lunedì 30 agosto 2010

Lui dice sempre la verità

Raduno del Milan il 20-07-2010

Minuto 4.11: "No per Ibrahimovic, noi non avemmo Ibrahimovic avevamo già l'accordo con lui sia con lui che con la società di provenienza che era la Juventus quando si intervenne con quella punizione di 8 punti che naturalmente ci fece cambiare i programmi e quindi ci spiacque allora. Tuttavia anche se considero Ibrahimomvic, l'ho sempre dichiarato un grande campione, eh non so fino a che punto starebbe bene nello spogliatoio e ne gruppo del Milan. Sono molto importanti le caratteristiche di appunto personali ed il carattere di una persona"



Dopo Milan - Lecce il 29-08-2010



sabato 28 agosto 2010

Diego non si vende

Oggi ha esordito Diego in Wolfsbug - Mainz in cui nei primi trenta minuti il Wolsfburg si porta sul 3 a 0 (doppietta di Dzeko e goal proprio di Diego)....alla fine del match il Mainz ha vinto 3-4!!!

Per quelli che dicevano che Diego non si doveva vendere.

Purchè se magna

Se l'editore (De Benedetti) del maggiore giornale d'opposizione (Repubblica) al Governo Berlusconi viene pizzicato a farci affari, cosa dobbiamo pensare?

Semplicemente che siamo alle solite, predicare bene e razzolare male.

Tessera del Tifoso: Official FAQ

Storia e Caratteristiche Generali

Che cos'è la tessera del tifoso?

La tessera del tifoso è uno strumento di fidelizzazione dei tifosi di un club Serie A, B e Lega Pro e della nazionale. In pratica è equiparabile ad una tessera commerciale delle grandi catene di supermercati e di informatica.

Chi ha voluta la tessera del tifoso?
L'ha voluta il Ministro dell'Interno Roberto Maroni (Lega Nord) con la direttiva del 14 agosto 2009.

Perchè l'ha voluta?
Il ministro vuole porre rimedio ai numerosi casi di violenza che si verificano negli stadi ogni domenica. Utilizzando la tessera si dovrebbero identificare meglio i tifosi violenti.


Chi l'ha emette?
Nella quasi totalità dei casi è rilasciata dalle banche convenzionate con i club o dal circuito Lottomatica ed oltre a costituire titolo di accesso allo stadio è una carta di credito ricaricabile.


Che cosa contiene la tessera del tifoso?
La tessera ha le dimensioni di una carta di credito (formato A8) e contiene al suo interno i dati anagrafici, una fotografia ed un microchip basato sulla tecnologia Rftd (Radio Frequency Identification).


Di quanto è la validità della tessera del tifoso?
La tessera del tifoso ha validità di 5 anni.


Condizioni di utilizzo

Tutti devono avere la tessera del tifoso per andare allo stadio?
No.

La tessera del tifoso è obbligatoria solo per le seguenti categori di tifosi:
- Abbonati
- Tifosi che seguono in trasferta la propria squadra
- Tifosi che vogliono assistere alla partita nel settore "ospiti"
- Tifosi che vogliono assistere ad una partita giudicata a rischio dal Comitato nazionale di analisi e per la sicurezza degli eventi sportivi che ha disposto un divieto parziale o totale

Tutte le altre categori di tifosi possono non averla ed acquistare i biglietti nominali.

A chi bisogna chiedere la tessera del tifoso?
Ai rispettivi club.

Quale procedura bisogna fare per averla?
Le procedure variano da club a club.

Ogni club ha rinominato la tessera del tifoso con nomi con più appeal commerciale, quindi si consiglia sempre di accedere ai siti ufficiali dei club per ottenere tutte le informazioni utili.

Di seguito si elencano le tessere del tifoso dei club più seguiti in Italia:

"Stadium Member" (Juventus) - "Cuore Rossonero" (Milan) - "Siamo Noi" (Inter) - "Club Privilege" (Roma) - "Millenovecento" (Lazio) - "Club Azzurro" (Napoli) - "Orgoglio Viola" (Fiorentina) - "Goal Member" (Palermo) - "Genoa Card Attiva" (Genoa) - Samp Card" (Sampdoria) - "Cuore Granata" (Torino)

Quanto costa la tessera del tifoso?
Non ha un costo fisso: è generalmente gratuita per gli abbonati o coloro che l'hanno fatta entro un certo tempo utile, dai 5 ai 20 euro per i non abbonati e per coloro che hanno preferito prendersi un tempo maggiore per decidere.

Chi può richiederla?

Tutti i cittadini italiani che non sono sottoposti a DASPO, che non abbiano avuto condanne anche in primo grado per «reati da stadio» negli ultimi 5 anni e che non abbiano misure di prevenzione tipo la sorveglianza speciale.


Gli stranieri o residenti all'estero NON possono richiedere la tessera del tifoso.


Accompagno un portatore di handicap allo stadio, devo fare la tessera?

No. Per i portatori di handicap si accede a settori riservati. Se si vuole avere accesso al settore ospiti per le trasferte è obbligatorio anche in questo caso il possesso della tessera.


La tessera del tifoso sostituisce il documento d’identità?

In fase di acquisto del singolo biglietto, si (l’operatore al botteghino utilizzerà il codice identificativo della Carta per il riconoscimento).

Il titolare della tessera del tifoso può portare con sè allo stadio un amico o parente?
I titolari della tessera possono acquistare fino a 4 biglietti per parenti o amici (esibendo i loro documenti di identità). È obbligatoria farla invece se si vuole portare il parente/amico in trasferta e accedere al settore ospiti.


In quanto tempo riceverò la tessera del tifoso?
Per avere fisicamente la tessera del tifoso ci vogliono 30-40 giorni circa.


Posso cedere il mio abbonamento ad un’altra persona?

Si, ma solo se la persona a cui si cede l’abbonamento (osservando la procedura regolare di cessione del titolo) sia in possesso della tessera del tifoso.


Se voglio vedere partite di squadre diverse devo avere più tessere?
No.

Sottoscrivendo una tessera del tifoso (di qualsiasi squadra di Serie A, B o Lega Pro) vale per tutte le partite, anche di quelle in cui non gioca la propria squadra del cuore.


Bisogna dichiararsi tifosi per avere la tessera del tifoso?
No.

Con la tessera della nazionale "Vivo Azzurro" si hanno gli stessi diritti di tutti gli tifosi oltre ad avere convenzioni a pacchetti turistici dedicati.


Lavoro all’interno dello stadio, devo avere la tessera?
No, basta il pass per gli addetti ai lavori.

Sicurezza e Privacy

Sottoscrivendo la tessera del tifoso si è schedati?
No.

La gestione dei dati personali è a carico delle singole società calcistiche (e non del governo).

I dati vengono utilizzati solo per verificare, con le rispettive questure, l'esistenza di eventuale DASPO o condanne per reati da stadio.

La tessera del tifoso è sicura?
Partendo dal presupposto che ogni strumento tecnologico non è sicuro al 100%, possiamo dire che la tessera del tifoso ha la sicurezza di una normalissima tessera prepagata.

Problemi e Contestazioni

Chi è contro la tessera del tifoso?

I maggiori oppositori sono senza dubbio gli Ultras che vedono la scheda come l'anticamera per la schedatura dei diritti civili.

Numerose sono state le proteste in tutta Italia come ad esempio lo scioglimento dei gruppi ultras di Atalanta, Lazio e Ternana. Alcune proteste si sono trasformate in vera e propria guerriglia urbana.

Anche le società calcistiche hanno opposto resistenza tanto da far slittare la tessera di circa 9 mesi, ma alla fine si sono adeguate ai dettami di Maroni.

Quali sono gli attuali problemi della tessera del tifoso?
I problemi sono tutti organizzativi.

Ad oggi mancano alla consegna circa 66.000 tessere per ritardi di consegna. Questo comporterà un disservizio ai tifosi perchè dovranno presentare un documento di identità e la cedola della richiesta (in attesa della tessera vera e propria).

Ci sono problemi anche nell'omologazione dei sistemi di lettura ottica di tutti gli stadi onde evitare che svariate tessere non vengano riconosciute.

mercoledì 25 agosto 2010

Il volto delle cose

Uno dei nostri problemi, da sempre, è che si siamo sempre affidati a persone dal viso rugoso ed un pò depresso a scapito di ragazzi tanto sfrontati quanto vogliosi di cambiare le cose.

Ecco, a parole tutti vogliono cambiare le cose. Se entri in un bar ascolti solo discorsi che questo paese fa schifo usando argomentazioni che variano tra il populismo ed il luogo comune. Se un popolo vuole cambiare veramente le cose si adopera per farlo, con tenacia e perseveranza.

Noi italiani non abbiamo mai avuto queste doti o almeno solo una piccola parte le ha avute e non è mai riuscita a contagiare la maggioranza pigra ed un pò cialtrona. Alla fine l'arte dell'arrangiarsi ha sempre prevalso, la cultura del "se ho un vantaggio personale allora non è poi così brutto questo paese" è da sempre nel nostro animo.

Forse, semplicemente, non siamo mai stato un popolo.

Siamo in mano a due settantenni: Silvio Berlusconi 74 anni (1936) ed Umberto Bossi 69 anni (1941).

I loro volti sono vecchi e posticci incutono tenerezza e compassione ma hanno quell'appeal che solo un italiano può apprezzare fino in fondo. Più che statisti paiono essere nonni in perenne stato di abbandono.

In questo Paese meglio un vecchio oggi che un possibile giovane domani, anche perchè il concetto di gioventù, qui da noi, è già vecchio. Uomini di 45 anni ritenuti non ancora pronti a prendersi nessun tipo di responsabilità. Devono ancora crescere, dicono.

Meglio continuare a seguire i 70 enni che l'unico loro pensiero mattutino è come tirare a campare.

lunedì 23 agosto 2010

Le 37 leggi vergogna dei Governi Berlusconi

Riporto l'ottimo report del blog www.destradipopolo.net che ha raccolto in ordine cronologico, le peggiori leggi promulgate dai Governi guidati da Berlusconi. Lette tutti di un fiato fa capire quale sia sempre stato il suo fine ultimo, il proprio interesse..

1. Decreto Biondi (1994). Approvato il 13 luglio 1994 dal governo Berlusconi I, vieta la custodia cautelare in carcere (trasformata al massimo in arresti domiciliari) per i reati contro la Pubblica amministrazione e quelli finanziari, comprese la corruzione e la concussione, proprio mentre alcuni ufficiali della Guardia di Finanza confessano di essere stati corrotti da quattro società del gruppo Fininvest (Mediolanum, Videotime, Mondadori e Tele+) e sono pronte le richieste di arresto per i manager che hanno pagato le tangenti.

Il decreto impedisce cioè di arrestare i responsabili e provoca la scarcerazione immediata di 2764 detenuti, dei quali 350 sono colletti bianchi coinvolti in Tangentopoli (compresi la signora Poggiolini, l’ex ministro Francesco De Lorenzo e Antonino Cinà, il medico di Totò Riina).
Il pool di Milano si autoscioglie. Le proteste di piazza contro il “Salvaladri” inducono la Lega e An a ritirare il consenso al decreto e a costringere Berlusconi a lasciarlo decadere in Parlamento per manifesta incostituzionalità.
Subito dopo vengono arrestati Paolo Berlusconi, il capo dei servizi fiscali della Fininvest Salvatore Sciascia e il consulente del gruppo Massimo Maria Berruti, accusato di aver depistato le indagini subito dopo un colloquio con Berlusconi.

2. Legge Tremonti (1994). Il decreto n.357 approvato dal Berlusconi I il 10 giugno 1994 detassa del 50% gli utili reinvestiti dalle imprese, purchè riguardino l’acquisto di “beni strumentali nuovi”.
La neonata società Mediaset (che contiene le tv Fininvest scorporate dal resto del gruppo in vista della quotazione in Borsa) utilizza la legge per risparmiare 243 miliardi di lire di imposte sull’acquisto di diritti cinematografici per film d’annata: che non sono beni strumentali, ma immateriali, e non sono nuovi, ma vecchi. A sanare l’illegalità interviene il 27 ottobre 1994 una circolare “interpretativa” Tremonti che fa dire alla legge Tremonti il contrario di ciò che diceva, estendendo il concetto di beni strumentali a quelli immateriali e il concetto di beni nuovi a quelli vecchi già usati all’estero.

3. Legge Maccanico (1997). In base alla sentenza della Consulta del 7 dicembre 1994, la legge Mammì che consente alla Fininvest di possedere tre reti tv sull’analogico terrestre è incostituzionale: la terza, presumibilmente Rete4, dev’essere spenta ed eventualmente passare sul satellite, entro il 28 agosto 1996.
Ma il ministro delle Poste e telecomunicazioni del governo Prodi I, Antonio Maccanico, concede una proroga fino al 31 dicembre 1996 in attesa della legge “di sistema”.
A fine anno, nulla di fatto per la riforma e nuova proroga di altri sei mesi. Il 24 luglio 1997, ecco finalmente la legge Maccanico: gli editori di tv, come stabilito dalla Consulta, non potranno detenere più del 20% delle frequenze nazionali disponibili, dunque una rete Mediaset è di troppo.
Ma a far rispettare il tetto dovrà provvedere la nuova Authority per le comunicazioni (Agcom), che potrà entrare in azione solo quando esisterà in Italia “un congruo sviluppo dell’utenza dei programmi televisivi via satellite o via cavo”. Che significhi “congruo sviluppo” nessuno lo sa, così Rete4 potrà seguitare a trasmettere sine die in barba alla Consulta.

4. D’Alema salva-Rete4 (1999). La neonata Agcom si mette all’opera solo nel 1998, presenta il nuovo piano per le frequenze tv e bandisce la gara per rilasciare le 8 concessioni televisive nazionali. Rete4, essendo “eccedente” rispetto alla Maccanico, perde la concessione; al suo posto la vince Europa7 di Francesco Di Stefano. Ma il governo D’Alema, nel 1999, concede a Rete4 una “abilitazione provvisoria” a seguitare a trasmettere senza concessione, così per dieci anni Europa7 si vedrà negare le frequenze a cui ha diritto per legge.

5. Gip-Gup (1999). Berlusconi e Previti, imputati per corruzione di giudici romani (processi Mondadori, Sme-Ariosto e Imi-Sir), vogliono liberarsi del gip milanese Alessandro Rossa-to, che ha firmato gli arresti dei magistrati corrotti e degli avvocati Fininvest Pacifico e Acampora, ma ha pure disposto l’arresto di Previti (arresto bloccato dalla Camera, a maggioranza Ulivo).
Ora spetta a Rossato, in veste di Gup, condurre le udienze preliminari dei tre processi e decidere sulle richieste di rinvio a giudizio avanzate dalla procura di Milano. Udienze che iniziano nel 1999.
Su proposta dell’on. avv. Guido Calvi, legale di Massimo D’Alema, il centrosinistra approva una legge che rende incompatibile la figura del gip con quella del gup: il giudice che ha seguito le indagini preliminari non potrà più seguire l’udienza preliminare e dovrà passarla a un collega, che ovviamente non conosce la carte e perderà un sacco di tempo.
Così le udienze preliminari Imi-Sir e Sme, già iniziate dinanzi a Rossato, proseguono sotto la sua gestione e si chiuderanno a fine anno con i rinvii a giudizio degli imputati. Invece quella per Mondadori, non ancora iniziata, passa subito a un altro giudice, Rosario Lupo, che proscioglie tutti gli imputati per insufficienza di prove (poi, su ricorso della Procura, la Corte d’appello li rinvierà a giudizio tutti, tranne uno: Silvio Berlusconi, dichiarato prescritto grazie alle attenuanti generiche).

6. Rogatorie (2001). Nel 2001 Berlusconi torna a Palazzo Chigi e fa subito approvare una legge che cancella le prove giunte dall’estero per rogatoria ai magistrati italiani, comprese ovviamente quelle che dimostrano le corruzioni dei giudici romani da parte di Previti & C.
Da mesi i legali suoi e di Previti chiedono al tribunale di Milano di cestinare quei bonifici bancari svizzeri perché mancano i numeri di pagina, o perché si tratta di fotocopie senza timbro di conformità,o perchè sono stati inoltrati direttamente dai giudici elvetici a quelli italiani senza passare per il ministero della Giustizia. Il Tribunale ha sempre respinto quelle istanze. Che ora diventano legge dello Stato. Con la scusa di ratificare la convenzione italo-svizzera del 1998 per la reciproca assistenza giudiziaria (dimenticata dal centrosinistra per tre anni), il 3 ottobre 2001 la Cdl vara la legge 367 che stabilisce l’inutilizzabilità di tutti gli atti trasmessi da giudici stranieri che non siano “in originale” o “autenticati” con apposito timbro, che siano giunti via fax, o via mail o brevi manu o in fotocopia o con qualche vizio di forma. Anche se l’imputato non ha mai eccepito sulla loro autenticità, vanno cestinati. Poi, per fortuna, i tribunali scoprono che la legge contraddice tutte le convenzioni internazionali ratificate dall’Italia e tutte le prassi seguite da decenni in tutta Europa. E, siccome quelle prevalgono sulle leggi nazionali, disapplicano la legge sulle rogatorie, che resterà lettera morta.

7. Falso in bilancio (2002). Siccome Berlusconi ha cinque processi in corso per falso in bilancio, il 28 settembre 2001 la sua maggioranza approva la legge-delega numero 61 che incarica il governo di riformare i reati societari. Il che avverrà all’inizio del 2002 con i decreti delegati che: abbassano le pene da 5 a 4 anni per le società quotate e addirittura a 3 per le non quotate (prescrizione più breve, massimo 7 anni e mezzo per le quotate e 4 e mezzo per le non quotate; e niente più custodia cautelare né intercettazioni); rendono il falso per le non quotate perseguibile solo a querela del socio o del creditore; depenalizzano alcune fattispecie di reato (come il falso nel bilancio presentato alle banche); fissano amplissime soglie di non punibilità (per essere reato, il falso in bilancio dovrà superare il 5% del risultato d’esercizio, l’1% del patrimonio netto, il 10% delle valutazioni. Così tutti i processi al Cavaliere per falso in bilancio vengono cancellati: o perché manca la querela dell’azionista (B. non ha denunciato B.), o perché i falsi non superano le soglie (“il fatto non è più previsto dalla legge come reato), o perché il reato è ormai estinto grazie alla nuova prescrizione-lampo.

8. Mandato di cattura europeo (2001). Unico fra quelli dell’Unione europea, il governo Berlusconi II rifiuta di ratificare il “mandato di cattura europeo”, ma solo relativamente ai reati finanziari e contro la Pubblica amministrazione . Secondo “Newsweek”, Berlusconi “teme di essere arrestato dai giudici spagnoli” per l’inchiesta su Telecinco. L’Italia otterrà di poter recepire la norma comunitaria soltanto dal 2004.

9. Il governo sposta il giudice (2001). Il 31 dicembre, mentre gli italiani festeggiano il Capodanno, il ministro della Giustizia Roberto Castelli, su richiesta dei difensori di Previti, nega contro ogni prassi la proroga in Tribunale al giudice Guido Brambilla, membro del collegio che conduce il processo Sme-Ariosto, e dispone la sua “immediata presa di possesso” presso il Tribunale di sorveglianza dov’è stato trasferito da qualche mese, senza poter completare i dibattimenti già avviati. Così il processo Sme dovrebbe ripartire da zero dinanzi a un nuovo collegio. Ma poi interviene il presidente della Corte d’appello con una nuova “applicazione” di Brambilla in Tribunale fino a fine anno.

10. Cirami (2002). I difensori di Previti e Berlusconi chiedono alla Cassazione di spostare i loro processi a Brescia perché, sostengono, a Milano l’intero Tribunale è viziato da inguaribile prevenzione contro di loro. E, per oliare meglio il meccanismo, reintroducono il vecchio concetto di “legittima suspicione” per motivi di ordine pubblico , vigente un tempo, quando i processi scomodi traslocavano nei “porti delle nebbie” per riposarvi in pace. E’ la legge Ci-rami n. 248, approvata definitivamente il 5 novembre 2002. Ma nemmeno questa funziona: la Cassazione, nel gennaio 2003, respinge la richiesta di trasloco: il Tribunale di Milano è sereno e imparziale.

11. Lodo Maccanico-Schifani (2003). Le sentenze Sme e Mondadori si avvicinano. Su proposta del senatore della Margherita Antonio Maccanico, il 18 giugno 2003 la Cdl approva la legge 140, primo firmatario Renato Schifani, che sospende sine die i processi ai presidenti della Repubblica, della Camera, del senato, del Consiglio e della Corte costituzionale. I processi a Berlusconi si bloccano in attesa che la Consulta esamini le eccezioni di incostituzionalità sollevate dal Tribunale di Milano. E ripartono nel gennaio 2004, quando la Corte boccia il “lodo”.

12. Ex Cirielli (2005). Il 29 novembre 2005 la Cdl vara la legge ex Cirielli (misconosciuta dal suo stesso proponente), che riduce la prescrizione per gli in-censurati e trasforma in arresti domiciliari la detenzione per gli ultrasettantenni (Previti ha appena compiuto 70 anni, Berlusconi sta per compierli). La legge porta i reati prescritti da 100 a 150 mila all’anno, decima i capi di imputazione del processo Mediaset (la frode fiscale passa da 15 a 7 anni e mezzo) e annienta il processo Mills (la corruzione anche giudiziaria si prescrive non più in 15, ma in 10 anni).

13. Condono fiscale (2002). La legge finanziaria 2003 varata nel dicembre 2002 contiene il condono tombale. Berlusconi giura che non ne faranno uso né lui né le sue aziende. Invece Mediaset ne approfitta subito per sanare le evasioni di 197 milioni di euro contestate dall’Agenzia delle entrate pagandone appena 35. Anche Berlusconi usa il condono per cancellare con appena 1800 euro un’evasione di 301 miliardi di lire contestata dai pm di Milano.

14. Condono per i coimputati (2003). Col decreto 143 del 24 giugno 2003, presunta “interpretazione autentica” del condono, il governo ci infila anche coloro che hanno “concorso a commettere i reati”, anche se non hanno firmato la dichiarazione fraudolenta. Cioè il governo Berlusconi salva anche i 9 coimputati del premier, accusati nel processo Mediaset di averlo aiutato a evadere con fatture false o gonfiate.

15. Pecorella (2006). Salvato dalla prescrizione nel processo Sme, grazie alle attenuanti generiche, Berlusconi teme che in appello gli vengano revocate, con conseguente condanna. Così il suo avvocato Gaetano Pecorella, presidente della commissione Giustizia della Camera, fa approvare nel dicembre 2005 la legge che abolisce l’appello, ma solo quando lo interpone il pm contro assoluzioni o prescrizioni. In caso di condanna in primo grado, invece, l’imputato potrà ancora appellare. Il presidente Ciampi respinge la Pecorella in quanto incostituzionale. Berlusconi allunga di un mese la scadenza della legislatura per ripresentarla uguale e la fa riapprovare (legge n.46) nel gennaio 2006. Ciampi stavolta è costretto a firmarla. Ma poi la Consulta la boccia in quanto incostituzionale.

16. Frattini (2002). Il 28 febbraio 2002 la Cdl approva la legge Frattini sul conflitto d’interessi: chi possiede aziende e va al governo, ma di quelle aziende è soltanto il “mero proprietario”, non è in conflitto d’interessi e non è costretto a cederle. Unica conseguenza per il premier:deve lasciare la presidenza del Milan

17.Gasparri-1(2003). In base alla nuova sentenza della Consulta del 2002, entro il 31 dicembre 2003 Rete4 deve essere spenta e passare sul satellite. Il 5 dicembre la Cdl approva la legge Gasparri sulle tv: Rete4 può seguitare a trasmettere “ancorchè priva di titolo abilitativo”, cioè anche se non ha più la concessione dal 1999; il tetto antitrust del 20% sul totale delle reti non va più calcolato sulle 10 emittenti nazionali, ma su 15 (compresa Telemarket). Dunque Mediaset può tenersi le sue tre tv. Quanto al tetto pubblicitario del 20%, viene addirittura alzato grazie al trucco del “Sic”, che include un panel talmente ampio di situazioni da sfiorare l’infinito. Confalonieri calcola che Mediaset potrà espandere i ricavi di 1-2 miliardi di euro l’anno. Ma il 16 dicembre Ciampi rispedisce la legge al mittente: è incostituzionale.

18. Berlusconi salva-Rete4 (2003). Mancano due settimane allo spegnimento di Rete4. Alla vigilia di Natale, Berlusconi firma un decreto salva-Rete4 (n.352) che concede alla sua tv l’ennesima proroga semestrale, in attesa della nuova Gasparri.

19. Gasparri-2 (2004). La nuova legge approvata il 29 aprile 2004, molto simile a quella bocciata dal Quirinale, assicura che Rete4 non sfora il tetto antitrust perché entro il 30 aprile il 50% degli italiani capteranno il segnale del digitale terrestre, che garantirà loro centinaia di nuovi canali. Poi però si scopre che, a quella data, solo il 18% della popolazione riceve il segnale digitale. Ma poi l’Agcom dà un’interpretazione estensiva della norma: basta che in un certo luogo arrivi il segnale digitale di una sola emittente, per considerare quel luogo totalmente digitalizzato. Rete4 è salva, Europa 7 è ancora senza frequenze.

20. Decoder di Stato (2004). Per gonfiare l’area del digitale, la finnaziaria per il 2005 varata nel dicembre 2004 prevede un contributo pubblico di 150 euro nel 2004 e di 70 nel 2005 per chi acquista il decoder per la nuova tecnologia televisiva. Fra i principali distributori di decoder c’è Paolo Berlusconi, fratello di Silvio, titolare di Solaris (che commercializza decoder Amstrad).

21. Salva-decoder (2003). Il digitale terrestre è un affarone per Mediaset, che vi trasmette partite di calcio a pagamento, ma teme il mercato nero delle tassere taroccate: prontamente, il 15 gennaio 2003, il governo che ha depenalizzato il falso in bilancio porta fino a 3 anni con 30 milioni di multa la pena massima per smart card fasulle per le pay tv.

22. Salva-Milan (2002). Col decreto 282/2002, convertito in legge il 18 febbraio, il governo Berlusconi consente alle società di calcio, quasi tutte indebitatissime, diammortizzare sui bilanci 2002 e spalmare nei dieci anni successivi la svalutazione dei cartellini dei giocatori. Il Milan risparmia 242 milioni di euro.

23. Salva-diritti tv (2006). Forza Italia blocca il ddl, appoggiato da tutti gli altri partiti di destra e di sinistra, per modificare il sistema di vendita dei diritti tv del calcio in senso “collettivo” per non penalizzare le società minori privilegiando le maggiori. Il sistema resta dunque “soggettivo” , a tutto vantaggio dei maggiori club: Juventus, Inter e naturalmente Milan.

24. Tassa di successione (2001). Il 28 giugno 2001 il governo Berlusconi abolisce la tassa di successione per i patrimoni superiori ai 350 milioni di lire (fino a quella cifra l’imposta era già stata abrogata dall’Ulivo). Per combinazione, il premier ha cinque figli e beni stimati in 25mila miliardi di lire.

25. Autoriduzione fiscale (2004). Nel 2003, secondo “Forbes”, Berlusconi è il 45° uomo più ricco del mondo con un patrimonio personale di 5,9 miliardi di dollari. Nel 2005 balza al 25° posto con 12 miliardi. Così, quando a fine 2004 il suo governo abbassa le aliquote fiscali per i redditi dei più abbienti, “L’espresso” calcola che Berlusconi risparmierà 764.154 euro all’anno.

26. Plusvalenze esentasse (2003). Nel 2003 Tremonti vara una riforma fiscale che detassa le plusvalenze da partecipazione. La riforma viene subito utilizzata dal premier nell’aprile 2005 quando cede il 16,88% di Mediaset detenuto da Fininvest per 2,2 miliardi di euro, risparmiando 340 milioni di tasse.

27. Villa abusiva con condono (2004). Il 6 maggio 2004, mentre «La Nuova Sardegna» svela gli abusi edilizi a Villa Certosa, Berlusconi fa approvare due decreti. Il primo stabilisce l’approvazione del piano nazionale anti-terrorismo e contiene anche un piano (segretato) per la sicurezza di Villa La Certosa. Il secondo individua la residenza di Berlusconi in Sardegna come «sede alternativa di massima sicurezza per l’incolumità del presidente del Consiglio e per la continuità dell’azione di governo». Ed estende il beneficio anche a tutte le altre residenze del premier e famiglia sparse per l’Italia. Così si bloccano le indagini sugli abusi edilizi nella sua villa in Costa Smeralda. Poi nel 2005 il ministro dell’Interno Pisanu toglie il segreto. Ma ormai è tardi. La legge n. 208 del 2004, varata in tutta fretta dal governo Berlusconi, estende il condono edilizio del 2003 anche alle zone pro-tette: come quella in cui sorge la sua villa. Prontamente la Idra Immobiliare, proprietaria delle residenze private del Cavaliere, presenta dieci diverse richieste di condono edilizio. E riesce a sanare tutto per la modica cifra di 300mila euro. Nel 2008 il Tribunale di Tempio Pausania chiude il procedimento per gli abusi edilizi perchè in gran parte condonati grazie a un decreto voluto dal mero proprietario della villa.

28. Ad Mediolanum (2005). Nonostante le resistenze del ministro del Welfare, Roberto Maroni, Forza Italia impone una serie di norme favorevoli alle compagnie assicurative nella riforma della previdenza integrativa e complementare (dl 252/2005), fra cui lo spostamento di 14 miliardi di euro verso le assicurazioni, alcune norme che forniscono fiscalmente la previdenza integrativa individuale (a beneficio anche di Mediolanum, di proprietà di Berlusconi e Doris) e soprattutto lo slittamento della normativa al 2008 per assecondare gli interessi della potente lobby degli assicuratori (di cui Mediolanum è una delle capofila). Intanto, nel gennaio del 2004, le Poste Italiane con un appalto senza gara hanno concesso a Mediolanum l’utilizzo dei 16mila sportelli postali sparsi in tutta Italia.

29. Ad Mondadori-1 (2005). Il 9 giugno 2005 il ministro dell’Istruzione Letizia Moratti stipula un accordo con le Poste Spa per il servizio «Postescuola»: consegna e ordinazione – per telefono e on line – dei libri di testo destinati agli alunni della scuola secondaria. Le case editrici non consegneranno i loro volumi direttamente, ma tramite la Mondolibri Bol, una società posseduta al 50 per cento da Arnoldo Mondadori Editore Spa, di cui è mero proprietario Berlusconi. L’Antitrust esamina il caso, ma pur accertando l’indubbio vantaggio per le casse Mondadori, non può censurare l’iniziativa perché a firmare l’accordo non è stato il premier, ma la Moratti.

30. Ad Mondadori-2 (2005). L’8 febbraio 2005 scatta l’operazione “E-book”, per il cui avvio il governo stanzia 3 milioni. E a chi affidano la sperimentazione i ministri Moratti (Istruzione) e Stanca (Innovazione)? A Mondadori e Ibm: la prima è di Berlusconi, la seconda ha avuto come vicepresidente Stanca fino al 2001.

31. Indulto (2006). Nel luglio 2006 centrosinistra e centrodestra approvano l’indulto Mastella (contrari Idv, An, Lega, astenuto il Pdci): 3 anni di sconto di pena a chi ha commesso reati prima del 2 maggio di quell’anno. Lo sconto vale anche per i reati contro la Pubblica amministrazione (che sul sovraffollamento della carceri non incidono per nulla), compresa la corruzione giudiziaria, altrimenti Previti resterebbe agli arresti domiciliari. Una nuova legge ad personam che regala anche al Cavaliere un “bonus” di tre anni da spendere nel caso in cui fosse condannato in via definitiva.

32. Lodo Alfano (2008). Nel luglio 2008, alla vigilia della sentenza nel processo Berlusconi-Mills, il Pdl tornato al governo approva il lodo Alfano che sospende sine die i processi ai presidenti della Repubblica, della Camera, del Senato e del Consiglio. Soprattutto del Consiglio. Nell’ottobre 2009 la Consulta boccerà anche quello in quanto incostituzionale.

33. Più Iva per Sky (2008). Il 28 novembre 2008 il governo raddoppia l’Iva a Sky, la pay-tv di Rupert Murdoch, principale concorrente di Mediaset, portandola dal 10 al 20%.

34. Meno spot per Sky (2009). Il 17 dicembre 2009 il governo Berlusconi vara il decreto Romani che obbliga Sky a scendere entro il 2013 dal 18 al 12% di affollamento orario di spot.

35. Più azioni proprie (2009). La maggioranza aumento dal 10 al 20% la quota di azioni proprie che ogni società può acquistare e detenere in portafoglio. La norma viene subito utilizzata dalla Fininvest per aumentare il controllo su Mediaset.

36. Ad listam (2010). Visto che le liste del Pdl sono state presentate fuori tempo massimo nel Lazio e senza timbri di autenticazione a Milano, il governo vara un decreto “interpretativo” che stravolge la legge elettorale, sanando ex post le illegalità commesse per costringere il Tar a riammetterle. Ma non si accorge che, nel Lazio, la legge elettorale è regionale e non può essere modificata da un decreto del governo centrale. Così il Tar ribadisce che la lista è fuorilegge, dunque esclusa.

37. Il legittimo impedimento (2010). Non sapendo più come bloccare i processi Mediaset e Mills, Berlusconi fa approvare il 10 marzo 2010 una legge che rende automatico il “legittimo impedimento” a comparire nelle udienze per sé stesso e per i suoi ministri, il tutto per una durata di 6 mesi, prorogabili fino a 18. Basterà una certificazione della Presidenza del Consiglio e i giudici dovranno fermarsi, senza poter controllare se l’impedimento sia effettivo e legittimo. Il tutto in attesa della soluzione finale, cioè delle nuove leggi ad personam che porteranno il totale a quota 40: “processo breve”, anti-intercettazioni e lodo Alfano-bis costituzionale. Cioè incostituzionale.

Politica Italiana per neofiti

Via Isola Virtuale

domenica 22 agosto 2010

La Lega avanza

Anche se in tutti questi anni di governo la Lega non ha ottenuto nulla di concreto (immigrazione, federalismo, tasse, etc etc) continua ad avanzare prepotentemente.

L'ennesimo bluff del cavaliere contro Fini si sta ritirando perchè andare adesso ad elezioni è un rischio troppo alto: prima deve risolvere i suoi guai giudiziari e tante altre cosucce personali.

Il problema che il PDL è in declino, da anni, come il PD cannibalizzati dalla Lega da una parte e l'Italia dei Valori, due facce della stessa medaglia, di quella politica urlata e che ragiona con la pancia.

Siamo messi sempre meglio.

mercoledì 18 agosto 2010

Il suo livello morale

«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni (…). Gli universitari? Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì».

Tanto per capire chi era Francesco Cossiga.

martedì 17 agosto 2010

Tirrenia fallita

Ogni anno per le vacanze estive c'è sempre qualche casino: fallimenti di tour operator, compagnie aree fantasma.

Quest'anno è toccato alle navi, nello specifico alla Tirrenia ormai nel caos completo.

In tutta questa situazione c'è, come sempre, un governo assente impegnato solo a capire se continuare a sopravvivere o andare ad elezioni.

How Your Money Works

How Your Money Works from MUSCLEBEAVER on Vimeo.

giovedì 12 agosto 2010

Crisi calcio

Se proviamo a sommare il prezzo di una singola azione delle tre società calcistiche italiane quotate in borsa da la dimensione di quanto il calcio abbia le pezze al culo

Roma: 0,9655 € + Juventus: 0,8980 € + Lazio: 0,3190 € = 2,1825

Crisi senza fine

L'America è ancora in ginocchio per colpa della crisi economica da essa prodotta.

In Georgia quasi 30mila persone si sono quasi ammazzate per una richiesta di casa popolare. Lì gli ammortizzatori sociali ce ne sono pochi perchè la libertà individuale è sacra, ma quando tutto crolla sono lacrime e sangue.

Obama in tutto questo è schiacciato, impossibilitato a dare la sua impronta. La sua carica emotiva e di novità si è ben presto esaurita lasciando un senso di disagio a chi l'ha sostenuto dalla prima ora.

Non so nei prossimi 3 anni e mezzo riuscirà a recuperare il tempo perduto ma i tempi sono grami, tremendamenti grami.

In tutto questo non oso pensare cosa riserverà il futuro al nostro piccolo e povero paese, flagellato da infinite liti politiche, zero idee innovative in cui i ladri hanno sempre un santo in paradiso.

Folgorato

Daniele Capezzone se rileggesse quello che diceva non meno di 4 anni fa su sul futuro leader politico, un pò di ribrezzo lo proverebbe.

Fare e Futuro ha riesumato tutto questo.

Gestazione Giurassica

Alla fine il tridente Fini-Casini-Montezemolo forse si farà, con il benestare del Vaticano, ma balza agli occhi i tempi di gestazione lunghissimi.

Fini per staccarsi da Berlusconi ci ha messo due anni e mezzo ed adesso Montezemolo inizia a fare le sue prime mosse.

Tempi all'italiana, giurassici.

Copyright

Il caldo da alla testa, visto che Murdoch ormai pensa che la parola Sky sia sua.

Altra Alitalia

In un paese sempre più alla deriva dopo gli aerei ora tocca alla navi.

mercoledì 11 agosto 2010

Padre modello

Quando la Gregoraci direFlavio non l’ha mai addormentato e nemmeno si è cimentato nel cambio del pannolino, ma spesso gioca con lui e, soprattutto, gli parla, gli racconta le cose che faranno insieme. È un papà molto orgoglioso” penso a quanto poco tempo Flavio Briatore passi con suo figlio, a quanto lo consideri un passatempo tra un impegno ed un altro, di quanto perda a non vederlo addormentarsi fra le sue braccia.

martedì 10 agosto 2010

Operai in Paradiso

Un anno fa 4 operai della Innse passarono 8 giorni su una gru per difendere il loro posto di lavoro.

Riuscirono a spuntarla. Oggi questa fabbrica produce ed è in piena attività.

Dedicato a tutti coloro che dicono sempre "inutile lottare, tanto non cambia nulla".

Facile profeta

Se ne accorge anche Repubblica che gli sbarchi non sono mai finiti a Lampedusa.

Ne parlavo giusto giusto nel mio Debunking.

Alta Informazione

Quando senti le anticipazioni del TG1 e scopri che la quarta notizia in Italia è che in oltre 500 persone hanno ballato il Tuca Tuca, ti rendi conto di quanto il nostro paese ami nascondere la testa sotto la sabbia.

domenica 8 agosto 2010

Debunking Sondaggio dell'estate

Non contenti della quasi caduta anticipata del governo, sul sito del PDL è stato lanciato il sondaggio per l'estate.

Questo sondaggio permette a tutti i cittadini di votare l'azione migliore del governo nei seguenti temi: La Crisi - Le Emergenze - Le Riforme - Politica Estera.


Visto che mi sembra l'ennesima presa per il culo ho provato a smontare la sezione "Le Emergenze" un pò perchè il nostro paese vive in perenne emergenza, un pò perchè non è stato fatto veramente nulla.


Il governo Berlusconi ha risolto una serie di grandi emergenze. Quale ha affrontato nel modo migliore?


Terremoto in Abruzzo

Qui siamo fermi al giorno dopo del sisma a L'Aquila. La pagliacciata della
consegna delle case in diretta tv a Porta a Porta grida ancora vendetta. Berlusconi rivendicò il merito di quelle casette di legno quando tutta Italia sa che fu merito della Croce Rossa e della provincia di Trento se almeno qualche famiglia abruzzese è tornata a guardare con un pochino di speranza al futuro. Per non parlare della crociera per gli sfollati oppure della sua ricerca febbrile per trovare una casa a L'Aquila per agosto (pare che abbia scelto Previti). Basta guardare questa foto per capire a che punto siamo. Siamo ancora all'anno zero, ma intanto chi protesta riceve botte da chi dovrebbe dargli delle risposte.

Rifiuti in Campania

Tra il 2007 ed il 2008 Napoli ed il suo hinterland (non la Campania) ebbero una disastrosa emergenza rifiuti che ci umiliò a livello internazionale. Il governo Berlusconi, apparentemente risolse il problema, aprendo l'inceneritore di Acerra. Dico apparentemente perchè su questa vicenda è calato un silenzio innaturale, anche perchè l'impianto di Acerra è stato dichiarato
zona militare. Le notizie comunque non sono buone: ci sono ancora tonnellate di rifiuti da smaltire, l'inceneritore sembra non funzionare bene ed ancora oggi non sta funzionando a pieno regime.

Crisi Alitalia

Alitalia era stata praticamente venduta dal governo Prodi ad AirFrance ma la caduta del governo non portò a conclusione questa trattativa. Berlusconi in campagna elettorale promise che una
cordata italiana avrebbe rilevato la compagnia. Dopo moltissimi mesi la si trovò, capeggiata da Roberto Colaninno. Alitalia fu divisa in due company: la bad (quella con i debiti) venne lasciata allo Stato (con conseguente aumento del debito pubblico) e quella good venne affidata alla suddetta cordata. Nell'accordo la nuova compagnia non poteva essere venduta per 5 anni ma AirFrance era già di fatto proprietaria con il suo 25%. Dopo quasi due anni la compagnia naviga in cattive acque tanto da prospettare l'ipotesi di richiedere nuovi aiuti statali nel 2011. Per non parlare della truffa del call center o per il declassamento del governo di Malpensa (tanto cara alla Lega Nord) a favore di Fiumicino.

Lotta contro la criminalità organizzata: confisca dei beni e arresto dei latitanti

Sul fronte criminalità il governo
ha avuto un ruolo ambivalente, ottenendo moltissimi arresti di latitanti mafiosi in tutta Italia ma avendo al suo interno molti poltici indagati o sotto processo per reati mafiosi o di corruzione. Nomi come Berlusconi, Dell'Utri, Verdini, Caliendo, Bertolaso, Scajola, Cosentino fanno pensare che tutto lo sforzo profuso per la cattura dei boss si rilevi inutile se chi legifera è collusso con essi.

Sicurezza nelle città: più poteri ai sindaci e pattuglie congiunte militari-forze dell'ordine

Qui la situazione è molto fumosa visto che i militari sono stati impiegati più per
l'emergenza neve a Milano che per la sicurezza. Il terribile flop del governo è stato sulle ronde padane, volute fortemente dalla Lega che si sono rivelate una caporetto senza precedenti.

Blocco degli sbarchi degli immigrati clandestini a Lampedusa

Dire che a Lampedusa non arrivano più clandestini è semplicemente una balla. Basta fare una piccola ricerca per leggere, ad esempio, che ben
52 immigrati sono stati intercettati in un solo giorno di luglio. L'accordo con la Libia di Gheddafi è servito più al rais che a noi. Si è intascato 5 miliardi di euro con la promessa di fare da sentinella sull'immigrazione clandestina. I risultati sono scadenti.

Nuove norme contro l'immigrazione clandestina

Il governo ha semplicemente trasformato la clandestinità in reato creando moltissimi problemi di vita quotidiana. Basti pensare al caso dei
Medici-Spia obbligati, da questa norma, a denunciare tutti i pazienti clandestini. Il rischio che molti immigrati malati (ad esempio di tubercolosi) non si presentino nelle strutture pubbliche per paura di essere espulsi mette a forte rischio la salute di tutti i cittadini.

Censimento campi nomadi

Partiamo subito col dire che "schedare" delle persone in quanto di un'etnia diversa dalla nostra è anti-costituzionale e razzista. Il governo ha fatto questo ma anche qui ottenendo scarsi risultati. Nell'ultimo anno si è assistito ad un susseguirsi di abbattimenti di campi rom, ma che ha portato solo allo spostamento dei rom. I costi sono
elevatissimi e stanno portando a tensioni sociali gravissime.

Più sicurezza per le donne: reato di stalking e pene più severe per le molestie sessuali

La legge sullo stalking è sacrosanta e doverosa ma dopo la sua promulgazione non si è fatto nulla per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla violenza fisica e psichica sulle donne. In questa estate è stato un susseguirsi di episodi di violenza sulle donne, tutti catalogati come cronaca nera ma che nascondono un profondo disagio del ruolo della donna nella nostra società.


Piano carceri e processi più rapidi

Le carceri scoppiano, basti pensare che dall'inizio dell'anno
40 persone si sono suicidate in carcere. Numeri non di un paese civile. Sul piano carceri effettivo siamo ancora ai proclami iniziali segno che l'emergenza continuerà per molti anni.
Per quanto riguarda la velocità dei processi nulla è cambiato o quasi, basti guardare l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2010 con lo scontro tra magistratura e governo.

Balle e mezze verità

Dopo l'uccisione di Enlou a milano, ho letto moltissime schiocchezze su questa vicenda.

Balle
- Chi fa boxe è un violento e quindi pericoloso per la società
- Oleg Fedchenko doveva essere controllato dalla polizia perchè già segnalato
- Ha ucciso perchè aveva litigato con la fidanzata, invece sembra che ci siano di mezzo i soldi

Credo che in questa vicenda ci siano un mix esplosivo tra una psicologia molto fragile e l'uso di droghe che hanno dato il colpo di grazia. La persona morta poteva essere un uomo, una donna, un bambino perchè ormai Oleg era fuori controllo.

Se notate è sceso un silenzio politico su questa vicenda. Nessuna dichiarazione contro gli extra-comunitari brutti e violenti proprio perchè sia vittima che carnefice non sono italiani. Se la donna filippina fosse stata italiana, secondo voi cosa sarebbe successo?.

Milano è la capitale europea di consumo di cocaina ed ogni giorno possiamo trovare bruciati di coca che posso mettere fine alle nostre vite, senza un perchè.

La prossima volta che leggete che in qualche discoteca si consuma un fiume di droga, non ridete ma preoccupatevi seriamente.

sabato 7 agosto 2010

Donne in Italia

I mali di una società moderna si manifestano con atti di violenza, spesso senza una razionale logica come avvenuto ieri a Milano. Ogni atto estremo statena un dibattito sui mali sociali del nostro paese contapponendo gli "ismi".

Così finisce sotto accusa il
maschilismo becero e tribale che considera la donna come un pezzo di carne. Le donne in questa estate, come in quella precedente si sentono sotto tiro sempre e comunque come fa notare Femminismo a Sud.

Il dibattito maschilismo vs. femminismo non mi appassiona in quanto ho sempre diffidato da ogni corrente di pensiero che finisce con ismo. Troppo radicalie il loro pensiero, troppo aspro lo scontro culturale e dialettico. In questa contrapposizione ogni parte si sente vittima accusando l'altra di ogni nefandezza.


Trovo che difendere il ruolo della donna solo dopo una morte non ci faccia progredire, non riscatti il suo ruolo ma ha solo la funzione di tenerla nel ghetto sociale in cui è oggi.


Quante donne contano nel nostro paese? Quante donne vengono prese come esempio?


Le poche che sono riuscite ad emergere si sono
"maschilizzate" accettandone il modello culturale, cavalcandone i suoi istinti per poter essere accettate. Le così dette donne con i pantaloni non hanno portato miglioramenti al ruolo della donna nella società ma hanno solo scimmiottato usi e costumi vecchi di secoli.

Ci sarebbe poi la questione della maternità sul posto di lavoro, il corpo femminile nella pubblicità, il ruolo di madre e tanti altri aspetti che non tengono banco in nessun dibattito politico.


Per dirla in altra parole, quanto ci interessa il ruolo della donna in Italia?

venerdì 6 agosto 2010

Troppo Candido

Candido Cannavò è stato un buon direttore della Gazzetta dello Sport, ma è diventato il simbolo soprattutto perchè l'ha diretta per 19 anni (1983 - 2002).

Parliamoci chiaro ogni direttore deve, in primis, far crescere la tiratura del proprio giornale ma anche avere la buona sorte di avere un editore che riponga sempre fiducia in lui. Cannavò ha avuto questo, un lungo cammino di incontrastata direzione della rosea e lui l'ha saputo sfruttarla a dovere.

Far andare bene alla Gazzetta non è un'impresa, talmente è importante questa testata per la storia del nostro paese ma lui è riuscito anche a "bucare lo schermo" portando la sua figuria in giro per trasmissioni o eventi sportivi. E' diventato il direttore della porta accanto, il giornalista che aveva una buona parola per tutti.

Detto questo trovo che l'utilizzo postumo della sua immagine stia sfuggendo di mano un pò a tutti vista la mole di manifestazioni in suo nome:

- Fondazione Candido Cannavò
- Candido Day
- Memorial Candido Cannavò
- Impianto sportivo Candido Cannavò
- Premio Candido Cannavò

A me è sempre piaciuto ricordare le persone morte in altro modo, ma così va il mondo oggi.

Indietro anni luce

Adesso che anche a New York costruiranno una moschea in pieno centro, chi glielo dice ai leghisti ed a De Corato che Milano è rimasta al secolo scorso?

giovedì 5 agosto 2010

Dopo di lui il nulla

Siamo talmenti messi male che analizzando il guazzabuglio politico odierno non riesco ad immaginare nemmeno un governo sensato alternativo a Berlusconi.

Sensato vuol dire un governo composto da 2 o 3 partiti che condividono un programma elettorale.

Futuro sempre più nero.

Pubbliche relazioni

Il governo per dirla con un eufemismo non gode di ottima salute quindi bisognerebbe prima rafforzarlo onde evitare la sua caduta.

Se cade il governo molti degli attuali ministri non occuperebbero più poltrone di prestigio. Per fare un esempio il ministro del turismo Michele Brambilla sarebbe a spasso.

Detto tutto questo lei che fa? Attacca il palio di Siena perchè danneggia l'immagine dell'Italia e fa violenza sui cavalli.

In poche parole, come spararsi nei coglioni a gratis.

mercoledì 4 agosto 2010

Padri Sfondatori

Piovono Rane fa notare come l'associazione Fare e Futuro sia sparita dal sito del PDL a tempi record.

Io mi sono spinto più avanti ed ho controllato tutti i fondatori del PDL:

Forza Italia: è lo stesso sito del popolo delle libertà, zero storia.

Democrazie Cristiana per le autonomie: adesso è diventata l'associazione la discussione, geniali.

Popolari Liberi: il sito è morto dal 2009 ma Maddaloni dopo 17 anni è del centro destra, sti-cazzi.

Riformatori Liberali: loro sono diventati Libertiamo un portale d'informazione diretto da Della Vedova, oggi tra i Finiani. Questo link dura poco.

Circolo delle libertà: questo qui più che essere un circolo è il sito della Brambilla.

Destra Libertaria: loro non sono mutati ma avere il russo (amico Putin) ed il francese (amico Sarkozy) nel loro chi siamo mette molta tristezza.

Italiani nel Mondo: è caduto in disgrazia tanto da essere sostituito con il blog di Sergio Di Gregorio che parla, appunto, dei suoi guai giudiziari.

Alleanza Nazionale: qui c'è ancora il bel faccione di Fini di tre quarti, mi sa che dura poco anche questo link.

Nuovo PSI: anche qui siamo fermi al 2009. Tutto morto.

Azione Sociale: più che un sito di partito è un blog della Mussolini.

Partito Reppublicano Italiano: a leggerli si sentono ancora un partito fuori dal PDL.

Circolo del buon goberno: è l'associazione culturale di Marcello Dell'Utri. No comment.

Cristiano Popolari: altro sito personale di tal Mario Baccini.

Per la Liguria: qui si tocca l'apice visto che è ancora in costruzione e comunque rimanda a Sandro Biasotti.

Da questo popò di fondatori cosa vi aspettavate?

Questi aumentano

Anche Chiara Moroni lascia il PDL per andare con i Finiani.

Ma non erano quattro gatti?

Lui è ancora sposato

Secondo le informazioni della pagina ufficiale Facebook di Silvio Berlusconi risulta ancora sposato con Veronica Lario.

Contento lui, contenti tutti.

martedì 3 agosto 2010

Nuove forme di protesta cercasi

Valigia Blu dopo aver lanciato il gruppo Facebook la dignità dei giornalisti e il rispetto dei cittadini (per protestare contro il TG1 di Minzolini sul caso Mills) e dopo aver fatto propria l'indignazione contro la legge bavaglio per i blogger constata che l'estrema partecipazione sul web, quindi virtuale, non si traduce in partecipazione fisica, quindi reale.

Come mai pochissime persone sono leoni da tastiera ma poi non si presentano, ad esempio, davanti alla sede della Rai per dire a Minzolini le stesse cose che scrivono sul web?.


Credo che la società è in continuo cambiamento e quindi anche le forme di protesta sono diverse, sicuramente più virtuali e meno impalpabili di 20 anni fa. Tutto questo è frutto della tecnologia che da un lato ha ridotto le distanze e permette a tutti di far sentire la propria voce e non il proprio corpo.


Pensateci bene, ormai protestiamo con firme virtuali, link a blog di protesta, email inviate a politici.


Le nuove forme di protesta sembrano meno efficaci perchè non possiamo quantificarle, non possiamo avere lo stesso effetto visivo di una piazza gremita. Ma se ci pensiamo bene, viviamo in una società televisiva, dove è l'auditel a dirci se una trasmissione, un personaggio è degno di essere ascoltato, di continuare a proporre la propria visione del mondo, le proprie idee, la propria cultura.


Tutto questo ha prodotto la smaterializzazione della protesta ma ovviamente solo della sua forma fisica ma non culturale. Sicuramente oggi le idee circolano in modo più massiccio e più velocemente del pre web e questo è un bene, a qualcosa porterà.


Credo che il futuro della protesta, per così dire, nel mondo offline sia la creazione di piccoli gruppi di discussione molto legali alle comunità locale visto che per le grandi mobilitazioni c'è la rete che è lo standard per potersi confrontare con tutti quelli che lo vorranno.


Insomma, protestare davanti alla sede Rai è un pochino anacronistico di questi tempi.

lunedì 2 agosto 2010

Leggi e buon senso

Per leggi demenziali basta applicare il buon senso, ed esse risultano proprio demenziali.

Era meglio morire da piccoli

Se anche uno stimato blogger scrive le 10 ragioni per cui Berlusconi deve governare che hanno la consistenza di un budino, vuol dire che non c'è attualmente nessuna alternativa politica.

Tutto questo ci farà andare con rinnovata passione alle prossime elezioni.

Governo del fare

A questo governo (come a quelli precedenti) non interessa fare luce sulla strage di Bologna e quindi dare delle risposte ai familiari delle vittime ed a tutti i cittadini italiani che ancora oggi si chiedono chi è stato ed il perchè.

L'unica differenza con il passato è appunto che almeno un rappresentante (anche il più sgangherato) era presente alla commemorazione.

domenica 1 agosto 2010

Nucleare per tutti

Una delle più antiche leggi del marketing dice, in sostanza, che se non riesci a convincere la popolazione che il tuo prodotto è super basta assumere una persona popolare e stimata dalla comunità che abbracci la tua causa. Se ci riesci hai vinto la partita, ben presto il tuo prodotto sarà accettato ed usato da tutti.

Sembra che il governo si sia affidato ad Umberto Veronesi per cercare di convincere gli italiani che il nucleare è cosa buona e giusta. Lui, in cuor suo ci
crede molto sopratutto dal punto di vista scientifico.

Magari qualche lettore leggendo gli argomenti di Veronesi, sarà passato nelle file del pro-nucleare ma a me le ragioni del noto oncologo sembrano scarse e facilmente controbattibili.


Proviamo a ribattere punto per punto:


1) Ricordare che la scoperta del nucleare la feci Fermi nel 1942 distoglie l'attenzione se è giusto che il nucleare ritorni in Italia. Che l'abbia scoperta un italiano poco importa.


2) Le centrali nucleari non producono emissione nocive MA ci sono le scorie, che il buon Veronesi non cita mai (chissà perchè). Le scorie sono il grande tallone d'achille del nucleare visto che sono radioattive e che per il loro smaltimento, molto volte, si usano stategemmi illegali come ad esempio mandarle in
Siberia.

3) Sono 439 le centrali nucleari nel mondo ed ogni anno ci sono svariati incidenti, più o meno gravi. Per avere un piccolo esempio basta leggere gli
incidenti nel solo anno 2009. Citare solo i due più gravi non è corretto e fa passare le centrali nucleari come sicure al 100%, in realtà così non è.

4) Presiedere l'Agenzia per la sicurezza nucleare è una grande responsabilità soprattutto dopo lo scandalo delle
scorie in Basilicata. Quella vicenda ci fece capire quanto la trasparenza fu messa da parte pur di risolvere un problema urgente. Chi ci garantisce che le nuove scorie prodotte dalle nuove centrali non finiscano nella rete delle eco-mafie?.

Infine dottor Veronesi perchè nemmeno lei cita il referendum del 1987 in cui gli italiani dissero no al nucleare? Non le sembra, da uomo democratico qual'è, doveroso ritornare a sentire il parere della popolazione in questa decisione terribilmente importante?