mercoledì 25 agosto 2010

Il volto delle cose

Uno dei nostri problemi, da sempre, è che si siamo sempre affidati a persone dal viso rugoso ed un pò depresso a scapito di ragazzi tanto sfrontati quanto vogliosi di cambiare le cose.

Ecco, a parole tutti vogliono cambiare le cose. Se entri in un bar ascolti solo discorsi che questo paese fa schifo usando argomentazioni che variano tra il populismo ed il luogo comune. Se un popolo vuole cambiare veramente le cose si adopera per farlo, con tenacia e perseveranza.

Noi italiani non abbiamo mai avuto queste doti o almeno solo una piccola parte le ha avute e non è mai riuscita a contagiare la maggioranza pigra ed un pò cialtrona. Alla fine l'arte dell'arrangiarsi ha sempre prevalso, la cultura del "se ho un vantaggio personale allora non è poi così brutto questo paese" è da sempre nel nostro animo.

Forse, semplicemente, non siamo mai stato un popolo.

Siamo in mano a due settantenni: Silvio Berlusconi 74 anni (1936) ed Umberto Bossi 69 anni (1941).

I loro volti sono vecchi e posticci incutono tenerezza e compassione ma hanno quell'appeal che solo un italiano può apprezzare fino in fondo. Più che statisti paiono essere nonni in perenne stato di abbandono.

In questo Paese meglio un vecchio oggi che un possibile giovane domani, anche perchè il concetto di gioventù, qui da noi, è già vecchio. Uomini di 45 anni ritenuti non ancora pronti a prendersi nessun tipo di responsabilità. Devono ancora crescere, dicono.

Meglio continuare a seguire i 70 enni che l'unico loro pensiero mattutino è come tirare a campare.