venerdì 15 aprile 2011

Resteremo umani

Per la rete era Vik, per gli altri era Vittorio Arrigoni.

Per chi ha letto le sue idee, i suoi reportage, ha condiviso foto ed emozioni era una persona buona e mite che credeva ciecamente alla battaglia di Gaza e dei suoi abitanti contro l'embargo perenne dal mondo. Ci credeva talmente tanto da viverci da ben 3 anni, senza chiedere nulla, cercando di dare un pò di sollievo e dire al mondo quanta sofferenza c'era in quel fazzoletto di terra.

Nel 2008 durante i bombardamenti israeliani su Gaza era diventato LA fonte informativa, ci aveva catapultato dentro Gaza grazie ai suoi post, alle sue foto da pugno nello stomaco, alla sua informazione senza filtri nè padroni. Forse dopo quell'esperienza era diventato un pò troppo scomodo tanto da meritarsi le minacce di morte dell'ultra destra americana filo israeliana, Stoptheism (oscurato grazie ad Annalisa Melandri ma oggi ancora attivo).

Vik era un uomo libero, che ha vissuto da uomo libero ed ha deciso di donare la sua vita per un popolo che in pochi amano. Ma lui no, era uno di loro. Sempre. Era talmente libero da criticare apertamente Roberto Saviano quando lo scrittore napoletano ha speso parole di elogio su Israele. Un affronto che non potevo sopportare.

Quando parlo di Vik mi viene in mente Zonker (Enzo G. Baldoni) anche lui morto da uomo libero che ci ha raccontato la guerra in Iraq sotto una luce diversa, tremendamente interessante e goliardica.

Enzo dopo la sua morte è stato deriso e infagato da merde umane, mentre per Vik c'è tanto sostegno sociale (quanto menefreghismo politico).

A me piace ricordarlo con questa lettera, da una persona che gli è stata vicina.

Resteremo Umani.