venerdì 19 novembre 2010

Il Cip6 ed il Dottor Scotti

Questa è la storia di una delibera, il CIP6, che doveva favorire lo sviluppo della produzione di  energia elettrica attraverso fonti rinnovabili.

Purtroppo oltre alla parola "rinnovabili" venne introdotto il termine "assimilabili" per consentire anche ai costruttori dei cosidetti termovalorizzatori (o inceneritori per chi non li sopporta) di usufruire dei contributi statali previsti. Inutile dire che i maggiori benefici vanno ai grandi operatori energetici come Enel.

Il CIP6 sta anche drogando le bollette energetiche, recando un danno economico al cittadino (qui le istruzioni per non pagarla).

Come detto, la parola assimilabili ha consentito a moltissimi operatori, molto spesso non legati al mondo dell'energia, di richiedere i contributi statali attraverso la costruzione di inceneritori a biomasse.

Un esempio lampante è l'azienda Riso Scotti che attraverso la controllata Riso Scotti Energia ha costruito a Pavia un inceneritore nato per bruciare la lolla.  

Tutto questo avveniva nel 2002.

Dal 2002 al 2010 la Riso Scotti ha preso dallo stato oltre 60 milioni di euro di contribuiti. Progressivamente l'azienda pavese ha sostituito la lolla con sostanze tossiche come materie plastiche e modificato l'impianto (risultato fuori norma). Tutto questo ha portato alla chiusura dell'impianto ed all'arresto di sette dirigenti più dodici indagati.

Stupisce come i maggiori quotidiani nazionali abbiano dato pochissimo risalto alla vicenda: Corriere della Sera - La Repubblica.