mercoledì 23 dicembre 2009

Predicare bene razzolare male

Scrivere su di un blog che il sistema fa schifo così com'è è relativamente semplice, soprattutto quando ti chiami Beppe Grillo.
Dopo l'atto di accusa quotidiano, Beppe ha voluto sfruttare il network dei Meet-up sparsi per l'Italia, creando il movimento a 5 stelle.

Il filo conduttore è sempre stato il dare potere ai cittadini, scavalcando i partiti considerati superati e corrotti.

Ogni Meet-up ha così dato una mano sul territorio in cui operava per creare liste e scegliere anche i candidati alle prossime elezioni regionali. Ovviamente non sono solo i Meet-up l'anima dei così detti "grillini" ma anche associazioni e singoli cittadini che già si sono distinti in varie elezioni comunali.

Il grosso punto debole di ogni gruppo che si autoregolamenta sono le scissioni interne oppure il rimanere impantanati sulle decisioni da prendere. Dire che i cittadini devono essere i protagonisti delle decisioni della loro comunità è sempre affascinante ma senza veri e propri partiti (o strutture organizzate con chiari ruoli) si rischiano fallimenti e divisioni laceranti.


Tornando a Grillo, sembra che il movimento a 5 stelle non sia proprio così indipendente ma venga "gestito" dall'alto proprio dal comico genovese.

Il Meet-up 20 di Genova ha reso pubblico il suo disappunto per la bocciatura del candidato Paolo Franceschi poco considerato da Grillo. Leggendo il dettagliato riepilogo della situazione da parte del blog Il Futurnauta sembra che i candidati alle regionali, in qualche modo, venga avvallati dall'alto (ovvero da Grillo in persona).

Il problema sta tutto qui, la poca chiarezza. Di facciata si dice che il movimento a 5 stelle vivrà oltre Beppe Grillo ma poi nella realtà dei fatti viene guidato dal blogger genovese con il rischio di buttare all'aria la molta credibilità accumulata nel corso degli ultimi anni.