giovedì 17 settembre 2009

Incentivi come aiuti di stato

Il mercato dell'auto (inteso come automobili e moto) all'unisono chiede altri incentivi allo stato italiano.
Lo fa come lo faceva Gianni Agnelli quando era lui a chiedere allo stato i soldi: agitare lo spettro dei licenziamenti.

Così sia Marchionne che Colannino ripetono la stessa frase. Senza aiuti sarà un disastro.

Il governo (Scajola) ha già detto che non ci saranno problemi, ma questo governo pare ogni giorno di più sempre più debole.

A me sembra che gli incentivi siano stati già abbastanza, anche perchè l'ondata di licenziamenti sarà molte forte nei mesi prossimi. Una persona che perde il lavoro non pensa a cambiare l'auto, anzi pensa magari di cederla per ridurre le spese.

Lo stesso discorso vale per le aziende. Se un imprenditore è pieno di debiti, ridurrà anch'esso i costi e magari anche i macchinari in eccesso.

Una cosa intelligente sarebbe barattare i nuovi possibili incentivi con lo sviluppo tecnologico verso l'auto ad impatto zero. In sostanza lo stato aiuta Fiat e Piaggio ma a condizione che i loro prodotti si evolvano, diventino più verdi e competitivi sul mercato. Se, nel lasso di tempo stabilito, tali obbiettivi non fossero raggiunti lo stato si rivarrebbe (multe, entrare nell'azionariato, etc etc) sulle aziende aiutate.