domenica 20 dicembre 2009

Sanremo 2010

Dopo il grande successo della scorsa edizione ecco le mie pagelle sui BIG dell'edizione 2010.

Arisa (Ma l’amore no): La rivelazione dell'anno scorso si ripresenta con la solita canzone sull'amore che a San Remo piace tanto. Occhialioni e labbra rosso fuoco hanno stufato, prevendo un bel flop.
 
Malika Ayane (Ricomincio da qui): lei canta come un misto tra Amy Winehouse e Giusy Ferreri, ha imbroccato due canzoni tormentone e si ripresenta a San Remo non più da outsider.

Simone Cristicchi (Meno male): il buon Cristicchi è bravo, scrive belle canzoni ma inizia a diventare un habituè del Festival. Spero che non ti Totucugnizzi anche lui. 

Toto Cutugno (Aeroplani): mi sembrava strano che il Toto Nazionale non ricomparisse al Festival con l'ennesima canzone farlocca e con l'ennesimo disco che venderà due copie.

Nino D’Angelo (Jammo jà): non ho mai capito perchè le canzoni in napoletano siano ammesse in una gara della canzone italiana. Di lui poco da dire, da quando non ha più il caschetto biondo ha perso tutti i suoi poteri neo-melodici. Va al Festial per sbarcare il lunario.

Irene Grandi (La cometa di Halley): la prezzemolina del Festival torna con l'ennesima partecipazione e di solito la sua figura la fa.

Morgan (La sera): dopo tre lunghi anni di rilancio grazie a X-Factor, passa alla cassa tentando una carriera da solita che fino ad ora ha dato quasi esclusivamente dolori. Se va male torna a fare il giudice un pò scoglionato.

Fabrizio Moro (Non è una canzone): l'effetto di "Pensa" è svanito e Fabrizio, come molti altri cantanti, riprova con il Festival a dare un senso alla propria carriera. Questa mossa a volte risce a volte ti affossa completamente.

Nomadi feat. Irene (Il mondo piange): quest'anno se ti chiami Irene canti a San Remo. I Nomadi sono garanzia di testi mai banali e con un messaggio sociale. Anche in questo caso non deluderanno. Purtroppo in Italia i temi sociali sono solo quelli del Grande Fratello. 

Noemi (Per tutta la vita): la rossa ex X-Factor 2 si sta muovendo bene tanto da arrivare al Festival pur non aver brillato nel talent show. Per me ha poco talento ma in Italia conta avere il manager giusto. Meritocrazia al potere.

Povia (La verità (Eluana): questo qui ha capito una cosa molto semplice. Prende il tema più discusso dell'anno e ci fa su una canzone (tendenzialmente bruttina). Siccome ho vissuto con molta partecipazione la vicenda di Eluana, provo solo disgusto per un cantante che la utilizzerà solo per vendere qualche copia in più.

Pupo, Emanuele Filiberto con il tenore Luca Canonici (Italia amore mio): Pupo partecipa solo in tre forse perchè crede di essere ancora minorenne e che un giorno crescerà anche lui. Emanuele Filiberto è il classico disoccupato famoso che tenta di fare tutto per poter dire di aver fatto qualcosa nella vita. Se ci fossero i pomodori, rischiavano la lapidazione. Ma Luca Canonici perchè si deve sputtanare così la carriera?

Enrico Ruggeri (La notte delle fate): l'abbiamo lasciato con i deliri su Alieni, Medium e complotti mondiali. Ora sembra che sia tornato al primo amore ma credo che i misteri del cosmo abbiano inciso sull'artista.

Valerio Scanu (Un attimo con te): l'anno scorso Marco Carta ha vinto e la voce è girata tra quelli di Amici. Altro prodotto De Filippiano, questo ragazzotto farà felice qualche teenagers e si crederà bravo e famoso.

Sonohra (Baby): il mistero sul loro nome rimane, soprattutto per la mancanza dell'italiano. Altro duo che strizzia l'occhio alle quindicenni che credono ancora nel principe azzurro e sull'amore che vince sull'odio (questa l'ho già sentita da qualche parte).

Marco Mengoni di X-Factor: non conosco questo Mengoni ma pare che abbia vinto X-Factor 3 e quindi partecipa da contratto al Festival. Se fa la fine dei precedenti vincitori del Fattore X non lo vedremo più molto presto.