martedì 30 novembre 2010

Ultime stronzate governative

Geniale l'idea di far pagare il canone rai a qualsiasi cittadino che ha l'allacciamento alla corrente elettrica. Poco importa che non abbia la tv.  Fa schifo anche a Filippo Facci. Detto tutto.

venerdì 26 novembre 2010

Ci mancavano anche i Tea Party

Visto che dobbiamo per forza scimmiottare sempre gli Stati Uniti prima o poi doveva sbarcare in Italia anche il movimento Tea Party.

Questo movimento vuol rimanere apartito dialogando con qualsiasi soggetto politico che abbia a cuore temi importanti come la riforma fiscale. Come quello americano, il Tea Party all'italiana è strettamente di destra e vuole proporre i temi liberali, tanto affascinanti quanto mai realizzali nel belpaese.

La sua struttura a circolo ricorda un pò i Meetup di Beppe Grillo che si sono trasformati in Movimento a 5 stelle. Vedremo se i Tea Party porteranno a qualcosa di simile. Intanto hanno già un testimonial di eccezione: Emanuele Zamparini, presidente del Palermo Calcio.

Visto che la scena politica italiana è già incasinata di suo, ci mancavano pure i Tea Party a dare il loro contributo di caos.

Mario datti all'ippica

Ci sono personaggi come Mario Adinolfi a cui non sai dare un ruolo in questo marasma chiamato Italia.

Mario nasce come giornalista (Avvenire, Il Popolo, La Discussione, Europa) per poi passare alla radio e tv come conduttore e autore. In tutti i due casi non lascia traccia ma questo fa accrescere il lui la convinzione di essere uno che diventerà importante per questo paese.

Tutti quelli che si sentono importanti, prima o poi, vanno in politica e lui sceglie il PD. Prima fonda Generazione U, una sorta di laboratorio politico per  under 40 (ora capite la U, vero?). Anche qui le cose vanno maluccio tanto da spingerlo all'azione solitaria candidandosi alle primarie per la segreteria del PD del 2007. Flop pazzesco di 5.906 voti (roba tipo il 0,17%) tanto da fargli capire che per la politica non era tagliato. Anche Generazione U ben presto finisce di esistere (è mai esistita?).

Il poker è una grande passione per Mario e così diventa giocatore professionista ma in quasi 4 anni ottiene solo un piazzamento (sesto) nel 2009 al World Poker Tour. Di solito è famoso per riuscire ad essere eliminato dai tornei dopo pochi minuti. Roba da professionisti. Talmente è dentro al gioco che scrive addirittura un libro "Poker secondo Adinolfi" di cui si perdono ben presto le tracce.

Infine diventa editore di se stesso lanciando The Daily Week di cui in rete si fa già un gran bel parlare.

martedì 23 novembre 2010

Essere un'anomalia

Nel 2008 diceva di voler essere un'anomalia della politica ma a fine 2010 si ritrova a fare la cacciatrice di parlamentari per il capo.

Rimborsi elettorali, truffa alla luce del sole

Ci sono moltissimi modi con cui la politica vive alle spalle dei cittadini ma lo stratagemma più in voga sono i "rimborsi elettorali".

Giancarlo Pagliarini spiega molto bene l'evoluzione del finanziamento pubblico dei partiti. Fino al 1993 c'era una legge che consentiva a TUTTI i partiti politici di ottenere ingenti somme di denaro post-elezioni. Dal 1993, grazie al referendum promosso dai radicali, i cittadini decisero l'abrogazione della legge. La politica reagì prontamente emanando una nuova legge che parlava di "contributo per spese elettorali".

Questa nuova legge consente sempre a TUTTI i partiti di ricevere molti quattrini in dotazione dopo ogni tipo di elezioni. La grossa truffa sta nel fatto che questa nuova legge non rimborsa i partiti per le reali spese sostenute ma per il numero di voti conseguito moltiplicato per un "costo" (valore deciso, ovviamente, dai partiti stessi).

Tutto questo puzza moltissimo di un nuovo finanziamento ai partiti, vestito da rimborso elettorale come più volte sostenuto dalla Corte dei Conti  e che tale rimborso era sganciato dalla documentazione di spesa (ovvero nessun obbligo di motivare le spese sostenute).

In sostanza TUTTI i partiti prendono cifre molto superiori a quelle sostenute in campagna elettorale e lo fanno per tutta la durata della legislatura, anche se la legislatura stessa dovesse finire anticipatamente.

Quest'ultima legislatura (che finirà comunque nel 2013) sarà l'ultima che permetterà ai partiti di arricchirsi con i soldi dei cittadini visto che la politica stessa ha ridotto del 10% i contributi e tolto la postilla del rimborso in caso di scioglimento anticipato (l'avevano introdotta nel 2006).

La legge elettorale è da cambiare (molti partiti sono d'accordo) mentre nessuno parlo di modificare i rimborsi elettorali, chissà come mai.

Lo sconcio continua. 

UPDATE: Molto interessanti la verifica dei bilanci dei partiti del 2006

venerdì 19 novembre 2010

Il Cip6 ed il Dottor Scotti

Questa è la storia di una delibera, il CIP6, che doveva favorire lo sviluppo della produzione di  energia elettrica attraverso fonti rinnovabili.

Purtroppo oltre alla parola "rinnovabili" venne introdotto il termine "assimilabili" per consentire anche ai costruttori dei cosidetti termovalorizzatori (o inceneritori per chi non li sopporta) di usufruire dei contributi statali previsti. Inutile dire che i maggiori benefici vanno ai grandi operatori energetici come Enel.

Il CIP6 sta anche drogando le bollette energetiche, recando un danno economico al cittadino (qui le istruzioni per non pagarla).

Come detto, la parola assimilabili ha consentito a moltissimi operatori, molto spesso non legati al mondo dell'energia, di richiedere i contributi statali attraverso la costruzione di inceneritori a biomasse.

Un esempio lampante è l'azienda Riso Scotti che attraverso la controllata Riso Scotti Energia ha costruito a Pavia un inceneritore nato per bruciare la lolla.  

Tutto questo avveniva nel 2002.

Dal 2002 al 2010 la Riso Scotti ha preso dallo stato oltre 60 milioni di euro di contribuiti. Progressivamente l'azienda pavese ha sostituito la lolla con sostanze tossiche come materie plastiche e modificato l'impianto (risultato fuori norma). Tutto questo ha portato alla chiusura dell'impianto ed all'arresto di sette dirigenti più dodici indagati.

Stupisce come i maggiori quotidiani nazionali abbiano dato pochissimo risalto alla vicenda: Corriere della Sera - La Repubblica.

La Lega Nord nel mondo

Questa gente governa.





La mafia è solo al Sud

Un governo che si complimenta per la cattura dell'ennesimo casalese pericolosissimo e poi per rimanere in piedi deve cercare di comprare qualche parlamentare. In puro stile mafioso.

E' l'Italia, bellezza.

mercoledì 10 novembre 2010

Nuova Grecia

Leggetevi l'intervista di Loretta Napoleoni su dove andremo a finire, economicamente parlando.

Dove sono i Verdi?

Quando vedo il Veneto distrutto dalla solita alluvione autunnale la prima cosa che penso è quanto le forze ecologiste italiane non contino proprio nulla (ma hanno mai contato?).

L'Italia è continuamente stuprata dal cemento, dai "palazzinari" che hanno come unico fine il profitto perseguito costruendo a più non posso, fregandosene se quelle case, quegli uffici verranno mai abitati.

Una città su quattro è a rischio alluvione, paesi di 5000 abitanti hanno conosciuto centri commerciali enormi, la moltiplicazione di strade e rotonde senza una reale esigenza demografica.

In ogni stato i Verdi continuano a crescere nel consenso degli elettori (basti pensare al Brasile) mentre da noi sono letteralmente morti. Per carità i Verdi, in Italia, esistono ancora ma sfido chiunque a dirmi un loro esponente degno di nota. L'unico, quel Pecoraro Scanio già ministro del Governo Prodi e prezzemolino tv, è sparito con la prima crisi dei rifiuti di Napoli del 2008
.

Ormai la difesa del territorio è passata in mano ai Grillini, senza che i Verdi abbiano mosso un dito, forse erano troppo impegnati a farsi la guerra al loro interno.

lunedì 1 novembre 2010

Berlusconi Foto History

Da giovane era forte e sfrontato



Diventando, ben presto, un imprenditore di successo



Grazie a stimabilissime persone politiche



Che gli consentirono dapprima di comprare il Milan
sudetto milan, silvio berlusconi biografia, berlusconi milan, berlusconi nel 1990


Ed infine, grazie alla loro dipartita, di poter scendere in campo



Per divulgare i nostri usi e costumi nel mondo


Ma il tempo passa per tutti ed arrivarono i primi cedimenti


Che da grande statista combattè con grande perseveranza


Uscendone, come sempre, vincitore

Il Trota ha un gran fiuto


Nelle foto Renzo Bossi accanto a Nicole Minetti il primo giorno del consiglio regionale della Lombardia (entrambi sono consiglieri regionali, sigh).

Il buon trota ci aveva visto lungo: "Se è tanto intelligente quanto bella faremo grandi progetti".

Ecco, oggi la bella Minetti è indagata per favoreggiamento della prostituzione.

Daje Matteo Daje

Prossima fermata: Italia.

Wall Street 2

Si può trasformare un film magnifico come Wall Street (1987) in una mezza ciofeca come Wall Street 2 (2010)?

La risposta è assolutamente sì. Lo dico dopo averlo visto al cinema ed esserne rimasto desolatamente deluso.

Wall Street era stato un film pioniere sui mali del sistema economico americano, spinto, da sempre, verso il profitto esasperato. Il tutto veniva incarnato da Gordon Gekko vera e propria icona del brooker cinico e asservito solo ai soldi.

La storia doveva chiudersi qui, anche se due anni fa c'è stata la madre delle bolle economiche ed ancora oggi ci dobbiamo leccare le ferite degli effetti dei subprime & co.

Invece sembra che Hollywood non abbia più molte idee ed il buon Oliver Stone ha pensato bene ad un sequel. Diciamo subito che se lo poteva risparmiare vista la sceneggiatura penosa.

Gordon Gekko è invecchiato e solo ma riesce, con i soliti stratagemmi, ad usare il protagonista del film, tale Jacob "Jake" Moore, brooker rampante e fidanzato con la figlia di Gekko (Winnie).

Tra figlia e papà c'è l'odio totale, mentre con Jake si instaura un rapporto tra "pescatore e pescatore" vista la stessa estrazione lavorativa (il broker).

Il film tenta di spiegare il crollo dell'economia mondiale, citando indirettamente la Lehman Brothers e cercando di spiegare il sistema corrotto che ha portato alla distruzione del sistema economico americano. Dicevo tenta. Infatti il tutto è annacquato tra le varie storie personali dei protagonisti che cercano disperatamente di capirsi a vicenda.

Michael Douglas non è più lui, forse già durante le riprese soffriva dei primi sintomi del tumore alla gola che sta combattendo, ma questo Gordon Gekko ha solo il capello gellato di quello del 1987.

Ah, come odio i sequel.

Il paternalismo di X Factor

Sembra che quest'anno X Factor si sia trasformato da talent show a becero reality dove contano di più le discussioni sul televoto, se Anna Tantangelo sia degna di fare il giudice o se Stefano è un cantante di talento.

Il Talent Show dovrebbe, dico dovrebbe, prefissarsi di trovare, appunto, talenti da far uscire dalla massa di persone che per un motivo o per l'altro non hanno mai avuto l'opportunità di esibirsi. Vien da se che i giudici, dovrebbero concentrare tutte le loro energie, supportate dalla loro esperienza, per analizzare e scoprire quale cantante sia degno di un contratto discografico.

Ogni gara deve avere come certezze l'imparzialità e l'indiscussa capacità dei giudici. Purtroppo ad X Factor 4 non è proprio così.

Anna Tantangelo è la classica cantante di modesto successo che è riuscita ad emergere per due fattori: la bellezza e la love story (forse già quando era minorenne) con l'ex neo-melodico Gigi D'Alessio. Agli occhi di tutti è sembrata la classica "raccomandata" per lo più con l'aria da prima della classe. Da questo quadro emerge una persona che ha poca esperienza nel campo musicale e che quindi i suoi parametri di giudizio sono poco credibili.

Mara Maionchi è la storica della trasmissione ma rimane una produttrice musicale, che guarda più all'aspetto scenografico del cantante che alle sue reali capacità. A Mara piace il belloccio con intonazione a cui far cantare brani scritti dai migliori autori della scena italiana. Se non sei un "prodotto" vendibile a Mara non piaci.

Enrico Ruggeri parte più svantaggiato degli altri, in quanto è un ex-cantante. Dico ex non perchè non canti più (fa ancora tour teatrali, ed ha inciso l'ultimo album "La Ruota" nel 2010) ma perchè in questi ultimi anni ha pensato ad altro. Enrico ha esplorato il mondo della televisione, diventando conduttore della trasmissione Mistero. Più tv che canzoni e quindi agli occhi di un giovane cantante potrebbe non dare tutte le certezze che pocanzi dicevo.

Elio invece è il giudice per eccellenza, ma non so fino a che punto stia bene in un talent show molto ingessato e dalle logiche televisive poco coinciliante con l'anima artistica di Elio. Confesso che ero molto scettico sulla presenza di Elio come giudice e forse quando cantava "Servi della Gleba" non si sarebbe mai sognato di fare quello che adesso fa.

Da questo quadro, la giuria rispecchia moltissimo il proprio paese, ovvero quattro diverse personalità in contrasto tra loro. Non mi stupisce affatto che non si parli di canzoni, di capacità vocali, di talento ma ci si rifugi nella piccola polemicuccia da bar di cui gli italiani vanno pazzi.

Così Stefano (dalle poche capacità) diventa fonte di contrasto per le sue balbuzie, non per il fatto che, forse, è già andato troppo avanti nella competizione. Un personaggio come Stefano, in Inghilterra, sarebbe stato eliminato ben presto perchè lì sono brutalmente selettivi, interessa il talento non da dove si viene.

Qui da noi subentra il becero paternalismo delle emozioni, nel far credere ad una persona che ha molto talento, nell'illuderla che il mondo sia come X Factor. 

Tutti sappiamo che non è così. 

Terroni vs Polentoni

"C'è una parte dell'Italia che crede che i terroni sono meglio dei polentoni, e noi ce la faremo. Noi abbiamo dietro la Magna Grecia, loro gli Unni. Loro hanno le paludi nebbiose, noi il sole e i colori"
Così nasce Forza Sud (vi hanno fregato il nome già nel 2009), ennesimo non partito che prenderà per il culo qualche terrone ce l'ho durista.