, chiusa dalla Banca d'Italia per alcune insolvenze.

Zopa ha pubblicato il decreto di cancellazione della Banca d'Italia dove si scopre che Zopa era sotto controllo da circa un anno e che, in soldoni, non forniva solo la piattaforma tecnologica ma fungeva da intermediario tra il creditore e il debitore.

Zopa diventava proprietaria sia degli incassi che dei pagamenti grazie a conti correnti infruttiferi.

Il contro prestatori rimangono disponibilità di entità non trascurabile per lassi di tempo anche prolungati, derivanti dai bonifici effettuati dai prestatori.

Il conto Richiedenti ha, invece, natura transitoria, con saldi giornalieri estremamente contenuti.

Il rapporto tra Zopa ed i suo iscritti era quello di un deposito a vista.

Per la Banca d'Italia quindi, non c'era passaggio di denaro diretto tra persone (come dichiarato da Zopa all'atto della sua iscrizione al TUB) e le soluzioni proposte dalla stessa Zopa sono state ritenute insufficienti.

Zopa adesso ha tre strade davanti a se: ristrutturare il suo business, adire alle vie legali o fallire.


mercoledì 15 luglio 2009

Indignarsi è meglio che agire

Ci sono due fatti di cronaca che hanno qualcosa in comune fra loro: le reazioni alla sentenza Sandri ed lo sciopero dei blogger contro il DDL Intercettazioni.

Tutte e due partono da un rifiuto verso due fatti palesemente contro il buon senso e la giustizia sociale.

Da un lato un agente di polizia che punta un'arma ad altezza uomo che inevitabilmente uccide un giovane tifoso laziale (Gabriele Sandri) viene condannato a 6 anni di reclusione per omicidio colposo.

Dall'altro l'attacco ad internet contenuto nel DDL Intercettazioni che equipara i blog a qualsiasi organo di informazione, prevedendo l'obbligo di rettifica entro 48 ore dalla pubblicazione e sanzioni economiche tali da far desistere qualsiasi privato cittadino che voglia occuparsi di fatti di cronaca.

In tutti e due i casi ha vinto l'indignazione. In Italia tutti si indignano, si vergognano del loro pase, lo definiscono un regime e chi più ne ha ne metta.


Indignarsi dovrebbe essere l'anticamera dell'agire, del dire basta ad un qualcosa che si ritiene ingiusto e deleterio per il proprio paese.

Agire implica sporcarsi le mani, confrontarsi con altre persone che non la pensano come te o che semplicemente non frega nulla della tua battaglia. Agire implica convincere altre tuoi concittadini che le tue idee sono giuste, che vale la pena battersi per esse.
L'agire comporta tempi lunghi e risultati incerti ma ti fa crescere come uomo, ti fa vivere situazioni bellissime che mai avresti vissuto rimanendo dietro la tua indignazione.

Purtroppo leggo invece di persone che non credono più alla giustizia, che si ritrovano in una piazza di Roma a bere vino e dire quando è brutto il ministro della difesa ed altri esporranno striscioni offensivi contro le forze dell'ordine alla prossima partita di serie A.

Nessuno che vuole più spendere le proprie energie per migliorare questo paese.

Forse sono finite le idee, forse sono finite le energie e ci è rimasto solo il borbottare a voce alta.

Operazione BlogBabel

Il vero motivo della volontà di candidarsi alla segreteria del PD è uno solo: ritornare in testa alla classifica di BlogBabel.

La tempistica è stata pefetta: dichiarazione politica forte e sfruttamente dello sciopero dei blogger suoi concorrenti.

martedì 14 luglio 2009

Il microscopio di Grillo

Via Giornalettismo leggo che il microscopio comprato grazie al blog di Beppe Grillo è stato donato all'università di Urbino.

Sul blog del futuro segretario del PD nessuna traccia di tutto ciò.

Fare soldi con le battute degli altri

Daniele Luttazzi mi piace da matti ma sulla sua ultima iniziativa nutro forti dubbi.

Recentemente ha trasformato il suo blog in una palestra satirica aperta a tutti i navigatori che hanno voglia di cimentarsi con la difficile arte della satira. Fin qui tutto bello.

Luttazzi ha dispensato consigli, ha scritto prontuari ed ha fatto da nave scuola per far capire, agli aspiranti satirici, le sfumature e le difficoltà di far ridere la gente partendo dalle notizie di vita quotidiana.

Poi un giorno, leggo che la raccolta di tutte le battute da lui selezionate diventerà un libro dal titolo"Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana 2009" edito da Feltrinelli. In questo libro verranno scritti, oltre alla battute, il nome e cognome degli autori, la loro data di nascita e la loro professione. Il tutto nell'indice.

Il problema, a mio avviso, è che la notizia del libro è stata data dopo aver raccolto un numero consistente di battute e non prima di lanciare l'inziativa. Mi sembra che la trasparenza, in questo caso,abbia lasciato a desiderare.

Cosa me ne faccio di vedere il mio nome su di un libro quando poi tutti i proventi se li spartiscono la casa editrice ed il padrone del blog a cui ho dato, gratuitamente, le mie battute?

L'indotto sentimentale del calcio

Quando leggete dei milioni di euro che le società di calcio spendono per  un calciatore famoso (e magari vi incazzate pure) dovete pensare al fatto che quel prezzo tanto alto ha una spiegazione razionale: serve a sostenere l'indotto sentimentale.

L'indotto sentimentale è un vero mercato parallelo dove migliaia di donnine sgomitano per avere l'esclusiva, per finire sui giornali con dichiarazioni di una profondità nauseabonda.

La sola cosa che lega un calciatore alla miss di turno è l'equazione bellezza per i soldi.

La bellezza è ovviamente finalizzata alla scopata, nulla più, ma in cambio viene sfruttata la notorietà del calciatore per fare un pò di bella vita, qualche contrattino pubblicitario e dire che si è stati la sua ex per avere maggiori chance con il prossimo riccone di turno.

Ecco se avete in mente tutto ciò, quando leggete queste cose potete sonoramente andare al cesso tranquilli.

Tessere PD un gran casino

Tralascio i commenti se sia un bene o no che Beppe Grillo si sia candidato alla segreteria del PD ma mi vorrei soffermare sulle modalità di tesseramento.

Da quello che ho capito si hanno due possibilità d'iscrizione: o vai direttamente in un circolo PD oppure lo richiedi via internet ma alla fine lo devi ritirare sempre in un circolo.

Il primo problema è che non tutti i circoli sono uguali. La tessera la devi ritirare nel circolo territoriale più vicino a quello di residenza. Quindi se io sono in ferie, via per lavoro non mi posso iscrivere al PD perchè sono lontano da casa. 

Un genialata. Questo è un primo segnala di quanto il gruppo dirigenziale del partito sia a contatto con la realtà quotidiana.

L'iscrizione online poi è carente di documentazione. Non c'è un documento sul sito che possa consultare in modo rapido per sapere le regole per iscrivermi al partito. Due righe qua e là e l'immancabile numero verde per le informazioni.

Una domanda: ma se io sono già sul più potente mezzo di informazione, quale è internet, perchè devo utilizzarne un altro (il telefono) per avere le informazioni che cerco?

Bisognerebbe facilitare il più possibile le iscrizioni ma a me sembra che fanno di tutto per scoraggiare le persone a farlo. 

Prima di parlare di candidati, programmi, come fare l'opposizione bisognerebbe dotarsi di una struttura al passo con i tempi.

lunedì 13 luglio 2009

Altro attacco ad internet: il caso Zopa

Internet da fastidio sia a livello di libera informazione sia per quanto riguarda il sistema economico italiano.

Con internet si possono abbassare i costi di moltissimi servizi perchè tende a togliere gli intermediari. Senza intermediari (banche, studi legali, studi notarili, case di distribuzione, manager, etc etc) il costo del servizio è estremamente vantaggioso per il cliente che a parità di qualità ottiene prezzi inferiori.

In un paese normale questo si chiamerebbe concorrenza. La concorrenza sana e leale impone che nuovi concorrenti entrino sul mercato per abbassare i costi per conquistare nuovi clienti.

Dicevo in un paese normale. Noi, in Italia, non lo siamo e quindi ogni giorno le varie lobby impongono la loro legge, che è la legge del monopolista che sta all'opposto della libera concorrenza. Se non ho concorrenti impongo io il mio prezzo che è calibrato per massimizzare i profitti fregandosene della qualità perchè non avendo concorrenti il mio business è al sicuro.

L'ultimo esempio è il caso di Zopa. Zopa è un sito che propone il concetto di P2P landing ovvero elimina le banche da qualsiasi prestito visto che il passaggio di denaro avviene direttamente tra persone con Zopa che fa da garante e trattiene una piccola quota d'interessi. La sostanza è che i prestiti tra le persone sono più vantaggiosi rispetto alla banca tradizionale.

La pacchia non poteva durare molto infatti la Banca d'Italia ha sospeso Zopa dall'opera in Italia, come la stessa Zopa riferisce nel suo blog.

Le motivazioni della Banca d'Italia sono abbastanza oscure ma essendo una banca privata controllata dalla maggiori banche italiane (tra le altre Intesa, Montepaschi, Mediobanca) non è difficile capire come questo genere di siti diano fastidio proprio al sistema bancario italiano.

Strano che solo Zopa sia stata interdetta mentre, ad esempio, Boober operi ancora tranquillamente. Forse Zopa stava diventando troppo grossa?

UPDATE: Comunicato stampa ufficiale di Zopa

domenica 12 luglio 2009

Prova sul campo di Kindle 2

A me sti ebook cone Kindle 2 non convincono ancora molto. Dalla piccola prova sul campo lo trovo ancora macchinoso e poco maneggevole.

Città inquinata si ma con i muri puliti

Milano ha tantissimi problemi, ne cito qualcuno: estrema cementificazione della città, aria irrespirabile, traffico sempre più snervante, mezzi pubblici non efficienti, paralisi in caso di forti piogge. Potrei andare avanti ancora per un bel pò.

C'è poi il problemi delle scritte sui muri. Ho sempre pensato che i graffiti e le scritte siano due fenomeni distinti: i primi danno vita e colore a palazzi grigi e brutti i secondi sono solo scarabocchi senza senso.

Con tutto il fastidio che posso avere per queste scritte preferirei che ci si occupasse di uno dei problemi sopra esposti.

Invece il buon vice sindaco De Corato deve far vedere che la legge viene sempre rispettata a Milano e proietterà il filmato di due writers che ripuliscono i muri da loro sporcati. La proiezione avverrà in comune con il modus operandi tipico di chi sta governando in Italia: far vedere che si sta combattendo la criminalità, di dare un segnale di sicurezza.

Poco importa se sono tutte operazioni secondarie, che non spostano di nulla la sicurezza cittadina e la sua vivibilità. Avevo parlato dei Blu Berrets e della loro presentazione mediatica in pompa magna.

Dopo neanche un mese sempre De Corato li ha dovuti fermare per presunti collegamenti con la destra estrema.

Dopo tutto questo gran can can mediatico i problemi di Milano rimangono sempre lì.

Ci vuole la chimica

In questa società che non affronta nessun problema alla radice è normale arrivare alle vie sbrigative.

Analizzare, studiare e proporre rimedi al problema degli stupri richiede tempo e soprattutto menti raffinate e desiderose di porre rimedi definitivi. Visto che in giro non vedo nessuna mente, figuriamoci raffinata, non mi stupisco che venga proposta la castrazione chimica.

Ha iniziato il criminologo Francesco Bruno a dire che nei casi degli stupratori seriali bisogna utilizzarla ma il tutto deve essere su base volontaria. Tradotto vuol dire che deve essere lo stesso stupratore a chiederlo.

Ma se invece togliamo la volontarietà allora abbiamo uno dei cavalli di battaglia del ministro Calderoli che, vista la ghiotta occasione, lo rilancia strumentalizzando un reato. Tradotto, lo stato decide con la legge del taglione.

Di questi tempi non mi stupirei affatto che qualcuno, in parlamento, proponga un disegno di legge.

venerdì 10 luglio 2009

Ho visto cose che vuoi umani....

....leggo che Robert Scoble, ex dipendente Microsoft ed ora apprezzato blogger e web star, sarebbe a conoscenza di uno scoop pazzesco che solo lunedì Microsoft rivelerà al mondo intero.

Lo scoop sarebbe di portata mondiale tanto da far decidere a Google di annunciare in fretta e furia il suo sistema operativo Chrome OS anche se ci vorranno tre mesi per la prima beta e solo un anno per la prima versione ufficiale.

La grande G avrebbe sparato la prima cartuccia tecnologica che aveva a portata di mano per distogliere l'attenzione su questa importante novità made in Microsoft.

Solo propaganda o zio Bill ha in serbo un asso nella manica?

Non ci resta che attendere lunedì.

La fiera dei sogni

A me questi aspiranti partecipanti al GF10 sembrano tutti uguali, tutti usciti da qualche Bilionaire di provincia, tutti abbronzati senza aver mai visto il mare, tutti sorridenti e rifatti.

Buona fortuna per i vostri cinque mesi di notorietà.

Le ramanzine servono

Dopo avere presto uno e due ceffoni morali, Matteo Salvini torna ad occuparsi di problemi seri.

L'importante è imparare dai propri sbagli.

Un altro passo verso la morte del copyright

Che il copyright così come è concepito oggi, nell'era di internet, sia anacronistico e sempre più difficile da gestire nella vita reale, lo dimostra l'ennesima norma varata dal parlamento.

In pratica se un dipende pubblica o condivide contenuti protetti da copyright, attraverso computer aziendali, la nuova norma prevede che sia il dipendente che il datore di lavoro (l'azienda) vengano puniti con multe pesanti.

Ad aggravare la questione è che non si fanno distinzione tra soggetti senza scopo di lucro ed aziende private come spiega Scialdone. Quindi anche un'associazione di volontariato dovrebbe pagare multe salatissime perchè un suo volontario è stato poco accorto e lei non l'ha controllato. Capite bene che la chiusura dell'associazione stessa è certa.

Il copyright presuppone un controllo fisico del contenuto, ovvero io produttore so quante copie ed a chi vengono commercializzate e decido il numero della distribuzione.

Ora con internet tutto questo è saltato soprattutto sul versante del controllare a chi vengono commercializzate le opere ed il loro numero. Per assurdo se si immettesse solo una copia, nel giro di poche ore, si avrebbero migliaia e migliaia di copie di qualità uguale all'originale (che nel web non ha alcune senso).

Inoltre un datore di lavoro dovrebbe controllare per tutto l'arco della giornata lavorativa il proprio dipendente. Questo si traduce nel controllare la sua email aziendale, la navigazione in internet e le operazioni che compie.

Tutto questo cozza con la privacy personale e si rischierebbe di legalizzare il mobbing visto che se io, datore di lavoro, so anche la tua vita privata ti posso ricattare.

Non so bene come nella pratica questa norma possa essere interpretata dai giudici ma ho il forte sospetto che rischi di diventare l'ennesima norma disapplicata nel nostro paese.

giovedì 9 luglio 2009

Contrappasso

Da quando Brunetta è ministro le donne lo corteggiano. Fannullone!

Regalino sobrio

Direi che il regalo di Silvio Berlusconi agli altri grandi del mondo è veramente sobrio.

Che grande statista! Che classe!

Paura della proprio pene

La nostra società civile è un misto di ipocrisia e paura.

L'ipocrisia sta galoppando sulla visione del sesso. Ormai tutto è gossip, è relazioni amorose di convenienza ad uso e consumo dei paparazzi. Conta apparire su "Chi", "Donna Moderna", "Novella 2000" e in tutto quel fitto sottobosco editoriale di cui le edicole sono piene zeppe.

In tv un Piero Chiambretti qualsiasi sdogana balletti erotici, ballerine mouline rouge dicendo che questa non è volgarità, non è un uso adolescenziale del corpo della donna ma una rivoluzione televisiva. Vallo a capire.

Se una persona è ipocrita è anche terrorizzata dalle cose dure e crude come il porno. Ogniuno può pensare quello che vuole di questo fenomeno di costume ma su una cosa non si può discutere: il porno è quello che viene presentato, non ha compromessi.
Un ultimo esempio lungimirante è la battaglia legale tra comune di Venezia ed la manifestazione hard Erotica Tour.

Secondo Cacciari era da vietare perchè toglieva i freni inibitori, ovvero chi sarebbe entrato a vedere un qualsiasi spettacolo di una qualsiasi pornostar ne sarebbe uscito un potenziale stupratore. Ricordo, fino a prova contraria, che c'è più rischio a passare vicino ad uno stadio la domenica pomeriggio che entrare in una fiera erotica.

Siccome le questioni si risolvono sempre davanti alla magistratura, anche in questo caso si è deciso che la fiera sà da fare.

Visto che l'ipocrisia è una forma mentale difficile da estirpare stanno cercando di trovare qualsiasi cavillo legale (come la questione sicurezza del tendone) per non farla ugualmente.

D'altronde in politica vige la regola del "rispettare solo le sentenze in cui il giudice ci ha dato ragione".

martedì 7 luglio 2009

Lo stato dell'informazione

Vedere due canali nazionali quali La7 ed Italia 1 dare integralmente la diretta del funerale di Michael Jackson fa capire quanto sta male l'informazione in Italia.

lunedì 6 luglio 2009

Dio denaro

La crisi economica doveva far riflette tutti per ridiscutere una riforma del sistema industriale mondiale per avere uno sviluppo più sostenibile e che mettesse l'uomo al centro di tutto.

Leggendo gli ultimi avvenimenti mi sembra che invece si voglia fare soldi sui morti, fregandosene bellamente dei diritti umani e facendo appelli della forza di un peto fanciullesco.

domenica 5 luglio 2009

Ogni promessa è debito

Ora che Bob Geldof ha la sua promessa berlusconiana che recita così: "avete ragione, siamo in ritardo con gli aiuti promessi all'Africa ma non è colpa mia. Nel futuro sarà diverso".

Che eravamo in ritardo glielo aveva ricordato poco tempo la fondazione Fare e Futuro non certo legata alle cooperative rosse. 

Adesso Geldof spera che i tanto reclamizzati aiuti all'Africa arriveranno ma non sa che sarà molto difficile, se non impossibile. Abbiamo cittadini italiani che vivono in tendopoli che sono mesi che sentono promesse che svariano dalle case in costa azzurra, alle crociere post terremoto ad avere nuove case per settembre.

Io mi chiedo: se gli abbruzzesi vivono in totale stato di abbandono perchè mai agli africani dovrebbero arrivare aiuti concreti?

Dall'intervista ripresa da "La Stampa" si evince come Geldof parli di cose concrete che esigono immediatamente una risposta ed il governo italiano parla in politichese, scandisce promesse generiche indorate con le solite frasi fatte sull'Africa e la povertà.

Un solo cantante  ha messo alle corde un'intera delegazione governativa che si è sempre messa sulla difensiva, cercando di essere convincente senza firmare nulla, senza mettere nero su bianco promesse doverose e che già dovevano essere fatte.

Purtroppo quando si parla di terzo mondo non abbiamo alcuna credibilità internazionale visto che il recente pacchetto sicurezza disprezza e ripudia ogni clandestino a prescindere dalla sua storia.

Con il volto leghista non possiamo promettere aiuti concreti a chi, per chi ci governa, rappresentano solo una scocciatura sociale e nulla più.

C'è confusione, sarà perchè sei clandestino

Il governo ha varato il pacchetto sicurezza che tra le altre cose dichiara guerra ad i clandestini. Da ora in poi tutti gli stranieri senza permesso di soggiorno verranno esplusi. Sulla carta tutto bello, vedremo nella pratica.

Dopo l'approvazione è scoppiato il problema badanti. In Italia sono 500mila le badanti straniere (rappresentano il 79% del mercato) e sono quasi tutte clandestine.

Il sottosegretatio alla presidenza del consiglio con delega alla famiglia, ovvero Carlo Giovanardi dice al proprio governo che le si devono regolarizzare perchè altrimenti moltissime famiglie verrebbero private di un aiuto sociale prezioso.

A rispondere al ministro ci pensa il Giornale che riporta le dichiarazioni del ministro dell'interno Maroni che in sostanza dicono questo: la legge non è retroattiva quindi tutti gli immigrati irregolari che risiedono nel nostro paese non rischiano nulla.

Direi che c'è una bella confusione nel governo.

Riguardo la clandestinità questa legge fa danni enormi al mercato del lavoro in Italia. Come nel caso delle badanti (ma potrei direi operai, camerieri, imprese di pulizie ed altro) moltissimi datori di lavoro utilizzano la loro condizione di illegalità per assumerli, pagarli pochissimo e soprattutto non pagano un euro al fisco. 

Ora con questa legge bisogna già fornirgli il permesso di soggiorno perchè un qualsiasi straniero non paga 200 euro senza avere un lavoro già sicuro.

Le future badanti rischiano di rimanere dove stanno, mentre la nostra popolazione invecchia sempre di più e di italiani che puliscono il culo ai propri vecchi se ne contano sulla punta delle dita.

Fare leggi sulle paure della gente, per ora, ha portato voti alla Lega ma non vedo grandi miglioramenti sulla sicurezza ma leggo tanta demagogia.

Se la legge non funzionerà come la precedente Bossi-Fini sarà ancora colpa dei magistrati che non la applicano?

sabato 4 luglio 2009

Approfondimenti su ThePirateBay

Alternativa alla dottrina Sarkozy

L'associazione che riunisce consumatori, cittadini e rappresentanti industriali propone una tassa di 5 euro al mese per poter scaricare quello che si vuole su internet.

Sono sempre stato scettico sulla quota flat pro P2P in quanto non risolve il problema del download illegale e soprattutto non è in grado di pagare adeguatamente tutti gli artisti.

Una quota fissa da pagare imporrebbe un'agenzia ad hoc che gestisca il nuovo flusso di denaro che poi dovrebbe essere ripartito proporzionalmente tra gli artisti. Sappiamo tutti che questa agenzia avrebbe forti pressioni da parte delle lobby musicali e cinematografiche e la fetta più grossa andrebbe agli artisti famosi.

Per cui spero che non venga presa in considerazione, fermo restando che la legge del "tre botte e via" di Sarkozy è una schifezza immonda.

Joost ha chiuso

Joost doveva essere lo Skype dei video e spaccare e rivoluzionare il mercato dei contenuti video in internet.

Aveva ricevuto oltre 50 milion di dollari di investimenti, segno evidente che molte Venture Capital credevano in questo progetto.

Joost ha chiuso i battenti. Per capire i fattori che hanno portato questo invito a leggere un bellissimo articolo di GigaOm

Rimane in piedi Babelgum che prima di fare la fine di Joost ha virato sui corti.

Il problema di questi servizi è che non hanno business plan credibili e prima o poi i nodi vengono al pettine.

Microcredito ed i problemi di notorietà

Il microcredito è stata una delle novità positive dell'economia degli ultimi 10 anni. Ha fatto vedere il lato "buono" dell'economia, quella che aiuta i poveri e li sostiene.

Ora sembra che il successo stia dando alla testa ed i primi malumori iniziano ad affiorare proprio tra chi dovrebbe averne dei benefici.

Ogni sistema quando cresce diventa più vorace, ha bisogno di più risorse ed inevitabilmente diventa meno sociale e più avido.
Il terzo candidato alla guida del PD è Ignazio Marino supportato dal grande Civati.

Notizia per De Corato e la Lega

Pare che in stazione Centrale si spacci a cielo aperto. Qualcuno ha fatto le foto tanto per essere sicuri che non sia attori assoldati dalla sinistra catastrofista.

Trovo doveroso informare Riccardo De Corato che continua a presentare telecamere per la video sorveglianza, blue berrets e dice che i reati sono in calo. In stazione centrale tutto ciò sembra all'opposto delle dichiarazioni del vice sindaco. Badate bene, la Stazione Centrale non la periferia di Milano.

Visto che ci siamo qualcuno avvisi anche Davide Boni (assessore regionale al territorio) che si era concentrato sul fatto che nei giardini della Stazione Centrale c'erano troppi bivacchi di extra comunitari.

Lo spaccio a cielo aperto è una vergogna di Milano e non lo si combatte con le dichiarazioni rassicurati ma con interventi massicci delle forze dell'ordine.

A me sembra che manchino uomini e mezzi per fare ciò.

Wi Fi a Venezia

Dopo molti fallimenti, il comune di Venezia ha deciso di lanciare la propria rete di Wi Fi gratis a tutti i suoi residenti mentre i turisti dovranno pagare un una tantum di 5 euro.

L'investimento è stato di 10 milioni di euro e conta di sfruttare il nuovo network per nuovi servizi e risorse welfare.

Il problema di questo genere di iniziative è che sono molte affascinante per gli utilizzatori finali ma complicate da sostenere economicamente da chi le mette in piedi (in questo caso il comune).

C'è un'ottima discussione al riguardo sul blog di Stefano Quintarelli.

Occuparsi del superfluo

I politici dovrebbero occupare di una Rai non faziosa, libera dai partiti ma in cui viga solo l'obbiettivo di informare, insomma fare il servizio pubblico.

Invece la politica stupra ogni giorno la Rai e quindi si sente nel diritto di fare un'interrogazione parlamentare per la mancata diretta del Palio di Siena.

Autore dell'ennesima stronzata politica è Sandro Ceccuzzi del PD.

venerdì 3 luglio 2009

Storie di ordinario conflitto di interesse

Roberto Colaninno, attualmente, preside il consiglio di amministrazione di Piaggio e di Alitalia.

Che abbia le mani in pasta in due aziende a nessuno frega nulla. Invece dovrebbe preoccuare.

Colaninno è un ragioniere che ha scalato prima Olivetti, poi Telecom (con i "capitani coraggiosi" che hanno decretato l'inizio della fine di Telecom riempiendola di debiti e guadagnando cifre folli), poi Piaggio (con i soldi di Telecom) ed infine Alitalia (regalata senza debiti dall'attuale governo).

E' singolare come in Italia contino più le amicizie importanti (la sua è con i Marcegaglia), i contatti con la politica (è vicino al PD) più che la capacità ed il talento personale.

Il figlio Matteo sta ricalcando le sue orme, ma quello che nepotismo è il cardine cui poggia il tessuto industriale italiano.

Lo hanno fregato

Secondo me a Silvio Berlusconi girano un pò le palle vedendo che qualcuno gli ha fregato la sua idea di forma di stato.

Privacy in Internet

Ad oggi pochi navigatori non sentono come un problema la difesa della propria privacy durante la navigazione. Moltissime persone concedono con molta leggerezza i propri dati personali senza pensarci troppo alle conseguenze.


Nell'era del web si è tutti più rintracciabili perchè inevitabilmente lasciamo tracce digitali più o meno evidenti e con i nostri comportamenti stiamo rendendo ricchi siti che raccolgono e catalogano le nostre abitudini, i nostri gusti e li rivendono a società di marketing.

Un esempio lampante è Facebook che racchiude l'essenza della non privacy nel web: essendo un social network deve per forza condividere pensieri, foto, video a scapito della privacy privata. Una volta entrati dentro a questo tipo di siti, uscirne e cancellare le proprie tracce digitali è pressochè impossibile.

Il garante della privacy ha messo in guardia tutti sui rischi dei social network e sembra che anche la stessa Facebook stia prendendo più a cuore la gestione della privacy.

La gestione dei dati personali diventerà sempre più focale e ci vorrà una legislazione europea ad hoc per uniformare il tutto e controllando che effettivamente i propri dati siano sempre gestiti da noi con la massima trasparenza.

Oggi tutto questo è un sogno, troppo spesso vediamo società che non hanno una gestione trasparente in questo settore, alimentando dubbi e preoccupazioni tra i propri clienti.

E se la legge bavaglio piacesse agli editori?

La nuova proposta di legge sulle intercettazioni pone un forte freno (se non il silenziatore) al diritto di informare da parte degli organi di informazione.

Si sta delineando all'orizzonte un comportamento ambiguo degli editori che non sembrano così preoccupati da questa nuova legge.

L'esempio lampante è il comportamento della FIEG (associazione degli editori) sul caso delle dimissioni (respinte dal governo) del presidente della Consob, Cardia.

Stando a quanto scritto da LaVoce.info gli editori della stampa economica (Sole24ore, Milano Finanza ed Italia Oggi) avrebbero barattato con il governo il recepimento della direttiva europea sulla trasparenza per l'informativa finanziaria.


Il governo ha proposto un decreto legislativo che modifica il Testo unico della finanza per recepire la“Transparency” ma reintroduce le norme sulla pubblicità a pagamento sulla carta stampata.L'accettazione delle commissioni a questa proposta è stata bipartisan segno evidente di come la Lobby degli editori abbia vinto su tutti i fronti.


In sintesi abbiamo questo scenario: accettazione della Transparency Europea ma salvaguardia del mercato da 50 milioni di euro per i giornali di settore in quanto ogni società quotata in borsa dovrà utilizzare la pubblicità a pagamento.

Gli sconfitti sono gli industriali che non potranno risparmiare un bel pò di euro per informare il mercato sulle attività della propria azienda. In tempo di forte crisi la direttiva europea andava in questa direzione: consentire l'utilizzo di strumenti alternativi, come internet, per abbassare le "spese d'informazione".



Il silenzio su questa vicenda è totale ed imbarazzante: la Confindustria che non ha protestato per questo incremento dei costi per i propri iscritti (ma non dovrebbe difenderli a prescindere dal colore di chi governa?), le tv ed i giornali sono stati completamente assenti segno evidente che ottenere ancora 50 milioni di euro fa comodo a tutti vista come è messa l'editoria italiana.

Purtroppo ancora una volta le lobby hanno imposto i loro costi a scapito della vera trasparenza informativa e dell'economia del paese.

mercoledì 1 luglio 2009

ThePirateBay cambia rotta

ThePirateBay è stato venduto alla Global Gaming Factory X AB una software house svedese leader negli internet point. La cifra della vendita non è chiara, c'è chi dice 5,6 miloni di euro altri 7,8 milioni di euroaltri ancora 8 milioni di euro. Cifre a parte il futuro della Baia appare nebuloso ma al tempo stesso tutti sanno cosa accadrà: l'anima libera dei pirati si trasformerà in un qualcosa di commerciale per poter chiudere anni ed anni di battaglia sul copyright.

Il primo passo della Global Farming sarà rivedere l'infrastruttura tecnica di ThePirateBay. Via il tracker centrale per dare spazio a tanti piccoli tracker decentralizzati per migliorare stabilità e leggerezza del sistema.

Sul fronte commerciale credo che vorranno introdurre la spartizione della pubblicità con i proprietari di diritto d'autore. Questo modello di business è uno dei pochi che sta dando qualche soddisfazione in internet ma che si scontra con l'anima ingorda delle Major che sono poco disposte a spartire introiti e gestione dei file (la diatriba iTunes vs Label musicale ci insegna questo). Sarebbe carino che i nuovi proprietari svedesi sperimentassero nuove forme di business ancora inesplorate.

So bene quanto sarà difficile far accettare il marchio "ThePirateBay" come un qualcosa di diverso da quello che era. Il passato del web non gioca a favore della Global Gaming. L'esperienza di Napster e di Kazaa passati a proprietari "commercial oriented" ha portato a molti grattacapi ed a pochi successi economici.

Anche se la Baia dovesse, come sembra, diventare amica delle Major i tre ragazzacci svedesi sono entrati di diritto nella hall of hame del web. Il loro contributo a far accettare il file-sharing come fenomeno culturale è stato fondamentale e la loro tenacia nel resistere al mondo ammirevole.

Onore quindi a ThePirateBay che ha rappresentato gli ideali di libertà e diffusione del sapere che dovrebbero venir sempre prima del mero denaro (ma sappiamo che non è così).

Fra poco il web genererà altri fenomeni di costumi, ci saranno altri ragazzi terribili carichi di ideali e passione pronti a sfidare quali poteri che sembrano inattaccabili.