lunedì 20 dicembre 2010

Il 2011 anno nero per la stampa?

Il 2011 potrebbe essere l'annus horribilis per la stampa italiana vista la crisi di lettori in cui versa da decenni.

Sappiamo tutti che quasi tutti i quotidiani rimangono in piedi grazie ai contributi statali che la politica, ogni anno non fa mancare.

Il problema è che oltre alla crisi di lettori si è unita la crisi finanziaria che potrebbe far cadere parecchi testate e lasciare a casa molti giornalisti.

Il più indiziato a sparire, forse già a gennaio, è Il Riformista (editore famiglia Angelucci) da parecchio tempo in vendita ma che non riesce a trovare acquirenti pronti a salvarlo e rilanciarlo.

Anche Il Giornale sembra avviato ad un drastico ridimensionamento tanto che il suo (ex) direttore Vittorio Feltri entra nella proprietà di Libero (lasciato poco tempo fa). Il progetto di Feltri sembra chiaro: creare una sorta di Fatto Quotidiano di destra capace di non avere editori di riferimento e quindi seguire una propria linea editoriale. Il piano si è un pò arenato, tanto da costringere Feltri ad acquisire il 20% della proprietà dagli Angelucci ma non riuscire a contare quanto vorrebbe. Libero deve anche capire se potrà contare ancora dei contributi pubblici all'editoria dopo l'entrata di Feltri. Staremo a vedere.
Sullo sfondo dei movimenti Feltroniani, rimane quindi Il Giornale con debiti record e lo spettro di una perdita considerevole di copie vendute. Tempi duri all'orizzonte.

Anche il Secolo d'Italia rischia la chiusura sempre per il taglio dei contributi statali. Per Il Secolo d'Italia potrebbe essere mortale la chiusura di Alleanza Nazionale che gli garantiva sia la protezione politica (era il suo quotidiano di riferimento) sia i soldi necessari per andare avanti.

Infine anche al Corriere della Sera sembrano spirare venti gelidi dopo la presentazione del piano industriale che lascia intendere che presto potrebbero esserci tagli dolorosi.

Dopo questa prima analisi mi sembra superfluo dire che l'iPad non basterà a  salvare i quotidiani italiani.