lunedì 8 marzo 2010

Uno per lista, liste per tutti (Manuale di sopravvivenza elettorale)

Da quando il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato il decreto legge n. 29 è stato sancito il diritto fondamentale, di qualsiasi partito politico, di partecipare alle elezioni costi quel che costi.

Il costi quel che costi è inteso come diritto universale e come tale non soggetto, di fatto, a nessuna legge dello Stato. Ogni cittadino può presentare proprie liste elettorali con firme ritenute valide anche "senza l'autenticazione non risulti corredata da tutti gli elementi richiesti dall'articolo 21, comma 2, ultima parte, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, purche' tali dati siano comunque desumibili in modo univoco da altri elementi presenti nella documentazione prodotta".

Per ottenere un diritto universale basta inserire la discrezionalità dei controlli. Se un controllo è discrezionale risulta essere nullo e quindi tutte le liste elettorali vengono automaticamente accettate.

A me questa cosa (come a molti cittadini votanti) sembra esageratamente anti costituzionale, ma per una volta voglio seguire il ragionamento del mio governo (promotore di questo decreto legge).

Siccome mi considero mediamente più intelligente di chi mi governa, provo a stilare un piccolo manuale di sopravvivenza elettorale che ha l'unico scopo di far capire, coi fatti, che questo decreto mette ad altissimo rischio qualsiasi prossima elezione.

Premessa
Per presentarsi alle diverse elezioni, ogni lista deve rispettare diverse regole sancite dal ministro dell'interno (Comunali - Provinciali - Regionali - Nazionali - Europee). Tra le regole da rispettare c'era la raccolta del numero di firme valide presso i cittadini votanti che variava in base alla popolazione. Bene, ora questo "cavillo" come lo chiama la Gelmini è stato tolto.

Manuale
1) Ogni cittadino può quindi presentare qualsiasi lista elettorale certificando le proprie firme con documentazione da lui prodotta.

2) Dal punto 1) segue che il numero di liste presentate possono essere molteplici e quindi tutti legittimamente accettate a partecipare alle elezioni.

3) Ogni elezioni avrà un numero maggiore di liste rispetto alla precedente "legislazione" in quanto è stato tolto il vincolo delle autenticazione delle firme.

4) Il Ministero dell'Interno sarà costretto a stampare schede elettorale extra-large, proprio per l'accettazione in toto di tutte le liste presenti.

5) I costi per la comunità saranno n volte maggiori.

6) Il cittadino trovandosi di fronte ad una simile scheda elettorale si troverà in enorme difficoltà con il rischio concreto di sbagliare voto.

7) Se ogni cittadino non viene messo nelle condizioni (oggettive) di esprimere liberamente il proprio voto, tutte le elezioni saranno oggetto di ricorsi e delegittimazione.

8) Tutto questo porta al caos post elettorale, dove non si saprà più con certezza chi ha vinto e chi no.

Vi ho dimostrato quanto l'assenza di regole certe e rispettate produrrà nelle prossime votazioni, basta che tutti i cittadini di buona volontà usino questo decreto con intelligenza, facendolo ritorcere contro chi lo ha pensato.