lunedì 1 novembre 2010

Il paternalismo di X Factor

Sembra che quest'anno X Factor si sia trasformato da talent show a becero reality dove contano di più le discussioni sul televoto, se Anna Tantangelo sia degna di fare il giudice o se Stefano è un cantante di talento.

Il Talent Show dovrebbe, dico dovrebbe, prefissarsi di trovare, appunto, talenti da far uscire dalla massa di persone che per un motivo o per l'altro non hanno mai avuto l'opportunità di esibirsi. Vien da se che i giudici, dovrebbero concentrare tutte le loro energie, supportate dalla loro esperienza, per analizzare e scoprire quale cantante sia degno di un contratto discografico.

Ogni gara deve avere come certezze l'imparzialità e l'indiscussa capacità dei giudici. Purtroppo ad X Factor 4 non è proprio così.

Anna Tantangelo è la classica cantante di modesto successo che è riuscita ad emergere per due fattori: la bellezza e la love story (forse già quando era minorenne) con l'ex neo-melodico Gigi D'Alessio. Agli occhi di tutti è sembrata la classica "raccomandata" per lo più con l'aria da prima della classe. Da questo quadro emerge una persona che ha poca esperienza nel campo musicale e che quindi i suoi parametri di giudizio sono poco credibili.

Mara Maionchi è la storica della trasmissione ma rimane una produttrice musicale, che guarda più all'aspetto scenografico del cantante che alle sue reali capacità. A Mara piace il belloccio con intonazione a cui far cantare brani scritti dai migliori autori della scena italiana. Se non sei un "prodotto" vendibile a Mara non piaci.

Enrico Ruggeri parte più svantaggiato degli altri, in quanto è un ex-cantante. Dico ex non perchè non canti più (fa ancora tour teatrali, ed ha inciso l'ultimo album "La Ruota" nel 2010) ma perchè in questi ultimi anni ha pensato ad altro. Enrico ha esplorato il mondo della televisione, diventando conduttore della trasmissione Mistero. Più tv che canzoni e quindi agli occhi di un giovane cantante potrebbe non dare tutte le certezze che pocanzi dicevo.

Elio invece è il giudice per eccellenza, ma non so fino a che punto stia bene in un talent show molto ingessato e dalle logiche televisive poco coinciliante con l'anima artistica di Elio. Confesso che ero molto scettico sulla presenza di Elio come giudice e forse quando cantava "Servi della Gleba" non si sarebbe mai sognato di fare quello che adesso fa.

Da questo quadro, la giuria rispecchia moltissimo il proprio paese, ovvero quattro diverse personalità in contrasto tra loro. Non mi stupisce affatto che non si parli di canzoni, di capacità vocali, di talento ma ci si rifugi nella piccola polemicuccia da bar di cui gli italiani vanno pazzi.

Così Stefano (dalle poche capacità) diventa fonte di contrasto per le sue balbuzie, non per il fatto che, forse, è già andato troppo avanti nella competizione. Un personaggio come Stefano, in Inghilterra, sarebbe stato eliminato ben presto perchè lì sono brutalmente selettivi, interessa il talento non da dove si viene.

Qui da noi subentra il becero paternalismo delle emozioni, nel far credere ad una persona che ha molto talento, nell'illuderla che il mondo sia come X Factor. 

Tutti sappiamo che non è così.