venerdì 29 luglio 2011

Giustizia sulla fiducia

Primo effetto della nomina del nuovo ministro della Giustizia Nitto Palma, è che verrà posta la fiducia sul processo lungo (decreto legge per consentire agli avvocati della difesa di allungare notevolmente i processi convocando migliaia di testimoni).

Due giorni fa, dopo la nomina disse "collaborare per dare ai cittadini una giustizia "rapida ed efficace".

Eccovi accontentati. 

Meritocrazia americana

La direttrice del marketing di Facebook è Randi Zuckerberg che avrà sicuramente grandi qualità ma quella migliore è essere la sorella del fondatore Mark. Ma quando si parla di Stati Uniti c'è sempre la parola meritocrazia contro il clientelismo italiano. Misteri.

Randi ci dimostra anche che ne sa molto di web straparlando di anonimato.

Auguri.

giovedì 28 luglio 2011

La Lombardia odia i parchi

Alessandro Colucci, assessore regionale ai "sistemi verdi e paesaggio" ha riproposto una nuova legge sulla gestione dei parchi lombardi che ne mette a rischio la loro stessa esistenza.

Fino ad oggi i parchi in Lombardia sono gestiti dai comuni confinanti che eleggono i comitati di gestione. Questa soluzione ha sempre fornito una certa autonomia nella gestione del verde pubblico e responsabilizzato le amministrazioni locali.

La nuova legge prevede dei piccoli cambiamenti ma dagli effetti devastanti:
- Introduzione di un commissario (nominato dalla Regione) per la gestione dei parchi. Con questa nuova figura si vuole scavalcare la gestione collettiva (comuni) dei parchi affidandola in pratica alla stessa Regione Lombardia.

- Deroghe di costruzione. Il secondo punto è direttamente conseguente al primo sopra esposto. Se la Regione ha la gestione dei parchi potrà approvare delle "deroghe costruttive" all'interno dei parchi. Insomma cemento che mangia il (poco) verde rimasto in Lombardia.
- Confini non sicuri. Ogni parco potrà cambiare i propri confini, sempre per volere della Regione. Senza certezza sui confini il parco cessa di esistere o di essere ridimensionato nel giro di pochi anni.

Cosa fare? Sicuramente chiedere all'opposizione di fare il suo dovere e sembra che Pippo Civati la stia facendo. Inoltre è nato un sito SoS Parchi Lombardi per tenersi aggiornati con la relativa pagina Facebook.

mercoledì 27 luglio 2011

Tirrenia ed il libero mercato

Anche la Tirrenia, vecchia compagnia statale ormai fallita, è stata privatizzata.

L'hanno comprata i suoi competitors, ovvero Marinvest (ex Grandi Navi Veloci), Moby  e Grimaldi Lines riunite sotto il nome di Cin. L'operazione è costata 380 milioni di euro, per assicurarsi 18 navi (per lo più da buttare) e 1.300 dipendenti.

Balza subito all'occhio come in questa gara d'appalto non ci siano state nè aziende straniere, nè nuovi soggetti industriali. Con questa acquisizione, il mercato del trasporto navale italiano diventa sempre più ristretto con pesanti conseguenze per i cittadini (aumento delle tariffe).

Se c'è poca concorrenza o s'instaura un'economia di cartello, che in questo settore è più di un sospetto l'unico risultato possibile è un'aumento considerevole dei biglietti anche perchè la politica ha dato l'ennesima dimostrazione di incompetenza visto che il governo, nella persona di Paolo Romani, ha fatto desistere il governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci, di proporre prezzi inferiore attraverso la Saremar (controllata dalla regione) alla cordata Cin.


Privatizzare per far dimunire la qualità del servizio offerto con un'aumento dei prezzi. 

Complimenti.

domenica 24 luglio 2011

Libretto arancione

Segnalo il libretto arancione di Pippo Civati (qui per lettura e download gratuito).

Petizione contro il caro libri

Ne avevo parlato pochi giorni fa sul caro libri, ora Oscar Giannino lancia una petizione al Presidente del Consiglio per fermare questa ennesima legge aumenta prezzi.

giovedì 21 luglio 2011

Mandorlini e la coerenza

Quando un allenatore intona il coro "Ti amo terrone" lo fa sicuramente per compiacere i propri tifosi ma dovrebbe anche difendere la propria azione, il giorno dopo quando in molti ti danno del razzista.

Invece, come al solito, c'è la retromarcia. Andrea Mandorlini (Hellas Verona) usa termini come "goliardia" per spiegare che dare del terrone non è poi così grave.

Nel calcio, lo stile e la sportività si sono persi da troppo tempo.

Anche i libri aumenteranno

Per difendere i (sacrosanti) diritti del mondo dell'editoria indipendente il governo ha varato il ddl sul prezzo dei libri che lascia molto perplessi.

In sintesi le novità:

- Vendita di libri con uno sconto massimo del 15%

- Le campagne promozionali possono durare solo un mese, lo sconto del 15% può essere superato ma non eccedere del quarto del prezzo fissato. Nel mese di dicembre non ci possono essere campagne promozionali

- Lo sconto può arrivare al 20% in occasioni di "particolare rilevanza" (es. salone del libro)

- Le nuove regole si applicano solo ai libri appena usciti

Da questo ddl vengono pesantemente penalizzati le librerie on-line che riescono ad applicare sconti molto vantaggiosi per i lettori, grazie all'abbattimento dei costi di gestione.

Il cittadino già con il potere d'acquisto sotto i tacchi dovrà subire un "naturale" innalzamento del prezzo medio dei libri o più semplicemente aspettare che essi vadano fuori catalogo.

Il Liga e le farfalle

ti apro io la valigia mentre tu resti li e piano piano ti faccio vedere c'erano solo quattro farfalle un po' più dure a morire [da il Peso della valigia]

mercoledì 20 luglio 2011

Internet, la rivoluzione italiana

Internet è uno strumento d'informazione, o forse è meglio dire Lo strumento per eccellenza. La rete da a tutti la possibilità di esprimersi, di dire la propria opinione, di confrontarsi con tutto il mondo, di seguire istante per istante l'evoluzione del genere umano.

Stiamo vivendo un periodo storico di grandi cambiamenti, dove moltissimi popoli stanno lottando contro il potere politico per avere un futuro di libertà ed essere in grado, con le loro scelte, di incidere sullo sviluppo economico e sociale. La politica al servizio del cittadino e non contro.

La fortissima crisi economica ha fatto il resto. Si sa che se il popolo ha fame, le rivoluzione sono più probabile, quasi necessarie. Cosa c'entra internet in tutto questo?

La rete sta accompagnando queste rivoluzioni: gli islandesi cacciano i governanti ed i banchieri che li hanno portati al fallimento, utilizzando internet per riscrivere la propria costituzione, i tunisini e gli egiziani mettono in fuga i propri tiranni utilizzando internet per far circolare informazioni che il regime censura. I siriani stanno continuando a lottare per la propria libertà ed anche in questo caso internet aiuta a tenere i contatti con il mondo, aiuta ad ampliare le idee delle proprie battaglie.

Popoli che riempiono strade e piazze, persone che sono disposte a sacrificare la propria vita in nome di un'idea, giovani che non vogliono passare la loro vita subendo angherie e povertà. 

In Italia questa onda rivoluzionaria ha attecchito, all'italiana. Non un buon segno.

Qui da noi Internet si è trasformato da uno strumento d'informazione ad uno strumento di indignazione fine a se stessa, di protesta virtuale.

Parliamoci chiaro, la maggioranza delle persone non sono disposte a morire per un'idea, non sono giovani, non hanno voglia di lottare per un futuro migliore. Da noi l'indignazione e la rabbia hanno preso il sopravvento sulla lotta e l'intelligenza.

Lo sfogo virtuale sta passando tra pagine di Facebook strampalate, vagonate di proteste di piazze che non portano a nulla e milioni di commenti bellicosi da "leoni da tastiera".

La rivoluzione italiana è questa, un'occasione persa di utilizzare la rete come strumento all'interno di una lotta condivisa, lunga e la consapevolezza che sarà dura.

A noi basta cliccare su "mi piace" contro gli sprechi della Casta. 

martedì 19 luglio 2011

Spider Truman, game over

Dietro al (non tanto) misterioso Spider Truman c'è Gianfranco Mascia portavoce del Popolo Viola e legato all'Italia dei Valori. Conferme arrivano da Il Fatto e Valigia Blu.

Renzi e i dipendenti comunali

"In un'intervista dico che sogno una politica del personale come a Google e mi dà noia la coda per strisciare l'uscita di (pochi) dipendenti che fanno la fila per scappare alle due. Chi fa così getta discredito su tutti gli altri! Come Fantozzi? Chiede il giornalista. Peggio, rispondo. La maggioranza degli impiegati pubblici lavora bene. Vorrei che quelli capaci ci aiutassero a isolare chi fa il furbo."
Così Matteo Renzi precisa, via Facebook, sulla questione dipendenti comunali Fantozziani.

Un Sindaco non dovrebbe dotare il comune che gestisce di strumenti informatici e non per controllare che tutto il personale lavori in modo corretto ed efficace?

lunedì 18 luglio 2011

Spider Truman, il burlone dell'estate

Spider Truman rischia di essere il caso dell'estate 2011, in mancanza di delitti misteriosi ci si accontenta del misterioso paladino anti-casta. In pochi giorni oltre 200mila persone hanno aderito alla pagina Facebook da lui creata.

L'anonimo paladino attecchisce subito, troppo grande l'indignazione dei cittadini verso i privilegi eterni dei politici. Poco importa che le rivelazioni di Spider siano abbastanza "bollite" tanto da essere state trattate da libri (La casta di Stella-Rizzo) o articoli di quotidiani. 

Insomma nulla che sappia di scoop, da un ex-dipendente di Montecitorio che per 15 anni ha lavorato per la casta adesso tanto odiata. Zero documenti, solo qualche pass e contratti Tim. Poca roba.

Il novello fustigatore dei costumi del palazzo non brilla di fantasia: sceglie come avatar Guy Fuchs (ormai simbolo utilizzato per qualsiasi protesta in rete) e si precipita ad aprire un blog, un account twitter quasi volesse "monetizzare" l'enorme popolarità acquisita.

Proprio sul blog appena aperto arriva subito il banner pubblicitario che grazie a Valigia Blu sappiamo che ha come l'id della campagna google_ad_client="pub-3620?082159807393".

Il personaggio Spider Truman sta mettendo a nudo l'estrema debolezza di parte dei cittadini italiani, facilmente manipolabili semplicemente utilizzando la loro indignazione. La Democrazia non è caccia alle streghe ma partecipazione consapevole della vita del proprio Paese.

Spider Truman presto passerà, ma i problemi ed i privilegi saranno sempre lì se non saremmo in grado di sceglierci i nostri rappresentanti per quello che sono e non per il simbolo che rappresentano.

Lacrime e sangue, ma il mare è un olio

giovedì 14 luglio 2011

Il coyright semi trasparente

Dopo essere diventati uno Stato semi-libero adesso abbiamo anche la burocrazia semi-trasparente.

Un esempio concreto: stavo navigando alla ricerca dei documenti che sono stati presentati durante la discussione della proposta di legge alla Camera sul testamento biologico (li trovate qui). Ora se aprire  questo documento vi imbatterete in questa intestazione


La nota "tecnica" dice che il documento è protetto dalla legge sul diritto d'autore e via internet è possibile solo visualizzarlo parzialmente. La versione completa è consultabile solo dalla rete intranet della Camera dei deputati.

Ma stiamo scherzando? Quel documento è stato scritto da parlamentari eletti democraticamente e quindi deve essere disponibile a qualunque cittadino ne faccia richiesta.

Il problema è soprattutto di Democrazia. Avere un parlamento che legifera ma non mette a disposizione, interamente, i propri documenti conferma, ancora una volta, il distaccamento tra chi legifera e chi deve (dovrebbe) rispettare la legge.

Se poi le leggi proposte (testamento biologico), ci riportano ai tempi del medioevo il quadro di insipienza politica è completo.

mercoledì 13 luglio 2011

Ipocriti

E continuano a chiamarla missione di pace.

Dal 2004 tutti gli italiani morti in Afghanistan:

Giovanni Bruno, 23 anni, caporal maggiore (3 ottobre 2004)
Bruno Vianini, 42 anni, capitano di fregata (3 febbraio 2005)
Michele Sanfilippo, 34 anni, caporal maggiore capo (11 ottobre 2005)
Manuel Fiorito, 27 anni, tenente (5 maggio 2006)
Luca Polsinelli, 29 anni, maresciallo (5 maggio 2006)
Carlo Liguori, 41 anni, tenente colonnello (2 luglio 2006).
Giuseppe Orlando, 28 anni, caporal maggiore (il 20 settembre 2006)
Giorgio Langella, 31 anni, caporal maggiore (26 settembre 2006)
Vincenzo Cardella, 24 anni, caporal maggiore (26 settembre 2006)
Lorenzo D’Auria, 33 anni, agente SISMI (4 ottobre 2007)
Daniele Paladini, 35 anni, maresciallo capo (24 novembre 2007)
Giovanni Pezzullo, 44 anni, maresciallo (13 febbraio 2008)
Alessandro Caroppo, 23 anni, caporal maggiore (21 settembre 2008)
Arnaldo Forcucci, 41 anni, maresciallo (15 gennaio 2009)
Alessandro Di Lisio, 25 anni, caporal maggiore (14 luglio 2009)
Matteo Mureddu, 26 anni, primo caporal maggiore (17 settembre 2009)
Davide Ricchiuto, 26 anni, primo caporal maggiore (17 settembre 2009)
Gian Domenico Pistonami, 26 anni, primo caporal maggiore (17 settembre 2009)
Roberto Valente, 37 anni, sergente maggiore (17 settembre 2009)
Antonio Fortunato, 35 anni, tenente (17 settembre 2009)
Massimiliano Randino, 32 anni, primo caporal maggiore (17 settembre 2009)
Anonimo, morto incidente stradale (15 ottobre 2009)
Massimiliano Ramadù, 33 anni, sergente (17 maggio 2010)
Luigi Pascazio, 25 anni, caporal maggiore (17 maggio 2010)
Francesco Saverio Positano, , caporal maggiore (23 giugno 2010)
Anonimo, morto suicida (25 luglio 2010)
Mauro Gigli, 41 anni, maresciallo (28 luglio 2010)
Pierdavide De Cillis, 33 anni, caporal maggiore (28 luglio 2010)
Alessandro Romani, 36 anni, incursore (17 settembre 2010)
Gianmarco Manca, 32 anni, caporal maggiore (9 ottobre 2010)
Marco Pedone, 23 anni, caporal maggiore (9 ottobre 2010)
Sebastiano Ville, 28 anni, caporal maggiore (9 ottobre 2010)
Francesco Vannozzi, 27 anni, caporal maggiore (9 ottobre 2010)
Matteo Miotto, 24 anni, caporal maggiore (31 dicembre 2010)
Pietro Antonio Colazzo, 47 anni, agente SISMI (26 febbraio 2010)
Luca Sanna, 33 anni, caporal maggiore (18 gennaio 2011)
Massimo Ranzani, 37 anni, tenente (28 febbraio 2011)
Cristiano Congiu, 50 anni, tenente colonnello (4 giugno 2011)
Gaetano Tuccillo, 29 anni, caporal maggiore (2 luglio 2011)
Roberto Marchini, 28 anni, caporal maggiore (12 luglio 2011)

Lui gli da del cretino ma l'altro lo amava

Giulio Tremonti da del cretino a Renato Brunetta.



Non tutti sanno che nel ottobre 2009 Brunetta ne tesseva le lodi planetarie.

Fassino ora è solo Sindaco

Con estremo ritardo Piero Fassino si è dimesso da deputato. Da oggi in avanti percepirà solo uno stipendio e verrà giudicato dai torinesi.

Accontentiamoci in un Paese dove i doppi incarichi sono la regola.

Considerazioni sulla crisi italiana

Quando succede un grosso casino economico è sempre bene leggere più campane, analizzare più commenti soprattutto di quei economisti (o sedicenti tali) che spiegano le cose in modo semplici, senza troppi tecnicismi inglesi e senza citare mille percentuali e prodotti di PIL.

Oscar Giannino dice la sua sulla crisi economica italiana che potrei sintetizzare così:

L'Italia è nella merda fino al collo per tre fattori interni e tre fattori esterni

Fattori Interni

- Indebolimento progressivo del governo dopo mesi di lotte intestine e laceranti battaglie che gli hanno tolto forza ed autorevolezza per proseguire nelle riforme per il risanamento economico del Paese.

- L'arresto di Marco Milanese, uomo molto vicino a Tremonti e quindi del Ministero del Tesoro. Tremonti ne esce indebolito.

- Premier sempre più solo a livello internazionale e pesantemente azzoppato dal Lodo Mondadori (560 milioni di euro da pagare a Cir)

Fattori Esterni

- L'asse Franco-Tedesco non vuole capire che bisogna salvare l'euro dal crollo e quindi ci vogliano strumenti straordinari non previsti dal trattato europeo.

- Il 2 Agosto scade l'enorme debito americano (14,3 miliardi) ed all'interno degli Stati Uniti non c'è la compattezza politica (presidente democratico, congresso repubblicano) per affrontare uniti questa emergenza.

- Il sistema bancario internazionale troppo focalizzato sulle banche tedesche che stanno spingendo al ribasso la capitalizzazione delle principali banche italiane (Unicredit, Intesa) perchè in cuor loro vorrebbero comprarle, fra un pò, a prezzo di saldo.

martedì 12 luglio 2011

Prove di fuga?

Forse è arrivato il D-Day, il giorno del giudizio, lo spartiacque che metterà a confronto chi ama (ancora) questo Paese contro chi non lo ama.

Parliamoci chiaro, il fazzoletto di terra dalla forma stravagante in cui abitiamo è un posto schifoso: economia stagnante, infrastrutture care e stricchiolanti, informazione paralizzata, diritti dei cittadini in via d'estinzione, lavoratori per lo più precari, giovani disoccupati, scuola pubblica ridotta ad un campus estivo, malavita oramai inglobata alla politica, forze dell'ordine sempre più contro e non per i cittadini, politica divenuta casta privilegiata solo tesa alla propria conservazione.

Di chi è la colpa di tutto ciò? Principalmente di noi stessi, intenso come popolo, come elettori. In questi 16 anni della così detta Seconda Repubblica abbiamo abboccato a tutto ciò che ci è stato proposto, senza battere ciglio, senza porci domande, senza combattere per tutte le sconcerie perpretate alla luce del sole.

La pigrizia, il curare il proprio orticello, il non partecipare alla cosa pubblica ha creato il mostro d'indifferenza ed incompetenza che sta divorando, dalle fondamenta, il nostro Paese.

Tutti ci siamo dentro, nessuno escluso. I nostri rappresentanti sono lì a ricordarcelo, ogni giorno, ad ogni abuso di potere, ad ogni presentazione di un autobiografia, ad ogni di un bene pubblico per un interesse privato. 

Ormai siamo all'agonia e solo oggi ci indigniamo veramente, riempiamo le piazze, facciamo sentire la nostra voce con ogni mezzo, in ogni forma e colore.

L'aria è tesa ed il nostro Presidente del Consiglio si è rinchiuso in un silenzio assordante: non ha parlato alla Festa delle Libertà a Mirabello, non era presente al raduno del Milan a Milanello.

Se il Paese affonderà sarà il primo a scappare, il primo a non prendersi le enormi responsabilità di questa situazione, lasciando servi e maggiordomi a prendere insulti, schiaffi e tutta l'ignominia che il popolo gli riserverà.

Tra sogni e realtà

A me sembra che questa classe dirigente (tutta) non abbia capito la gravità della situazione economica italiana, tra borsa che crolla, spread sui titoli di stato ai massi storici e rischio di default sempre più concreto.

Occuparsi delle cose private del premier (lodo mondadori - mediaset), della  riduzione di un anno della laurea in medicina, dello spostamento di fantomatici ministeri a Monza certificano la totale incompetenza e menefreghismo di chi dovrebbe rappresentarci.

Per non parlare dell'opposizione sempre troppo ambigua e molto assecondante sulle malefatte di questo governo.

Siamo in mano a tre vecchietti molto riconglioniti a cui nessuno ha dato una badante per finire altrove la propria vecchiaia.

lunedì 11 luglio 2011

Heather Parisi tra fuga e puntini

Uno dei gialli dell'estate sarebbe la fuga di Heather Parisi dall'Italia per i debiti accumulati dal suo compagno imprenditore Umberto Maria Anzolin.

Secondo il sito Fanpage Tv Heather smentisce la fuga direttamente dal suo blog.

I post che riguardano la presunta fuga sono due: No Comment, No Comment 2 dove la showgirl italo-americana si scaglia contro F.C. ed S.L. con accuse generiche e non smentisce affatto di non essere più in Italia

Citare persone solo con le iniziali denota poca coerenza e responsabilità delle proprie azioni. La Parisi dice di essere tranquilla e di sapere quali "male lingue" stanno tramando per gettare discredito sulla sua persona.

Ma la domanda rimane: Heather Parisi è scappata o no dal Belpaese, perchè inseguita dal fisco?

5 anni fa...siamo stati in cima al mondo

I giornalisti dicono no

La Gazzetta ora costa 1,20 euro ed il suo direttore, Andrea Monti, aveva cercato di spiegare le ragioni dell'editore (Rcs Mediagroup).

Oggi la Gazzetta è uscita con gli articoli non firmati, in quanto tutta la redazione non ha approvato questo aumento, visto il momento economico e senza nessun piano industriale che spieghi come sviluppare il quotidiano nel prossimo futuro.

Il tutto in un quadro generale fatto di tagli di posti di lavoro e prepensionamenti.

In Gazzetta abbiamo un direttore che difende l'editore per cui lavora e non la redazione che dovrebbe rappresentare.

Legge ad Librum

Invece di strepitare al complotto perchè deve pagare 560 milioni di euro a De Benedetti, basterebbe che introducesse la prima "Legge ad Librum".

Imporre per legge a circa 28 milioni di italiani (neanche la metà della popolazione) di comprare un libro Mondadori (a scelta) al modico prezzo di 20 euro.

Semplice, indolore e magari qualcuno lo sovvenziona comprando un libro di Saviano.

sabato 9 luglio 2011

La Vivident copia Elio!

Si fa un gran parlare dell'ultimo spot della Vivident



I creativi della Vivident hanno scopiazzato un'idea di Elio e le Storie nel video Tapparella (la scena si trova a fine video)

La Gazzetta ed i siti pirati

Da oggi la Gazzetta dello Sport costa 1,20 euro anzichè 1 euro e come prassi giornalistica consolidata il direttore Andrea Monti spiega nel consueto editoriale le ragioni di tale aumento.

Vien subito da dire che le motivazioni sono molto deboli. La Gazzetta costa di più perchè tutti i quotidiani costa o costeranno così, i costi di gestione di un giornale sono alti (carta, stampaggio, trasporto) e se si vuole un giornalismo di qualità, esso costa. Immancabile il riferimento con l'Europa dove noi, dal confronto, usciamo vincitori con il costo dei quaotidiani più basso (il problema è la qualità e libertà d'informazione ma questo ad un direttore interessa poco).

Monti difende il suo giornale rivendicando tutte le nuove rubriche che sono state aggiunte. Parliamoci chiaro, la Gazza è diventata un giornale molto "gossip style" (la carriera di Monti parla chiarissimo), in cui il frivolo ed il chiacchiericcio trovano sempre più spazio. Rubriche come l'oroscopo di Capitani o Altri Mondi non si capisce il perchè della loro esistenza in un giornale che deve (dovrebbe) parlare di sport (a 360 gradi, se possibile). Queste rubriche e la pubblicità sempre più invasiva, tolgono spazio a sport bellissimi ma che faticano ad accrescere il loro bacino di utenza.

Ma c'è un ultimo passaggio dell'editoriale di Monti che ritengo inaccettabile. Il direttore scrive:
"L'informazione e l'opinione di qualità costano. Il meno possibile ma costano. Se cercate qualcosa di indipendente, di esclusivo e di credibile sapete benissimo che non può valere meno di un cappuccino. E' un concetto banale ma nell'era di Internet in cui uno scoop o un'analisi approfondita - chissà perchè - debbono essere gratuite conviene ribadirlo. So di andare controcorrente, ma spero che dopo le notti bianche in difesa della libertà del web qualcuno si svegli e provi a difendere anche la proprietà intellettuale che quaotidianamente ci viene rapinata da tanti, troppi siti pirata".
In questo passaggio viene fuori tutta l'ignoranza su Internet. L'equazione che l'unica via per avere un'informazione di qualità è pagare la trovo aberrate, primo perchè non è vero, secondo perchè proprio l'informazione dovrebbe garantire a tutti i ceti sociali l'accesso all'informazione di base.

Sdoganare la notte della rete come "notte bianca" denota un menefreghismo totale per una battaglia che anche a lui dovrebbe stare molto a cuore. Dovrebbe.

Poi c'è la questione siti pirata. Sembra che Monti voglia prenotare un posto all'AGCOM che verrà. Lamentarsi che tanti siti "rubano" articoli della Gazzetta è patetico, visto che nella rete tutti possono condividere tutto. Queste sono le regole, anche per il foglio rosa più amato d'Italia.

Consiglio al direttore Monti, infine, di far rivedere le policy di GazzettaTv. Gli ricordo che è illegale prendere video di altri e brandizzarle con il proprio logo.

La proprietà intellettuale vale sempre, non solo quando fa comodo.

venerdì 8 luglio 2011

L'Unità torna alle elementari

L'editoriale di Claudio Sardo, nuovo direttore dell'Unità, è scritto con un italiano da terza media, mentre i commenti dei lettori sono da bambini delle elementari.

Un quotidiano sempre più verso la fine.

Il caso News of The World

Cosa può far chiudere il giornale di lingua inglese più venduto al mondo, il News Of The World, di proprietà di Rupert Murdoch? Senza dubbio un qualcosa di estremamente grave e delicato, come lo sono certamente le intrusioni nelle vite private dei cittadini inglesi da parte dei giornalisti della testata inglese.

Chiudere un giornale di 168 anni pieno di pubblicità, quindi ricavi, non deve essere stato facile ma la mossa era inevitabile per non perdere credibilità, requisito indispensabile per poter fare ancora affari.

In breve le tappe della vicenda:

novembre 2005 Alcuni dipendenti della famiglia reale si accorgono che molti messaggi della segreteria telefonica sono stati letti, anche se nessuno di loro li abbia mai ascoltati. Il tutto viene segnalato a Scotland Yard che risale a Clive Goodman (giornalista News of the World) e Glenn Mulcaire (investigatore privato). I due sono nei guai ma non scatta nessun provvedimento, in quanto la polizia vuole ulteriori prove.

aprile 2006 Goodam pubblica la notizia delle frequentazioni di strip club da parte del secondogenito Harry. Non conento, ricancara la dose pubblicando in un nuovo articolo un messaggio preso dalla segreteria telefonica della famiglia reale. A Goodman è servito per far capire quanto era alta l'irritazione dei reali per i comportamenti di Harry. E' la goccia che fa traboccare il vaso.

agosto 2006 Clive Goodman viene arrestato insieme a Glenn Mulcaire. I due passerranno alcuni mesi in carcere mentre lo scandalo si allarga. La polizia scoprirà che centinaia di personaggi famosi erano spiati dai due, ovviamente a loro insaputa. Ancora oggi non sappiamo quanti siano i vip inseriti nella lista Goodam - Mulcaire visto che la polizia non ha mai fornito una lista completa.

gennaio 2007 Goodman e Mulcaire vengono condannati ma assume un ruolo fondamentale l'investigatore Mulcaire. Nelle sentenza si scopre che Mulcaire collaborava con molti altri giornalisti del News of the World. Grazie alle sue competenze poteva consegnare e-mail, sms, registrazioni vocali di un qualsiasi personaggio inglese. A fine processo l'allora direttore Andy Coulson, si prende le responsabilità morali della vicenda anche se ufficialmente non indagato.

marzo 2007 Andy Coulson diventa il responsabile della comunicazione del Partito Conservatore, quindi del governo, visto che Cameron diventerà primo ministro. I due condannati covano vendetta.

febbraio 2010 L'inchiesta parlamentare della camera dei comuni, partita in contemporanea con quella della polizia si conclude. Questa inchiesta da un lato fa uscire di scena il duo Goodman - Mulcaire che prima accusano il News of The World di averli scaricati ma poi ritrattano grazie ad un accordo (milionario) con lo stesso giornale per non divulgare notizie sulla vicenda. Dall'altro lato mette sempre più in cattiva luce l'immagine dell'ex direttore Coulson accusato da molti giornalisti del News of The World di essere sempre stato a conoscenza dei metodi illegali di Goodman e di averli avvallati. Infine la camera dei comuni invita la polizia a presentare l'elenco completo delle vittime del News of the World.

maggio 2010 Il caso sembra chiuso, anche grazie alla nuova campagna molto restrittiva del giornale che non tollererà più nessun abuso. Dopo poche settimane il Guardian (nemico storico) pubblica la notizia che un noto personaggio tv ha scoperto di essere spiato e che lo spione era di nuovo un gionalista del News of The World.

gennaio 2011 Il cerchio attorno ad Andy Coulson è sempre più pressante. Tutti lo attaccano per il suo passato al comando del giornale ed ormai l'aria è diventata irrespirabile, soprattutto per il governo Cameron che fino a quel momento lo ha sempre difeso. Coulson getta la spugna e di dimette da campo della comunicazione dei conservatori.

marzo 2011 Le dimissioni hanno un effetto a catena dirompente. Scotland Yard apre un'altra inchiesta e questa volta gli arrestti fioccano: Ian Edmonson,  Neville Thurlbeck e James Weatherup tutti giornalisti del News of The World vengono arrestati con l'accusa di aver avuto accesso alle segreterie telefoniche di terzi. L'inizio della fine.

luglio 2011 Il Guardian è scatenato e pubblica dettagli a dir dopo scandalosi della nuova inchiesta giuridica. Nel 2006 l'investigatore Mulcaire aveva spiato la segreteria telefonica della tredicenne Milly Dowler, balzata agli onori della cronaca per essere sparita nel nulla. Mulcaire cancella i vecchi messaggi e ne introduce di nuovi tanto da far sperare alla polizia che la ragazza sia viva. Purtroppo venne ritrovata morta sei mesi dopo. Questo nuovo particolare scatena l'opinione pubblica totalmente contro il giornale. Murdoch è alle corde, tanto da veder rinviato l'acquisto dell'emittente BSkyB che gli avrebbe consentito di arrivare al 50% del mercato televisivo inglese. Il Governo Cameron rimanda tutto a Settembre. Del News of the World nessuno vuole avere più niente a che fare tanto che crollano sia la pubblicità che le azioni della News Corp.

Gli ultimi avvenimenti hanno portato agli arresti proprio di Coulson ed ancora di Goodman (già arrestato nel 2007) ed alla perquisizione del Daily Star in cui ha lavorato Goodman.

Tutto questo sembra il colpo di grazia alla credibilità di Murdoch in Inghilterra.

Domenica uscirà l'ultimo numero, un pezzo da collezionisti ma dall'odore acre della mala-informazione.

giovedì 7 luglio 2011

Giulio

A tutti noi è capitato di confrontarsi con quegli omini occhialuti, gracilini, un pò strafottenti con quell'aria da primi della classe senza averne nè le capacità nè la personalità per esserlo. Di solito, questi omini, si chiamano Giulio che, dopo il gran condottiero Cesare, hanno per ben poco di cui vantarsi.

Di solito il primo incontro avviene a scuola, superiori, tu studente che tira a campare cerchi di scopiazzare dal tuo Giulio, che siede lì, al primo banco e lecca sempre il culo ad ogni professore. Lui studia, tu no. Poco importa, cerchi di barattere il compito in classe con la sua difesa fisica dai bulli. Sì, gli studenti Giulio vengono sempre presi a mazzate e sai che non diranno nulla alla mamma. Scopri che Giulio è così, quando vedi i suoi genitori a fine quadrimestre, tutti precisini, occhialuti anche loro, noiosi nella loro assoluta insipienza. Gente simile nella vita non farà mai strada, pensi, quindi anche Giulio diventerà un impiegato del catasto che scoperà per la prima volta a 35 anni con la racchia zitella vicina di casa. 

Il problema è che dopo la maturità tu non sai che cosa fare della tua vita, figurati sapere che lavoro farai, mentre Giulio, dileguandosi, sa già con precisione le tappe della sua vita. Lui studierà all'università fregandosene delle lotte studentesche, della politica utopistica giovanile, concentrandosi su dottorati, tesi, bigini e ferrea applicazione.

Così gli anni passano e tra vittorie e sconfitte, si diventa pseudo-adulto, con un lavoro piovuto dal cielo (ringraziando il supremo per il regalo) che ha smontato, per sempre, il "voglio far da grande" bambinesco. Tutto finito. Macchè.

Ti accorgi ben presto, che uno dei pochi appigli alla tua infanzia è proprio quel Giulio, un pò invecchiato, che osservi in tv spiegarti ora la manovra finanziaria, ora lo scudo fiscale, ora le tasse. La vocina monotona, impacciata, stridula, ripete sempre le stesse cose: rigore, conti a posto, crisi economica. Pensi subito a tutti gli sfottò che quell'omino ha dovuto sopportare nella sua vita e capisci le tante seghe economiche che ci sta propinando in questi anni.

mercoledì 6 luglio 2011

Fusione fredda

Interessantissimo articolo di Green Style su cosa è la fusione fredda e la situazione tecnologica ad oggi.

La Scienza è tanto difficile quanto affascinante.

Abolizione delle Province

Se ne parla dal 2008 ma ovviamente tutto fermo, tutti d'accordo.

Porro economico

La manovra vista da destra fa un pò schifo ma non troppo. Nicolla Porro dice in sostanza che per fare una manovra finanziaria seria e rigorosa bisognerebbe tagliare i tre macro capitoli della spesa pubblica: sanità, pensioni e pubblico impiego. Tutto il resto sono paliativi.

A parte che Porro non cita quali tagli fare in nessun dei tre capitoli ma immagino che voglia un innalzamento dell'età pensionistica, tagli alle strutture ospedaliere e ridurre il personale del pubblico impiego. Certo bisogna avere le palle per farlo ed il prezzo da pagare sarebbe altissimo ma o così o nulla.

I costi della politica? Porro cavalca il pensiero che tagliarli sarebbe doveroso ma alla fine inutile visto che pesano solo 2 miliardi di euro (smentito prontamente da Giuseppe nei commenti) per le casse dello Stato. Vien da sè che questo concetto giustifica il non ridurli.

Numero di parlamentari, i loro stipendi, i loro privilegi, le loro auto blu, i loro aerei blu, le loro pensioni, le province etc etc sono un lusso che ci possiamo permettere, miliardo in più o in meno di debito poco importa.

Gli sprechi sono infiniti in questo Paese, come ad esempio il finanziamento pubblico dei quotidiani di cui giornalisti come Porro ne beneficiano a fine mese. Non una parola.

L'evasione fiscale, secondo Porro, ha subito un'accelerata da Tremonti (prima quando il suo editore strillava sul Stato con più tasse al mondo si giocava) tutti si sono lamentati quindi non si può continuare secondo il Porro pensiero.

La corruzione italiana non viene citata, le aziende che prendono aiuti di Stato per poi andare a produrre all'estero nemmeno, così come i liberi professionisti sempre vittime e mai ladri.

Infine, come doveroso, non una parola di condanna all'ennesima legge truffa pro Presidente del Consiglio, tanto per lui la crisi economica non è mai esistita e magari legge il pezzo e s'incazza.

La ricetta dello chef è quello di far pagare sempre e solo i lavoratori dipendenti per garantire a quelli che sfogliano il Giornale in barca di godersi i loro soldi più o meno legali.

martedì 5 luglio 2011

Anonymous smantellata? Macchè

Dopo che tutte le agenzie di stampa ci hanno comunicato che la "cellula italiana" del gruppo informatico Anonymous è stata smantellata ed il loro capo è stato catturato in Svizzera ecco la risposta dello stesso gruppo Anonymous:


In realtà questo gruppo agisce orizzontalmente e quindi la classica concezione della struttura piramidale non sta in piedi. Vallo a spiegare a chi scrive di rete senza sapere cos'è.

Un pò di twitt per seguire meglio tutta la vicenda:



Un nuova tv per Santoro?

Leggendo quello che dice Carlo Freccero, in fondo in fondo Michele Santoro sta cercando di sbarcare sul web, un pò da pioniere di una nuova era dell' informazione in Italia.

Michele vuole tornare ai tempi di Samarcanda, quando con pochi mezzi e tanta passione fece scoprire che cosa era la Mafia e come andava combattuta.

Il progetto non è facile ma lui se lo può permettere, perchè ha uno staff collaudato, un pubblico che lo segue e molte amicizie televisive per confezionare un prodotto all'altezza della sua fama.

La trattative con La7 non l'ha mai convinto del tutto, soprattutto per il conflitto d'interessi berlusconiano e se deve lasciare la Rai lo vuole fare per un progetto ambizioso.

La butto lì: che sia Current Tv?

Il popolo ha fame

Mentre in Parlamento si continuano a perdere buone occasioni per dare un segnale di lungimiranza; questa volta il PD si è astenuto sull'abolizione delle province proposto dall'IDV con motivazioni ridicole (abbiamo una nostra proposta), a Napoli viene presa a calci l'auto di Caldoro (presidente della ragione) da lavoratori senza stipendio da mesi.

Brutti segnali.

Ciao Portogallo, avanti il prossimo

Dopo la Grecia fallita da tempo ed in preda a pesanti scontri sociali, dopo l'Irlanda fallita per colpa dell'economia virtuale senza vere industrie, ora tocca al Portogallo ormai dato per fallito un pò da tutti.

Il prossimo serio candidato al fallimento è la Spagna, con un tasso di disoccupazione altissimo, pari al 21,3%. Dopo anni di economia drogata dall'edilizia pazza, gli spagnoli si sono risvegliati con poche prospettive per il futuro, tanto da scendere in piazza con le pentole incazzati neri.

Infine ci siamo noi con un debito pubblico tra i più alti del mondo ed un pazzoide che continua a varare manovre economiche deghe dell'Argentina.

In tutto questo il ministro dell'economia Giulio Tremonti sembra sempre più inadeguato.

lunedì 4 luglio 2011

Un politico da non votare più: Stefano Esposito

Stefano Esposito (PD) ha fatto una bellissima figura sull'argomento No Tav.

La Politica è distante anni luce dai cittadini.

Santor vs Mentana

Michele Santoro scrive una lettera al Fatto Quotidiano, dando del diversamente libero a Mentana il quale risponde con una lettera ma dal Corriere.

Domanda: tutto questa polemica a chi giova?

Un paese verso la guerra civile

Ricco ma non scemo

Il nostro pres. del cons. si è sempre vantato di essere ricco sfondato e di potersi permettere tutto. Talmente ricco che, pare, non usi nemmeno gli aerei di stato, anche se ci costano, a noi tutti, un salasso annuale.

In questo quadro di ricchezza smodata non dovrebbe essere un problema per lui pagare 750 milioni di euro al gruppo De Benedetti per l'affare Mondadori (acquisita illecitamente corrompendo un giudice).

Invece leggete tutta la trafila in questi due anni:

- La corte di appello di Milano sospende la sentenza

- Mediaset paga soli 8,3 milioni di euro (anzichè 173 milioni) all'agenzia delle entrate, grazie ad un decreto legge

- Nell'ultima legge finanziaria norma per bloccare definitivamente il pagamento a Cir

Ah, che bello il conflitto d'interessi.

Ah! la coerenza

Piero Fassino doveva dimettersi entro fine mese (Giugno) da deputato della Camera visto che è diventato sindaco di Torino. Lo aveva anche scritto al Fatto Quotidiano. Nero su bianco.

Bene siamo al 4 Luglio e queste dimissioni non si vedono, tuttavia lo stipendio (doppio) continua ad essere erogato.

Potete ricordarglielo sulla sua pagina Facebook.

domenica 3 luglio 2011

S'è gà incasà

Dopo la clamorosa batosta elettorale (Amministrative + Referendum) il piccolo dittatore non poteva rimanere con le mani in mano e dopo le solite dichiarazioni al miele post voto è passato al contrattacco, alla sua maniera. In primo luogo ha varato una manovra finanziaria "lacrime e sangue" ma ad orologeria, ovvero fra due anni quando, con molta probabilità, non ci sarà più lui nella stanza dei bottoni. Non si sa ancora se dai banchi dell'opposizione o da qualche atollo caraibico si godrà lo spettacolo di un paese lacerato dai conflitti interni e dall'economia da terzo mondo.

Non contento di ciò ha pensato bene di mettere a tacere anche la rete, "rea", di far circolare idee innovative e capace di non rincoglionire l'utente come mamma tv. Diciamo che sono parecchi anni che il nano sta cercando un bavaglio "legale" a l'unica voce di opposizione al pensiero unico, rimasta in questo paese.

La mano armata di questa censura la farà l'Agcom, come spiegato da Guido Scorza su l'Espresso.

Per farla breve, l'Agcom, dopo la votazione della delibera del 6 luglio avrà il potere di far rimuovere qualsiasi contenuto da siti/blog per violazione del copyright. Il tutto in soli 5 giorni senza nessun contraddittorio con il proprietario del sito/blog. Ovviamente sia su piattaforma italiane che straniere.

Censura di Stato, signori. Senza se e senza ma.

Se il tutto diventasse realtà, niente più video della Sora Cesira, niente più video/audio via streaming, insomma niente più libera circolazione delle idee e quindi delle informazioni. 

Cosa fare? No panic No panic.

Come detto da Daniele Sensi ci sono un pò di cose che si possono fare:

- Partecipare e far partecipare più persone possibili alla Notte della Rete che si terrà il prossimo 5 luglio
- Andare sulla pagine di Agora Digitale per tenersi informati su tutto quello che succede attorno a questa delibera
- Firmare la petizione contro il Bavaglio della Rete su Avaaz.org
- Parlarne con più persone possibili, anche a quelle che non gliene frega nulla, se una cosa è importante lo è sempre in ogni nostra attività quotidiana

E se tutto questo non bastasse, fate un bel respiro, incrociate le dita e tenete sempre pronta la valigia in caso le cose di mettessero davvero male.