venerdì 1 ottobre 2010

Sull'orlo del baratro

Visto che nè politica nè l'informazione si occupa seriamente e in modo assiduo dei problemi economici che l'Europa sta attraversando, provo a riassumere cosa sta succedendo nel vecchio continente, così, tanto per essere allegri.

Da quello che ho capito io (potrei anche sbagliarmi visto che non sono un economista) la situazione è questa:

Punto 1. Ci sono 5 paesi che hanno grandissime difficoltà economiche e sono: Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna. Ovviamente alcuni paesi ne hanno di più (Grecia) altri di meno ma a detta di tutti sono l'anello debole dell'Unione Europea.

Punto 2. Questi 5 paesi come stanno affrontando la crisi?

La Grecia sappiamo tutti che è tecnicamente fallita ma è stata salvata dall'UE per evitare l'effetto domino che avrebbe distrutto l'economia europea. Dopo il salvataggio le cose non sono migliorate con continui scioperi e tensioni sociali.

L'Irlanda ha dovuto salvare la l'Anglo Irish Bank (sua seconda banca nazionale) sborsando altri
34 miliardi di euro (forse anche di più) ma l'indebitamento bancario nell'economia irlandese è da pelle d'oca. Intano verrà varata un nuova manovra aggiuntiva per riportare il deficit di bilancio al 3% del Pil entro il 2014.

Il Portogallo si appresa a varare una nuova manovra aggiuntiva basato su svariati tagli visto che il debito pubblico è cresciuto a dismisura. Insomma stessa ricetta all'orizzonte, interventi sul tessuto sociale.

La Spagna da ex paese a crescita record sta scivolando verso il crollo economico e sociale visto che già a maggio c'erano state le prime avvisaglie ma adesso la crisi si fa sentire forte tanto da bloccare interamente il paese. Zapatero ha reagito presentando una nuova manovra fatta di tagli alle spese dello stato ed alla casa reale ma è comunque estremamente pesante.

L'Italia non sta facendo praticamente nulla, nè in positivo nè in negativo. Sembra che l'attuale governo sia più impegnato a risolvere beghe interne e a dire barzellette invece di affrontare i gravissimi problemi economici del nostro paese. La disoccupazione continua a crescere nonostante l'ISTAT tenti di salvare il salvabile per non alimentare preoccupazione sociale. La tanto attesa riforma del federalismo fiscale è avvolta da misteri secolari che non consentono risultati nell'immediato. L'unica banca rispettata all'estero è stata affossata senza un perchè mentre il nostro debito pubblico pare piaccia sempre di meno all'estero.

Punto 3. A causa della crisi economica un pò tutti si sono accorti che gli italiani emigrano all'estero, stufi marci di un paese cialtrone che pensa solo ai propri orticelli di potere. Il problema è che l'esodo è cominciato molti anni fa e continua imperterrito.