venerdì 19 marzo 2010

Un dito medio ci salverà

Questa vita ha tanti problemi, questa patria ha moltissimi problemi, così decido di scaricare le tensioni grazie allo sport nazionale. Il calcio.

In tv danno, in chiaro, Fulham - Juventus. Perfetto, abbiamo vinto 3 a 1 ed in panchina c'è Roy Hogdson che mi ricordo insegnava l'inglese a Mister Flanagan. Non possiamo fallire.

Accendo la tv e vedo uno stadio che sembra un pezzo della mia pista dei trenini. Lo stadio è talmente piccolo che soffro di claustrofobia da casa mia. Non c'è tempo per fare analisi architettoniche, entrano le squadre...la tensione sale.

La Juventus è passata un'attimo prima da Just Cavalli che gli ha subito proposto una magliettina sobria: oro su bianco, roba da far impallidire Lady Gaga. Spero tantissimo che in porta non ci sia Chimenti, classe '70 e soprannominato zucchina, insomma non un nome da far tremare i polsi.

Zaccheroni mi conferma che si sta cagando sotto proponendomi Chimenti in porta più una serie di ottuagenari: Cannavaro che ormai stoppa solo i peli superflui della sua barba, Camoranesi che grazie alla linea dell'uomo che vale ha capelli lucenti, Grosso che ha lasciato tutto a Berlino 2006, Salihamidzic che faccio fatica a capire da che nazione viene figuriamoci a stabilire quanti anni ha...da come si muove azzardo sui 34.

Pronti via la Juve ci da dentro. Palla sporca in area e Trezeguet la mette di giustezza. L'aggregate recita 4-1 e penso che anche contro il Siena eravamo sopra di 3 goal ed erano anch'essi bianconeri.

L'effetto del goal della vecchia signora è sorprendente, pubblico di casa in estasi, l'undici bianconeri in catalessi. Facendo un rapido calcolo chimico propendo che a Fulham (sì esiste una cittadina dentro Londra che si chiama così) girino sostanze stupefacenti.

I nomi di quelli del Fulham sembrano usciti da Woodstock: Zamora, Gera, Dempsey. Cerco di capire se giochino anche i Kiss, magari sulle fasce ma questo sarebbe veramente troppo.

I minuti passano e sembra che anche il mitico Piccinini non sia tranquillo. La "sciabolota" non e più morbida, il "non va" è zoppicante, il suo "incredibile" sembra non arrivare mai. Per fortuna che Aldo Serena interviene alla cazzo per spezzare ritmo di cronaca e fare osservazioni degne di un bambino di quattro anni.

Un reduce di Woodstock capisce che tra lui e Cannavaro ci sono 20 cm e 30 kg di differenza, così lo scarta come una caramella e mette dentro. Uno a uno e ma soprattutto l'aggregate recita 4-2 per noi.

Ho sempre odiato l'aggregate perchè mi mette tensione.

La partita sembra scivolare via tranquilla quando mister barba perfetta decide che deve andare negli spogliatoi a provare la nuova lama a 8 testine. Il modo migliore per ottemperare al suo contratto pubblicitario è stendere Zamora. Detto fatto, rosso diretto ed il golden team rimane in 10.

Ho paura quando vedo Zaccheroni con gli occhi di uno che ha appena finito di vedere Avatar senza occhialini 3D. Ma l'aggregate è con noi, forza e coraggio.

Tra il 30esimo passaggio sbagliato di Felipo Melo ed un palo/traversa per gli Hodgson's Boys ne prendiamo un altro. Sono più incazzato per la pochezza di Felipao che per lo svantaggio. Si soffre ma si arriva agli spogliatoi, dove Cannavaro avrà già la pelle liscia senza irritazioni.

Tra un tempo e l'altro ogni sportivo che si rispetti fa sempre un mucchio di cose: bagno di rito, si cerca qualcosa da bere, sfogliata alla gazzetta sugli sport minori, regolazione della luce che immancabilmente o è troppa alta o troppo bassa.

Non faccio in tempo a sedermi che siamo già 3 a 1 visto che Diego, un fantasma fino a quel momento, decide di prendersi i cinque minuti di gloria ed invece di correre nudo per il campo smanaccia la palla in area di rigore. Penalty nettissimo e ci affidiamo alla zucchina. Il campo non è la valle degli orti e ne prendiamo un altro.

L'aggregate inizia ad avere i contorni della disfatta: 4-4.

Zaccheroni in preda a crisi mistica decide di fare cambi da capitan coraggio: dentro terzini e difensori, così per dare il segnale ai ragazzi che il peggio deve ancora avvenire.

Sbevuzzo la mia Oransoda che ormai è inodore ed insapore talmente ho la gola secca ed i coglioni che roteano per la stanza. Da irriducibile aspetto il colpo di coda della Juve ma vedo solo quella di Camoranesi, flaccidissima, vagare per il campo. Brutto segno.

E' un continuo arrembaggio e la sfiga decide che anche questa sera dobbiamo pagare dazio, cross sbagliato e 4 a 1.

Ora l'aggregate è impietoso: 5 - 4 per il Fulham.

Zaccheroni è sempre lucidissimo e quando il cronometro gli indica che ha solo cinque minuti per evitare i pomodori rispolvera Pinturicchio. Alex entra con lo stesso piglio di chi va a cantare davanti a Mara Maionchi. Bravino ma per me è NO!.

Non riusciamo a tirare una palla nemmeno per sbaglio nella porta inglese. Finisce così, con i tifosi inglesi che ormai diventati sardine applaudono i loro beniamini mentre quelli italiani aprono il meeting sui valori nel calcio: insulti e gestacci a tutti quelli che hanno una divisa oro. A Zebina non sembra vero ed inizia il suo show: dito medio a tutti.

Mentre Sandro Piccinini saluta i telespettatori con la voce di chi sa di aver perso almeno un altro paio di telecronache su Mediaset rimango sbigottito e penso: possiamo ancora arrivare decimi in campionato.