martedì 23 novembre 2010

Rimborsi elettorali, truffa alla luce del sole

Ci sono moltissimi modi con cui la politica vive alle spalle dei cittadini ma lo stratagemma più in voga sono i "rimborsi elettorali".

Giancarlo Pagliarini spiega molto bene l'evoluzione del finanziamento pubblico dei partiti. Fino al 1993 c'era una legge che consentiva a TUTTI i partiti politici di ottenere ingenti somme di denaro post-elezioni. Dal 1993, grazie al referendum promosso dai radicali, i cittadini decisero l'abrogazione della legge. La politica reagì prontamente emanando una nuova legge che parlava di "contributo per spese elettorali".

Questa nuova legge consente sempre a TUTTI i partiti di ricevere molti quattrini in dotazione dopo ogni tipo di elezioni. La grossa truffa sta nel fatto che questa nuova legge non rimborsa i partiti per le reali spese sostenute ma per il numero di voti conseguito moltiplicato per un "costo" (valore deciso, ovviamente, dai partiti stessi).

Tutto questo puzza moltissimo di un nuovo finanziamento ai partiti, vestito da rimborso elettorale come più volte sostenuto dalla Corte dei Conti  e che tale rimborso era sganciato dalla documentazione di spesa (ovvero nessun obbligo di motivare le spese sostenute).

In sostanza TUTTI i partiti prendono cifre molto superiori a quelle sostenute in campagna elettorale e lo fanno per tutta la durata della legislatura, anche se la legislatura stessa dovesse finire anticipatamente.

Quest'ultima legislatura (che finirà comunque nel 2013) sarà l'ultima che permetterà ai partiti di arricchirsi con i soldi dei cittadini visto che la politica stessa ha ridotto del 10% i contributi e tolto la postilla del rimborso in caso di scioglimento anticipato (l'avevano introdotta nel 2006).

La legge elettorale è da cambiare (molti partiti sono d'accordo) mentre nessuno parlo di modificare i rimborsi elettorali, chissà come mai.

Lo sconcio continua. 

UPDATE: Molto interessanti la verifica dei bilanci dei partiti del 2006