domenica 28 marzo 2010

A gomitate

Stamattina sono stato il quarto a votare nella mia circoscrizione...se arriviamo al 40% in Lombardia sarà un successo.

Come dare torto ai disertori: giornata primaverile, scelte tra candidati che sono lì da almeno 20 anni e con la prospettiva che il futuro sia ancora più nero del presente.

domenica 21 marzo 2010

venerdì 19 marzo 2010

Un dito medio ci salverà

Questa vita ha tanti problemi, questa patria ha moltissimi problemi, così decido di scaricare le tensioni grazie allo sport nazionale. Il calcio.

In tv danno, in chiaro, Fulham - Juventus. Perfetto, abbiamo vinto 3 a 1 ed in panchina c'è Roy Hogdson che mi ricordo insegnava l'inglese a Mister Flanagan. Non possiamo fallire.

Accendo la tv e vedo uno stadio che sembra un pezzo della mia pista dei trenini. Lo stadio è talmente piccolo che soffro di claustrofobia da casa mia. Non c'è tempo per fare analisi architettoniche, entrano le squadre...la tensione sale.

La Juventus è passata un'attimo prima da Just Cavalli che gli ha subito proposto una magliettina sobria: oro su bianco, roba da far impallidire Lady Gaga. Spero tantissimo che in porta non ci sia Chimenti, classe '70 e soprannominato zucchina, insomma non un nome da far tremare i polsi.

Zaccheroni mi conferma che si sta cagando sotto proponendomi Chimenti in porta più una serie di ottuagenari: Cannavaro che ormai stoppa solo i peli superflui della sua barba, Camoranesi che grazie alla linea dell'uomo che vale ha capelli lucenti, Grosso che ha lasciato tutto a Berlino 2006, Salihamidzic che faccio fatica a capire da che nazione viene figuriamoci a stabilire quanti anni ha...da come si muove azzardo sui 34.

Pronti via la Juve ci da dentro. Palla sporca in area e Trezeguet la mette di giustezza. L'aggregate recita 4-1 e penso che anche contro il Siena eravamo sopra di 3 goal ed erano anch'essi bianconeri.

L'effetto del goal della vecchia signora è sorprendente, pubblico di casa in estasi, l'undici bianconeri in catalessi. Facendo un rapido calcolo chimico propendo che a Fulham (sì esiste una cittadina dentro Londra che si chiama così) girino sostanze stupefacenti.

I nomi di quelli del Fulham sembrano usciti da Woodstock: Zamora, Gera, Dempsey. Cerco di capire se giochino anche i Kiss, magari sulle fasce ma questo sarebbe veramente troppo.

I minuti passano e sembra che anche il mitico Piccinini non sia tranquillo. La "sciabolota" non e più morbida, il "non va" è zoppicante, il suo "incredibile" sembra non arrivare mai. Per fortuna che Aldo Serena interviene alla cazzo per spezzare ritmo di cronaca e fare osservazioni degne di un bambino di quattro anni.

Un reduce di Woodstock capisce che tra lui e Cannavaro ci sono 20 cm e 30 kg di differenza, così lo scarta come una caramella e mette dentro. Uno a uno e ma soprattutto l'aggregate recita 4-2 per noi.

Ho sempre odiato l'aggregate perchè mi mette tensione.

La partita sembra scivolare via tranquilla quando mister barba perfetta decide che deve andare negli spogliatoi a provare la nuova lama a 8 testine. Il modo migliore per ottemperare al suo contratto pubblicitario è stendere Zamora. Detto fatto, rosso diretto ed il golden team rimane in 10.

Ho paura quando vedo Zaccheroni con gli occhi di uno che ha appena finito di vedere Avatar senza occhialini 3D. Ma l'aggregate è con noi, forza e coraggio.

Tra il 30esimo passaggio sbagliato di Felipo Melo ed un palo/traversa per gli Hodgson's Boys ne prendiamo un altro. Sono più incazzato per la pochezza di Felipao che per lo svantaggio. Si soffre ma si arriva agli spogliatoi, dove Cannavaro avrà già la pelle liscia senza irritazioni.

Tra un tempo e l'altro ogni sportivo che si rispetti fa sempre un mucchio di cose: bagno di rito, si cerca qualcosa da bere, sfogliata alla gazzetta sugli sport minori, regolazione della luce che immancabilmente o è troppa alta o troppo bassa.

Non faccio in tempo a sedermi che siamo già 3 a 1 visto che Diego, un fantasma fino a quel momento, decide di prendersi i cinque minuti di gloria ed invece di correre nudo per il campo smanaccia la palla in area di rigore. Penalty nettissimo e ci affidiamo alla zucchina. Il campo non è la valle degli orti e ne prendiamo un altro.

L'aggregate inizia ad avere i contorni della disfatta: 4-4.

Zaccheroni in preda a crisi mistica decide di fare cambi da capitan coraggio: dentro terzini e difensori, così per dare il segnale ai ragazzi che il peggio deve ancora avvenire.

Sbevuzzo la mia Oransoda che ormai è inodore ed insapore talmente ho la gola secca ed i coglioni che roteano per la stanza. Da irriducibile aspetto il colpo di coda della Juve ma vedo solo quella di Camoranesi, flaccidissima, vagare per il campo. Brutto segno.

E' un continuo arrembaggio e la sfiga decide che anche questa sera dobbiamo pagare dazio, cross sbagliato e 4 a 1.

Ora l'aggregate è impietoso: 5 - 4 per il Fulham.

Zaccheroni è sempre lucidissimo e quando il cronometro gli indica che ha solo cinque minuti per evitare i pomodori rispolvera Pinturicchio. Alex entra con lo stesso piglio di chi va a cantare davanti a Mara Maionchi. Bravino ma per me è NO!.

Non riusciamo a tirare una palla nemmeno per sbaglio nella porta inglese. Finisce così, con i tifosi inglesi che ormai diventati sardine applaudono i loro beniamini mentre quelli italiani aprono il meeting sui valori nel calcio: insulti e gestacci a tutti quelli che hanno una divisa oro. A Zebina non sembra vero ed inizia il suo show: dito medio a tutti.

Mentre Sandro Piccinini saluta i telespettatori con la voce di chi sa di aver perso almeno un altro paio di telecronache su Mediaset rimango sbigottito e penso: possiamo ancora arrivare decimi in campionato.

domenica 14 marzo 2010

Luce a SanRemo

Scopro che l'ex pornostar Selen, ovvero Luce Caponegro si è data al canto o forse è meglio dire alla musica. Essere contemporaneamente dj e cantante richiede tanta esperienza accumulata nei dance floor di mezza Italia, ma credo che la Caponegro porti con sè un altro bagaglio culturale.

Detta fuori dai denti mi sembra il canto del cigno di un personaggio che è diventato qualcuno grazie all'Hard e che adesso cerchi di rinnegare il suo passato, cercando altre vie artistiche più credibili per pubblico e tv.

I dannati redenti è un genere di personaggio tv che sta prendendo piede. Basta guardare a Claudia Kohl o Paolo Brosio che ci continuano a tritare i maroni di quanto la fede li ha salvati dall'inferno del peccato. Basterebbe guardare i loro occhi pieni di vuoto e malinconia per capire quanto non felicità ci sia nella loro scelta mistica.

Ecco la Caponegro è una via di mezzo tra i due, una sorta di par condicio sulla redenzione.

Quindi basta chiamarla Selen, basta farsi le pugnette guardando i suoi film ma d'ora in avanti tutti a muovere la testa a ritmo di "Star of the Night".

Magari tra un anno ce la ritroviamo al Festival, categoria nuove proposte.

mercoledì 10 marzo 2010

Liberali a parole

Quando si è all'opposizione si grida al libero mercato, quando si governa si creano monopoli

lunedì 8 marzo 2010

Uno per lista, liste per tutti (Manuale di sopravvivenza elettorale)

Da quando il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato il decreto legge n. 29 è stato sancito il diritto fondamentale, di qualsiasi partito politico, di partecipare alle elezioni costi quel che costi.

Il costi quel che costi è inteso come diritto universale e come tale non soggetto, di fatto, a nessuna legge dello Stato. Ogni cittadino può presentare proprie liste elettorali con firme ritenute valide anche "senza l'autenticazione non risulti corredata da tutti gli elementi richiesti dall'articolo 21, comma 2, ultima parte, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, purche' tali dati siano comunque desumibili in modo univoco da altri elementi presenti nella documentazione prodotta".

Per ottenere un diritto universale basta inserire la discrezionalità dei controlli. Se un controllo è discrezionale risulta essere nullo e quindi tutte le liste elettorali vengono automaticamente accettate.

A me questa cosa (come a molti cittadini votanti) sembra esageratamente anti costituzionale, ma per una volta voglio seguire il ragionamento del mio governo (promotore di questo decreto legge).

Siccome mi considero mediamente più intelligente di chi mi governa, provo a stilare un piccolo manuale di sopravvivenza elettorale che ha l'unico scopo di far capire, coi fatti, che questo decreto mette ad altissimo rischio qualsiasi prossima elezione.

Premessa
Per presentarsi alle diverse elezioni, ogni lista deve rispettare diverse regole sancite dal ministro dell'interno (Comunali - Provinciali - Regionali - Nazionali - Europee). Tra le regole da rispettare c'era la raccolta del numero di firme valide presso i cittadini votanti che variava in base alla popolazione. Bene, ora questo "cavillo" come lo chiama la Gelmini è stato tolto.

Manuale
1) Ogni cittadino può quindi presentare qualsiasi lista elettorale certificando le proprie firme con documentazione da lui prodotta.

2) Dal punto 1) segue che il numero di liste presentate possono essere molteplici e quindi tutti legittimamente accettate a partecipare alle elezioni.

3) Ogni elezioni avrà un numero maggiore di liste rispetto alla precedente "legislazione" in quanto è stato tolto il vincolo delle autenticazione delle firme.

4) Il Ministero dell'Interno sarà costretto a stampare schede elettorale extra-large, proprio per l'accettazione in toto di tutte le liste presenti.

5) I costi per la comunità saranno n volte maggiori.

6) Il cittadino trovandosi di fronte ad una simile scheda elettorale si troverà in enorme difficoltà con il rischio concreto di sbagliare voto.

7) Se ogni cittadino non viene messo nelle condizioni (oggettive) di esprimere liberamente il proprio voto, tutte le elezioni saranno oggetto di ricorsi e delegittimazione.

8) Tutto questo porta al caos post elettorale, dove non si saprà più con certezza chi ha vinto e chi no.

Vi ho dimostrato quanto l'assenza di regole certe e rispettate produrrà nelle prossime votazioni, basta che tutti i cittadini di buona volontà usino questo decreto con intelligenza, facendolo ritorcere contro chi lo ha pensato.

sabato 6 marzo 2010

Siamo allo sbando completo

Se una custode può interrompere un concerto al Pantheon, vuol dire che è saltato tutto. Nessuna regola, nessun rispetto per gli altri. Sforare di 4 minuti la chiusura delle ore 18 è sembrato un peccato mortale tale da chiudere baracca e burattini.

Si sa che noi siamo forti con i deboli e pecore con i forti. Siamo fatti così.

Schiscetta Day

Io sto con le mamme milanesi ed i loro figli.

Convivenza civile

Dell'appello di Roberto Formigoni al Presidente della Repubblica per la riammissione delle liste PDL mi ha colpito una frase:

"perchè le elezioni del 28 e 29 marzo siano un'altra tappa nella crescita della convivenza civile del Paese e la costruzione del bene comune."

A me sembra che la convivenza civile vada a puttane dopo questa ennesimo decreto cambia regole del gioco del governo. Il bene comune è una frase vuota che dopo tutti gli scandali finanziari di questi tempi mette persino tristezza solo a leggerlo.

Bisognerebbe sperare che i cittadini li mandano a casa, ma purtroppo la stima per il mio popolo è pari a zero.

venerdì 5 marzo 2010

Viva la concorrenza altrui

L'idea del ministro Bondi di liberare una rete Rai dalla pubblicità e dall'auditel è di per sè giusta e doverosa. Il servizio pubblico televisivo deve essere un bene comune e produrre programmi di cultura e di qualità per tentare di alfabetizzare il numero maggiore di cittadini (ricordiamoci che ci sono territori italiani dove l'analfabetizzazione è molto forte).

Il problema è sulla concorrenza tra il duopolio Rai-Mediaset. Mediaset è di proprietà del presidente del consiglio che è riuscito negli ultimi 10 anni (anche grazie alla compiacenza della sinistra) a non far parlare più sul suo conflitto d'interessi che rimane la pietra su cui ha costruito la sua carriere politica.

Togliere un rete alla Rai vuol dire avvantaggiare sfacciatamente Mediaset che dovrebbe mandare sul satellite Rete 4 ed invece è riuscita sempre a farla franca grazie anche a leggi ad hoc fatte dal suo padrone.

Nella proposta Bondi non si tiene conto della debolezza economica della Rai. E' da qualche anno che la tv pubblica abbia bilanci in rosso e stia diventando un carrozzone sempre più onnivoro tanto da chiedere aumenti di canoni ogni anno. Ne parlai qualche mese fa e devo dire che i politici lanciano sempre proposte senza prima aver analizzato a fondo il problema.

Il tentativo di Bondi è chiaro, sondare il terreno per vedere la reazione dell'opinione pubblica, tattica utilizzata molto spesso da questo governo.

mercoledì 3 marzo 2010

Chi vince ha sempre ragione

Di tutto il casotto scoppiato intorno alle liste del PDL per le prossime elezioni regionali mi ha colpito una cosa sola: il mancato rispetto delle regole.

In ogni Democrazia è un nostro diritto candidarsi a qualsiasi tipo di elezione ma sempre rispettando le regole vigenti in quel momento. Le regole le stabilisce lo stato che dovrebbe essere visto da tutti come l'arbitro che assicura la regolarità delle votazioni.

Vien da sè che chi tenta di aggirare le regole (o non rispettarle) non è degno di partecipare a nessun tipo di elezione ed anzi essere indagato perchè le elezioni sono la massima manifestazione della Democrazia.

Qui invece si sta assistendo all'esatto contrario. Partecipare alle elezioni è un diritto divino e poco importa se sono state o meno rispettate le regole per la presentazione delle liste. Se non ti fanno partecipare apriti cielo. Golpe, minacce verbali, ricorsi e contro ricorsi.

Questa rigetto delle regole è lo sbocco naturale al pensiero che l'elettore è sovrano e quindi ha sempre ragione chi prende più voti. Se prendi più voti hai dei diritti universali che travalicano regole e rispetto per tutti i tuoi concittadini.

L'importante per un buon politico è convincere più persone a votare per lui, con ogni mezzo perchè solo così avrai quel consenso che ti permetterà di stabilire le nuove regole (che tenderanno a farti mantere il potere appena conquistato).

Se chi vince ha sempre ragione poco importa cosa ha fatto nel mandato elettorale, l'importante è far sapere all'elettore che va tutto bene, che si sta facendo molto per il paese, che gli avversari sono tutti dei manigoldi e tu sempre vittima.

Ormai sappiamo che controllare le tv nazionali ed indebolire quelle locali (difficilmente controllabili) porta a cloroformizzare la maggioranza dei votanti.

Ma se chi vince ha sempre ragione, muore la Democrazia e noi siamo tutti dei poveri notai del potente di turno.

lunedì 1 marzo 2010

La7 e la puntata scomoda

Molti si erano illusi che La7 fosse un qualcosa di diverso, dove tutti potevano parlare di tutto.

Che si sbagliassero di grosso ne avevo avuto il sentore da quando hanno cacciato, senza una valida ragione, Daniele Luttazzi. Poi è toccato a Crozza Italia non essere più tollerato.

Adesso tocca a Gad Lerner mandare giù il boccone amaro della censura. La puntata sullo scandalo Sparkle/Fasteweb è stata spostata a data da destinarsi. Troppo semplice capire che Telecom essendo editore di La7 e parte in causa nello scandalo voglia il meno possibile approfondire la questione per evitare ulteriori danni d'immagine.

Prima salvaguardare i propri interessi e poi fare informazione.

Anche la risposta dell'amministratore di Telecom Italia Media lascia molto a desiderare, perchè fa capire che ha ricevuto ordini da persone più in alto di lui.

Il problema è che ci stiamo abituando alla censura preventiva.