venerdì 2 ottobre 2009

Ma sono vere primarie?

Partendo dall'iter del PD per eleggere il nuovo segretario che recita così:

Prima il congresso l'11 ottobre e poi le primarie il 25 ottobre. Alle primarie andranno i tre candidati che hanno ricevuto maggiori consensi, purché abbiano ottenuto almeno il 5% dei voti. Per votare basta semplicemente registrarsi il giorno del voto all'albo degli elettori e pagare un contributo di 2 euro. Ma non è detto che le primarie scriveranno la parola fine alla scelta del leader. Se nessuno candidato otterrà la maggioranza assoluta, la scelta toccherà ai membri dell'assemblea nazionale (eletti attraverso le primarie, sulla base di liste collegate ai candidati a segretario nazionale), con un ballottaggio a scrutinio segreto tra i due candidati collegati al maggior numero di membri dell'assemblea.

Mi domando se siano vere primarie oppure un modo per continuare a eleggere gente del partito e per il partito, chiuso in se stesso ma con la foglia di fico di chiedere agli elettori (potenziali o effettivi) di esprimere il loro parere.

Scremare le candidature attraverso i circoli del PD è un'emerita buffonata vista la totale mancanza di trasparenza e controllo sulle tessere e su chi realmente vota. Riprova è che Bersani ha stravinto forse perchè ha già la maggioranza all'interno del PD.

Se dai circoli non raccogli almeno il 5% dei voti sei fuori. Così come per le primarie devo dare prima 2 euro per votare e poi correre il rischio che il mio voto non serva a nulla visto che se nessuno dei tre candidati otterrà il 50% + 1 sarà l'assemblea ad eleggere il segretario.

Tutti a dire che andranno a votare alle primarie oltre 2 milioni di elettori, ma forse è venuto il momento di cambiare strategia di non affidarsi a vecchi partiti che continuano a produrre vecchie idee e mediocri uomini politici.