mercoledì 10 febbraio 2010

Chiedimi se ero felice

Tutti ci criticano.

Qui da noi le critiche non sono mai recepite come costruttive ma sono solo buone per far caciara, per ottenere qualche voto in più, per non far capire chi aveva responsabilità ed ha fallito.

Ci critica Liberation per il nostro decadimento morale. Ci critica Fabio Capello per un calcio da medioevo.

La lista dei criticoni è lunga e fa quasi tenerezza la nostra provincialità nel non sentirle nemmeno. Siamo troppo indaffarati nelle nostre beghe di condominio.

A me l'Italia sembra un condominio dove tutti si odiano, dove vige la legge del più furbo, dove regolamenti e proteste scivolano via come l'acqua sotto i ponti. Il condominio è sempre più invivibile ai molti, ma si preferisce chiudersi dentro il proprio appartamento e non pensare a cosa c'è fuori. A me hanno insegnato che questa è la tattica dello struzzo (non uno degli animali più furbi del pianeta).

Il condominio dovrebbe essere regolato dall'amministratore condominiale che però è assente, o forse in perenne stato di catalessi senile. Il palazzo l'ha preso quello dell'attico, che crede che tutti siano felici quanto lui e quindi lo amino a prescindere. Alla riunioni condominiali parla sempre lui.


Il palazzo cade a pezzi ma è meglio occuparsi dell'ultimo film horror uscito, di rendere la giustizia innocua, di sapere chi ha vinto al superenalotto, di quante amanti era composto l'harem di Tiger Woods.

Io metterei una semplice scritta sopra al portone "lasciate ogni speranza voi che entrate".