mercoledì 23 marzo 2011

Classe votante italica

Si parla tanto di poteri e contro poteri tanto indispensabili in una democrazia seria che si rispetti. E così ci viene subito in mente lo scontro tra governo e magistratura che ormai a fasi alterne occupa la cronaca di questo paese.

Il problema, a mio avviso, è che questo scontro viene inasprito anche per la mancanza cronica di un altro contro potere: i cittadini votanti. Se ci pensate bene in ogni democrazia seria gli elettori sono molto "umorali" ovvero votano in base a criteri quali l'onestà, l'azione di governo ed in base al loro benessere sociale. In altre parole un politico europeo sa benissimo che fare troppe "cazzate" gli costerà la poltrona.

Ecco, in Italia è tutto il contrario. Qui gli elettori sono monolitici, ovvero rimangono fermi sulle proprie idee, scelgono il partito come brand e lo sostengono sempre e comunque anche se la realtà dice il contrario. E' la classica sindrome del tifoso. Poca fluttuazione di voti, significa poco rischio, per il politico, di perdere il posto di potere conquistato e quindi lo spingono ad azioni spericolate non rispettando elettori e cittadini per cui, dovrebbe, avere timore.

Lo sport nazionale è il lamento che, quasi sempre, non si tramuta in cambio di voto ma molto spesso in disaffezione per la politca (non voto) o ad una votazione a caso spinti dall'analisi superficiale che tanto un partito vale l'altro.

Quelli che ci governano sono quello che ci meritiamo, perchè sono il frutto del nostro pressapochismo, del nostro farci i cazzi nostri, nel non volerci impegnare in nulla ma chiedendo a qualcuno di provvedere per noi.