mercoledì 30 settembre 2009

Il nuovo eldorado

Si da poca importanza alla nuova cementificazione che sta per abbattersi in Italia grazie al calcio.

Dall'inchiesta di Repubblica si scopre che i nuovi stadi di proprietà dei club nascodono progetti edilizi che nulla c'entrano con il calcio.

Che senso ha costruire intorno ad uno stadio, hotel a cinque stelle, parcheggi, centri commerciali (onnipresenti in qualsiasi progetto edilizio), villette?

Nessuno, ma hanno senso per i costruttori edilizi che sono una delle vere piaghe dell'Italia. Loro costruiscono a poco e guadagnano a tanto con la compiacenza di sindaci con le casse vuote e di presidenti che vogliano rimanere nella storia del club con la costruzione di un nuovo stadio.

Prendete ad esempio la Roma. La controlla la famiglia Sensi che ha 300 milioni di euro di debito con Unicredit. Unicredit non riesce a vendere la società a nessun compratore serio. In questi giorni Rosella Sensi ha presentato il nuovo stadio da intitolare a suo padre Franco Sensi (non informando Unicredit).

Non è da meno la Lazio che vuole costruire uno stadio
con quattro ristoranti nei torrioni, tre campi di calcio esterni, uno per il calcio a 5, sei campi da tennis, uno da rugby, uno da football americano, uno per l'hockey su prato e uno per l'arco, un diamante per il baseball, una pista di atletica, quattro piscine, un palazzetto per basket e volley. Poi, gli uffici del club, il museo della Lazio, un centro commerciale su due livelli, un albergo a 4 stelle, parcheggi per 40 ettari e altri 25 ettari per un parco giochi. Sulla collina (che ha vincoli paesaggistici) Lotito immagina una cementata di villette. Per raggiungere questa nuova città a nord di Roma si prevede una nuova stazione, un nuovo svincolo autostradale, un approdo in battello sul Tevere.

Non vi sembra tutto un controsenso?

Ma se leggiamo le dichiarazioni ad esempio dei comitati di quartieri o del wwf si scopre che è proprio la speculazione edilizia è il lato oscuro di questi progetti. Un lato oscuro a cui tutti non danno peso, focalizzando l'attenzione solo sullo stadio in sè.

Gli stadi inglesi (a cui cerchiamo di scimmiottare) hanno tutto dentro lo stadio ed al massimo solo i parcheggi all'esterno. Capite bene che l'impatto ambientale e sul quartiere è molto minore rispetto alla costruzione di vere e proprie cittadelle dello sport che è tutto da dimostrare il loro effettivo successo.

Ho la sensazione che sarà peggio di Italia '90.