mercoledì 20 luglio 2011

Internet, la rivoluzione italiana

Internet è uno strumento d'informazione, o forse è meglio dire Lo strumento per eccellenza. La rete da a tutti la possibilità di esprimersi, di dire la propria opinione, di confrontarsi con tutto il mondo, di seguire istante per istante l'evoluzione del genere umano.

Stiamo vivendo un periodo storico di grandi cambiamenti, dove moltissimi popoli stanno lottando contro il potere politico per avere un futuro di libertà ed essere in grado, con le loro scelte, di incidere sullo sviluppo economico e sociale. La politica al servizio del cittadino e non contro.

La fortissima crisi economica ha fatto il resto. Si sa che se il popolo ha fame, le rivoluzione sono più probabile, quasi necessarie. Cosa c'entra internet in tutto questo?

La rete sta accompagnando queste rivoluzioni: gli islandesi cacciano i governanti ed i banchieri che li hanno portati al fallimento, utilizzando internet per riscrivere la propria costituzione, i tunisini e gli egiziani mettono in fuga i propri tiranni utilizzando internet per far circolare informazioni che il regime censura. I siriani stanno continuando a lottare per la propria libertà ed anche in questo caso internet aiuta a tenere i contatti con il mondo, aiuta ad ampliare le idee delle proprie battaglie.

Popoli che riempiono strade e piazze, persone che sono disposte a sacrificare la propria vita in nome di un'idea, giovani che non vogliono passare la loro vita subendo angherie e povertà. 

In Italia questa onda rivoluzionaria ha attecchito, all'italiana. Non un buon segno.

Qui da noi Internet si è trasformato da uno strumento d'informazione ad uno strumento di indignazione fine a se stessa, di protesta virtuale.

Parliamoci chiaro, la maggioranza delle persone non sono disposte a morire per un'idea, non sono giovani, non hanno voglia di lottare per un futuro migliore. Da noi l'indignazione e la rabbia hanno preso il sopravvento sulla lotta e l'intelligenza.

Lo sfogo virtuale sta passando tra pagine di Facebook strampalate, vagonate di proteste di piazze che non portano a nulla e milioni di commenti bellicosi da "leoni da tastiera".

La rivoluzione italiana è questa, un'occasione persa di utilizzare la rete come strumento all'interno di una lotta condivisa, lunga e la consapevolezza che sarà dura.

A noi basta cliccare su "mi piace" contro gli sprechi della Casta.