sabato 7 agosto 2010

Donne in Italia

I mali di una società moderna si manifestano con atti di violenza, spesso senza una razionale logica come avvenuto ieri a Milano. Ogni atto estremo statena un dibattito sui mali sociali del nostro paese contapponendo gli "ismi".

Così finisce sotto accusa il
maschilismo becero e tribale che considera la donna come un pezzo di carne. Le donne in questa estate, come in quella precedente si sentono sotto tiro sempre e comunque come fa notare Femminismo a Sud.

Il dibattito maschilismo vs. femminismo non mi appassiona in quanto ho sempre diffidato da ogni corrente di pensiero che finisce con ismo. Troppo radicalie il loro pensiero, troppo aspro lo scontro culturale e dialettico. In questa contrapposizione ogni parte si sente vittima accusando l'altra di ogni nefandezza.


Trovo che difendere il ruolo della donna solo dopo una morte non ci faccia progredire, non riscatti il suo ruolo ma ha solo la funzione di tenerla nel ghetto sociale in cui è oggi.


Quante donne contano nel nostro paese? Quante donne vengono prese come esempio?


Le poche che sono riuscite ad emergere si sono
"maschilizzate" accettandone il modello culturale, cavalcandone i suoi istinti per poter essere accettate. Le così dette donne con i pantaloni non hanno portato miglioramenti al ruolo della donna nella società ma hanno solo scimmiottato usi e costumi vecchi di secoli.

Ci sarebbe poi la questione della maternità sul posto di lavoro, il corpo femminile nella pubblicità, il ruolo di madre e tanti altri aspetti che non tengono banco in nessun dibattito politico.


Per dirla in altra parole, quanto ci interessa il ruolo della donna in Italia?