mercoledì 28 luglio 2010

La minoranza che si crede massa

Ci sono parecchi blog interessanti, molti di loro parlano di politica ed in tutta sincerità li leggo anche io perchè dicono, molte volte, cose che condivido.

Quando si acquista notorietà (che per il web vuol dire link e quindi lettori) si tende a diventare non più semplici blogger, ma qualcosa di più e credere che il proprio blog o in generale il mondo dell'informazione indipendente possa cambiare lo status quo di un paese.

L'esempio lampante è il post di Metilparaben: Hanno paura di noi dove partendo dalla legittima indignazione sulla legge ammazzablog si spinge a dire che la politica ha paura dei blog e quindi li vuole schiacciare legalmente.

Questo discorso prende molto i lettori, perchè li fa sentire importanti, compartecipi di una comunità buona e giusta (appunto i blog) che crede negli alti valori della libertà di informazione e combatte compatta contro ogni sopruso.

Purtroppo nessun blog italiano può cambiare realmente le cose in questo paese per una serie di ragioni estremamente pratiche:

1) I lettori dei blog sono tremendamente una minoranza nel paese rispetto a quelli televisivi (migliaia contro milioni).

2) La potenza del passaparola può far nascere manifestazione civili spontanee molto belle (vedi popolo viola) ma che, con il tempo, perdono sempre più la loro forza iniziale e non sfociano quasi mai in azione politica.

3) Nessun uomo politico di prima fascia ha a cuore le ragioni di internet, semplicemente perchè è troppo vecchio per lo strumento.

4) I cambiamenti in Italia avvengono in modo tremendamente lento e con quasi 20 anni di ritardo rispetto al resto del mondo.

5) Internet e la sua libertà è solo l'ultimo cadavere della lotta della politica contro la libertà d'informazione. Il sistema è marcio e deve sostenersi truccando le regole della partita.

6) A quanti frega veramente vivere in una paese democraticamente ineccepibile, quando gli manca il lavoro o il massimo della sua esperienza informativa è sapere le ultime sul calciomercato?

Detto questo credo che il ruolo dei blog sia di far circolare le idee sperando che qualcuno le faccia proprie ed abbia la forza di tramutarle in azione politica che è l'unico strumento democratico per cercare di cambiare le cose.

Ad oggi purtroppo siamo all'anno zero, nessuno ha a cuore il web e quelli che credono che nella stanza dei bottoni tremino per ogni post della rete si bagliano.

I potenti sono semplicemente ignoranti, ma sono tremendamente tanti e tutti sappiamo che la maggioranza in una democrazia detta legge, fino alle prossime elezioni.