giovedì 30 settembre 2010

Il Bel Paese

Il ministro Renato Brunetta compra una casa all'isola d'Elba per 40.000 euro (in pratica ad 1/6 del suo valore di mercato e forse con soldi pubblici, si profila un nuovo caso Scajola altro che casa a Montecarlo)

Mentre Antonio Di Pietro e Pierferdinando Casini discutono del discorso alla camera di Silvio Berlusconi ci aspetta un futuro tetro fatto di tagli lacrime e sangue (come sempre la politica è vicina al paese reale)

Al Nord ormai la mafia seppellisce i rifiuti nocivi un pò dove gli pare mentre chi dovrebbe combatterla nei fatti lo fa solo a parole (basta guardare quanti sono gli indagati o condannati per mafia nel maggiore partito di governo)

Abbiamo una scuola pubblica bresciana (Adro) completamente "leghizzata" e dopo svariti appelli il ministro dell'istruzione dice che i simboli di partito devo essere tolti. Il sindaco la manda a quel paese (della serie lo stato non conta un cazzo).

Abbiamo un governo che prima insulta i propri cittadini, poi inneggia all' antisemitismo dentro la massima rappresentazione della democrazia (un pò come ruttare a casa dei genitori della tua fidanzata ed esserne fieri)

mercoledì 29 settembre 2010

La radio che fu

La radio, da sempre, ha avuto una grande funzione sociale: far sognare la gente. Badate bene, il sognare ad occhi aperti è ben diverso dal farlo ad occhi chiusi, è semplicemente più figo ed appagante.

Se vogliamo la radio è stata la naturale evoluzione del libro, primo vero "strumento da sogno" che l'uomo ricordi sulla faccia della terra.


La radio era tutto: strumento d'informazione, musica anche al cesso, compagna di viaggio, occhio sul mondo anche per chi viveva tra balle di fieno e scagazzate maleodoranti di mucca autoctona.


Purtroppo bisogna parlarne al passato visto che ormani da anni, la radio è diventata un'appendice della tv e ne ha preso tutti i suoi difetti strutturali.


Come prima cosa la radio non è più solo ascolto ma anche visione visto che la quasi totalità delle stanze "on air" sono visibili via web o via tv. La radio che si può "vedere" fa perdere alle proprie voci il loro fascino misterioso, la loro capacità di trasportarti per tutta la narrazione riducendoli a meri presentatori televisivi: tutti carne e microfono.


Se ti uniformi alla logica catodico/digitale perdi anche sul fronte dei contenuti e spalanchi le porte a pubblicità e chiacchierate da bar dello sport o da sala d'attesa per la messa in piega. La radio, oggi, è questa, un pullulare di scarti delle reti mediaset/rai, milioni di secondi di pubblicità e pochissime trasmissioni che si possono considerare veri contenuti orientati alla mente dell'ascoltatore.


Anche la programmazione musicale si è uniformata sul pop commerciale e poco altro. Nessun direttore di radio scomette più su artisti emergenti o sconosciuti ma sfoglia il catalogo delle major per ordinare la musica del momento perchè la paura del calo di ascolti è sempre in agguato. Come la tv. Peggio della tv.

martedì 28 settembre 2010

Lo facciamo per gli elettori

Che differenza c'è tra Massimo Calearo ex PD ed ora in procinto di votare per il governo Berlusconi (per ragioni pressoche' misteriose) ed i due ex leghisti Marco Pottino ed Albertino Gabana comprati per le trame anti-Prodi del 2008 con un assegno mensile di 10 mila euro?

Priorità

Ma con tutti i casini sparsi per l'Italia un Presidente del Consiglio si può permettere di scusarsi con Don Gelmini per non essere andato alla manifestazione "Madonna del Sorriso" ad Amelia (Terni)?

lunedì 27 settembre 2010

Si può dare di più

Michele Santoro, pubblica sul blog di AnnoZero il suo CUD 2010 (662 mila euro lordi annui) rispondendo così al ministro Renato Brunetta per la sua campagna trasparenza in Rai.

Brunetta risponde sul suo blog dicendo che questo non è ancora sufficiente visto che i conduttori devono pubblicare tutti i loro compensi, diretti ed indiretti.

Vedremo se risponderà al quesito di Santoro: che anche i dirigenti Rai pubblichino i loro redditi online.

PS Noto che il blog del ministro Renato Brunetta non ha la possibilità di commentare, un altro segno tangibile di come i politici siano vicini e si confrontino con il cittadino-elettore.

Governo del fare

“In questi giorni l’immagine dà di sé la politica è davvero un disastro, è molto peggio del teatrino di sempre”. Silvio Berlusconi (Presidente del Consiglio)

“Purtroppo da qualche tempo lo spettacolo offerto dalla politica è semplicemente deprimente”. Gianfranco Fini (Presidente della Camera).

“I romani sono porci”. Umberto Bossi (Ministro delle riforme).

Farsi il culo

Ha passato anni a fare il duro, quello che guadagnava migliaia di euro con le foto ai Vip, quello che ostentava ricchezza e sfrontatezza verso la giustizia.

Oggi è stato sputtanato dal tuo (ex) amico Lele Mora.

Strana la vita.

Futuro e Libertà, c'è da fidarsi?

Una buona parte di italiani vorrebbe che finisse domani mattina l'egemonia di Berlusconi e tutto il suo entourage tanto è lo sdegno che li accompagna da decenni ormai.

Visto che l'attuale opposizione non da nessuna garanzia di vittoria, molti hanno iniziato a guardare con simpatia a Futuro e Libertà che sta
"lottando" all'interno dello stesso centrodestra per avere maggiore pluralità.


Futuro e Libertà è riconducibile a tre personaggi politici: Gianfranco Fini (leader), Italo Bocchino (portavoce del movimento) e Fabio Granata (temi sulla legalità).


Indubbiamente quello più in vista è Italo Bocchino che non perde occasione per intervenire in qualsiasi trasmissione o dibattito legato a Futuro e Libertà.


Quando ho visto Italo Bocchino insieme a Marco Travaglio alla prima puntata di AnnoZero mi è venuto in mente ad un fatto non propriamente edificante, avvenuto nel 2006, che vedeva protagonista proprio Bocchino.

Per capire di cosa sto parlando basta prendere il libro "La Scomparsa dei Fatti" (autore Marco Travaglio - Il Saggiatore - 2006) a pagina 45 e leggere il capitoletto L'uomo che morde il cane (si parla delle indagini su Telekom Serbia):

"La notizia è questa: 2,4 miliardi di lire provenienti dalla mediazione del conte Gianni Vitali,
«facilitatore» dell'affare, e confluiti non si sa bene come alla società Finbroker di San Marino, finirono nelle casse del Roma, il quotidiano napoletano edito dal deputato di An italo Bocchino membro della commissione Telekom Serbia. Il Bocchino indagava sui soldi incassati da Prodi e invece li aveva presi, indirettamente lui. E', giornalisticamente parlando, l'uomo che morde il cane. [...] A carico di Bocchino non c'è nulla di penalmente rilevante. L'onorevole dice che non sapeva che i soldi provenivano da Telekom e gli si può tranquillamente credere. Sapeva però che quei soldi venivano dalla Finbroker, una società di cui la sua commissione si era occupata perchè qualcuno aveva suggerito ad Antonio Volpe, il bufalaro «gemello» di Marini, di occuparsene. Eppure Bocchino non ritenne di avvertire il presidente Trantino nè gli altri commissari."

Bocchino, nel 2006, non sapeva la provenienza dei soldi finiti nel suo giornale Roma, un pò come oggi Gianfranco Fini dice di non sapere quasi nulla della casa di Montecarlo, salvo poi confermare che si dimetterebbe se la casa fosse intestata al cognato Giancarlo Tulliani.

Se ce ne fosse stato bisogno, questi di Futuro e Libertà non hanno nulla di nuovo, stanno solo combattendo la loro piccolissima lotta intestina nel centrodestra, che pare sia finita a tarallucci e vino.

venerdì 24 settembre 2010

Brutta Aria

Castellammare di Stabia è una polveriera pronta ad esplodere da quando la Fincantieri ha prospettato il taglio di 2000 operai nella cittadina in provincia di Napoli. Licenziarli vorrebbe dire mettere la parola fine all'economia della città, già provata da degrado e dalla legge della camorra.

Lo scontro sociale non è più un'ipotesi remota tanto che anche la politica se ne è accorta: Napolitano (Presidente della Repubblica) lancia l'allarme ed anche la Marcegaglia, dopo essersi sempre schierata con questo governo, inzia a prenderne le distanze.

Questa crisi deve ancora dare il peggio di se ma nel paese continua il dibattito sulla casa da 65 metri quadri di Fini a Montecarlo.

Loro non lo perseguitano


Via Il Nichilista.

giovedì 23 settembre 2010

Dossieraggio patacca

Questa estate Gianfranco Fini è stato accusato dai giornali del Premier, Il Giornale e Libero, di aver venduto una casa a Montecarlo, di proprietà del partito, al 20% del suo valore reale ad un parente stretto della sua attuale compagna Elisabetta Tulliani.

Fini dal canto suo ha sempre respinto ogni accusa, ma il problema è che fino ad oggi i documenti del presunto scandalo non erano mai saltati fuori.

Ora questi documenti sono saltati fuori lasciando però moltissimi dubbi sulla loro autenticità. Innanzitutto il documento è firmato dal ministro della giustizia di Santa Lucia Rudolph Francis ma in realtà si chiama Nicholas Frederick.

Come sostiene Giornalettismo è curioso scoprire come l'ambasciatore di Santo Domingo sia Arturo Olivieri, ex PSI e molto vicino al premier. La sua bnomina risale ai primi di agosto.

Altra incongruenza è che solo i quotidiani di Santo Domingo abbiano dato evidenzia alla notizia della casa di Fini. Sia Listin Diario che El Nacional (notizia poi tolta) appunto hanno scritto della famosa casa di Montecarlo, mentre nell'isola di Santa Lucia (dove provengono i documenti) non si sa nulla, come testimoniata nel TG La7 di Mentana.

Dopo tutto questo papocchione, sembra quindi che il dossieraggio contro Fini sia un falso che ha il solo scopo di scredire il nemico politico numero uno del Cavaliere.

Viste le premesse sembra che l'obiettivo non sarà raggiunto.

Un anno di "Il Fatto Quotidiano"

E' passato già un anno da quanto "Il Fatto Quotidiano" è apparso nelle edicole e sul web generando fin da subito moltissimo interesse e curiosità.

Il Fatto poteva contare sulla popolarità di alcune delle sue prime firme (su tutti Marco Travaglio) e sulla sfida di poter sopravvivere senza nessun tipo di finanziamento pubblico, cosa che invece ottengono tutti gli attuali quotidiani in Italia.

Il giornale si è presentato al pubblico scarno e dalla grafica approssimativa ma carico di voglia di informare il lettore.

Nel corso di questo suo primo anno ha ottenuto alcune scoop degni di nota, tra tutti l'indagine di Trani.

Il Fatto è un giornale prettamente politico, in cui compaiono pochi fatti di cronaca e pochissimi approfondimenti ma è una scelta obbligata visto il così esiguo numero di pagine.

Il primo bilancio ha portato utili che sono stati reinvestiti nel portare nuovi giornalisti nella redazione del quotidiano per dare maggiore spessore alla testata.

Le sfide di questo secondo anno sono molteplici:

- confermare e possibilmente incrementare il numero degli abbonati
- ampliare maggiormente gli argomenti trattati
- miglioramente della grafica

Confermarsi e sempre più difficile e quindi vedremo se Il Fatto Quotidiano continuerà a crescere come ha fatto in questo primo anno di vita.

lunedì 20 settembre 2010

Deve pur far carriera

Se voi foste un qualunque sindaco leghista (Oscar Lancini) di una qualunque cittadina bresciana (Adro) cosa fareste per farvi notare? per dire ci sono anche io nella verde Padania?

Quasi sicuramente fareste come lui, ovvero trovare ancora dei terreni vergini in cui poter attuare decisioni impopolari che facciano scalpore a livello mediatico.

Così il buon Oscar ha scoperto che attaccare gli immigrati togliendoli il buono pasto era una "cosa nuova e giusta" tanto da andare in televisione a Mi Manda Rai Tre.

L'idea è stata talmente originale che anche altri comuni hanno seguito l'onda di Adro ma si sa che l'originale è sempre il migliore tanto che si è inventato la scuola "made in Padania".

Questa seconda ideona è andata ancora meglio visto che persino un Ministro della Repubblica l'ha contattato per togliere i simboli leghisti, un pò come il Reverendo Jones implorato da Obama per non far bruciare i corani.

Lo sdoganamento del sindaco è ormai compiuto, non ci resta che attendere le nuove mirabolanti ordinanze ed un giorno vedercelo in parlamento.

Qualcosa sta cambiando

Viviamo in un'Europa che sta considerando lo straniero come un nemico da cacciare, per stare un pò più tranqulli in casa propria.

L'Italia non fa eccezione su questo argomento ma forse nella popolazione qualcosa sta cambiando, in meglio.

Quest'anno sono stato in Sardegna ed ho potuto notare come tutti i turisti si siano approcciati con gentilezza ad ogni singolo venditore ambulante sia esso Senegalese, Cinese o Indiano.

Addirittura ho assistito a scene di colloquio per capire la sua provenienza, cosa facesse nel suo paese, insomma curiosità per la persona.

Queste cose ti mettono di buon umore.

Nulla da dire

Per capire quanto questo governo non stia facendo nulla, basta leggere qualche blog "destrorso" per non avere nessun dubbio.

Provate a leggere le prime due pagine de "il fazioso" in cui troverete i seguenti argomenti: il PD è inutile - Di Pietro e Grillo sono dei pagliacci - Fini e la casa di montecarlo - sondaggi sulle imminenti elezioni.

E le notizie sul governo del fare?. Boh.

giovedì 2 settembre 2010

La Lega è diversa

Leggere dei viaggi in auto blu di Ballaman (presidente del consiglio regionale del Friuli della Lega Nord) mette di buon umore perchè già il nome del protagonista è degno di una tragicommedia dei Legnanesi.

Leggere l'approfondimento di Gian Antonio Stella fa capire quanti sprechi dobbiamo accollarci, anche da qui ha sempre gridano del ladro ad altri.

Tempo di allergia

Visto che moltissime persone sono affette da allergie di stagione (come l'ambrosia) vi ricordo che è possibile consultare il Bollettino Pollinico per capire quali siano le giornate più a rischio nella propria zona d'Italia.