venerdì 26 novembre 2010

Mario datti all'ippica

Ci sono personaggi come Mario Adinolfi a cui non sai dare un ruolo in questo marasma chiamato Italia.

Mario nasce come giornalista (Avvenire, Il Popolo, La Discussione, Europa) per poi passare alla radio e tv come conduttore e autore. In tutti i due casi non lascia traccia ma questo fa accrescere il lui la convinzione di essere uno che diventerà importante per questo paese.

Tutti quelli che si sentono importanti, prima o poi, vanno in politica e lui sceglie il PD. Prima fonda Generazione U, una sorta di laboratorio politico per  under 40 (ora capite la U, vero?). Anche qui le cose vanno maluccio tanto da spingerlo all'azione solitaria candidandosi alle primarie per la segreteria del PD del 2007. Flop pazzesco di 5.906 voti (roba tipo il 0,17%) tanto da fargli capire che per la politica non era tagliato. Anche Generazione U ben presto finisce di esistere (è mai esistita?).

Il poker è una grande passione per Mario e così diventa giocatore professionista ma in quasi 4 anni ottiene solo un piazzamento (sesto) nel 2009 al World Poker Tour. Di solito è famoso per riuscire ad essere eliminato dai tornei dopo pochi minuti. Roba da professionisti. Talmente è dentro al gioco che scrive addirittura un libro "Poker secondo Adinolfi" di cui si perdono ben presto le tracce.

Infine diventa editore di se stesso lanciando The Daily Week di cui in rete si fa già un gran bel parlare.