sabato 31 luglio 2010

Purchè se ne vada

Non è che la voglia di avere un nuovo presidente del consiglio ci spinge a guardare con un occhio benevole un politico che ci ha messo 16 anni a capire che Berlusconi era un tiranno e ben 27 anni per capire che Mussolini non era il più grande statista del '900?.

venerdì 30 luglio 2010

Destabilizzati

Ci sono avvenimenti nella vita che ti fanno capire che le cose stanno cambiando, in modo lento ma inesorabile.

Leggere che la discoteca Hollywood è stata chiusa per spaccio di droga e prostituzione ti apre nuovi scenari. Può sembrare una banalità ma i tempi sono tutt'altro che per intellettuali e perdere in un sol colpo una delle cattedrali della "mignottocrazia" destabilizza parecchie persone.

Destabilizza parecchi elettori leggere la lettera di un massone a Berlusconi, dipinto come un abile manipolatore di sentimenti grazie alla magia ed all'astrologia.

Destabilizza pure Fini ed il suo gruppo silurati per direttissima dal PDL.

Ci prepariamo ad un autunno interessante.

mercoledì 28 luglio 2010

La minoranza che si crede massa

Ci sono parecchi blog interessanti, molti di loro parlano di politica ed in tutta sincerità li leggo anche io perchè dicono, molte volte, cose che condivido.

Quando si acquista notorietà (che per il web vuol dire link e quindi lettori) si tende a diventare non più semplici blogger, ma qualcosa di più e credere che il proprio blog o in generale il mondo dell'informazione indipendente possa cambiare lo status quo di un paese.

L'esempio lampante è il post di Metilparaben: Hanno paura di noi dove partendo dalla legittima indignazione sulla legge ammazzablog si spinge a dire che la politica ha paura dei blog e quindi li vuole schiacciare legalmente.

Questo discorso prende molto i lettori, perchè li fa sentire importanti, compartecipi di una comunità buona e giusta (appunto i blog) che crede negli alti valori della libertà di informazione e combatte compatta contro ogni sopruso.

Purtroppo nessun blog italiano può cambiare realmente le cose in questo paese per una serie di ragioni estremamente pratiche:

1) I lettori dei blog sono tremendamente una minoranza nel paese rispetto a quelli televisivi (migliaia contro milioni).

2) La potenza del passaparola può far nascere manifestazione civili spontanee molto belle (vedi popolo viola) ma che, con il tempo, perdono sempre più la loro forza iniziale e non sfociano quasi mai in azione politica.

3) Nessun uomo politico di prima fascia ha a cuore le ragioni di internet, semplicemente perchè è troppo vecchio per lo strumento.

4) I cambiamenti in Italia avvengono in modo tremendamente lento e con quasi 20 anni di ritardo rispetto al resto del mondo.

5) Internet e la sua libertà è solo l'ultimo cadavere della lotta della politica contro la libertà d'informazione. Il sistema è marcio e deve sostenersi truccando le regole della partita.

6) A quanti frega veramente vivere in una paese democraticamente ineccepibile, quando gli manca il lavoro o il massimo della sua esperienza informativa è sapere le ultime sul calciomercato?

Detto questo credo che il ruolo dei blog sia di far circolare le idee sperando che qualcuno le faccia proprie ed abbia la forza di tramutarle in azione politica che è l'unico strumento democratico per cercare di cambiare le cose.

Ad oggi purtroppo siamo all'anno zero, nessuno ha a cuore il web e quelli che credono che nella stanza dei bottoni tremino per ogni post della rete si bagliano.

I potenti sono semplicemente ignoranti, ma sono tremendamente tanti e tutti sappiamo che la maggioranza in una democrazia detta legge, fino alle prossime elezioni.

martedì 20 luglio 2010

Passato

Forse sta per saltare il banco o forse non cambierà nulla.

Comunque andrà siamo fermi a fatti del '92 ed è questa la nostra malidizione.

Un paese perennemente con lo sguardo rivolto al passato.

Milano da bere

Sempre più bella la Milano del PDL. Dopo il cemento, adesso anche l'acqua inquinata.

Il bello che il quartiere super avveniristico Santa Giulia fa letteralmente schifo.

Per approfondire c'è il dossier de "L'espresso" che fa capire quanto un politica che metta radici per decenni crei una rete di malaffare che fa male a tutti.

Ad essere un pochino cinici i milanesi se lo meritano pure un quartiere super inquinato, visto che continuano a dare fiducia a questa classe politica.

L'estate sta finendo

E' in ottima forma il Pres. del. Cons. che si presenta al raduno dell'A.C. Milan. La squadra più titolata al mondo deve essere presentata dall'uomo invincibile per eccellenza, da colui che presiede tutto quello che conta in Italia.

Così si presenta con i suoi occhi deformati dal lifting ed il cuoio capelluto che emana quella tipica luce "nero antrace" che solo una marca di lustra-scarpe può presentare sul mercato.

Lui è magnanimo e buono così non perde occasione per dire che Leonardo (l'allenatore precedente) era un'incapace a livello tattico, che lui lo sapeva e lo correggeva ma si sa che con le persone che hanno dei valori e non sono condizionabili lui proprio non riesce ad andarci d'accordo. Però la stima rimane, ci mancherebbe.

Il nuovo allenatore, tale Massimiliano Allegri, invece, è un ottimo allenatore. Talmente bravo che nella conferenza stampa non spiccica parola, si beve tutto quello che il Pres. gli dice: aneddoti, battute, consigli tattici e perfino la barzelletta sul pappagallo. Per avere un pò di euri ed un pò di gloria, un allenatore deve fare questo ed altro.

A dire il vero la non conferenza stampa è tipica Berlusconiana: prime tre file di sponsor e politici (si è portato Robero Maroni) buoni per gli applausi ed il consenso ad ogni sua esternazione. Dietro qualche giornalista per lo più compiacente alla causa (vedasi Pellegatti). Gli altri non pervenuti, dai giornalisti sportivi non si può pretendere che nasca un Travaglio. Suvvia.

Vicino a lui i suoi dipendenti: Allegri (allenatore), Galliani (braccio destro calcistico), Ambrosini (capitano), Yepes (neo acquisto). Tutti zitti o mono sillabi solo per confermare che il Pres. del Milan ha sempre ragione.

La chicca è la difesa di Ronaldinho, un giocatore bolso e finito da anni che sono il più grande piazzista poteva santificare e consacrare come campione. Lui lo vuole sempre in campo, fino a che il brasiliano abbia 40 anni perchè è il più forte di tutti.

Fuori da tutto questo popò di pensieri, un gruppo di ultras lo insulta ed offende perchè non spende più un euro.

In un paese serio verrebbe insultato per altro, giorno e notte fino a farlo vergognare si se stesso ma la serietà non ci appartiene, a noi basta che
compri Ibrahimovic e batta l'Inter nel derby.