venerdì 16 settembre 2011

Piazza Pulita


E' arrivata su La7 Piazza Pulita ennesimo talk-show politico condotto da Corrado Formigli. Il titolo strizza l'occhio all'onda anti-casta che oggi va tanto di moda e denota come gli autori di programmi tv italiani non abbiano più fantasia.

Visto che era una novità l'ho guardato, ben sapendo che il rischio di trovarmi un programma clone di quelli esistenti era molto alto. Le mie paure si sono rilevate ben fondate visto che Piazza Pulita non ha nulla di nuovo. Solito salottino per gli ospiti, il conduttore in secondo piano che cerca di non far sovrapporre le voci, pubblico che da segni di vita solo con gli applausi.

Formigli nelle vesti di conduttore non mi entusiasma, era perfetto nel fare inchieste scomode. Lui deve andare in giro a fare domande e non rinchiudersi in uno studio televisivo. Detto questo, la struttura del programma risente dell'influsso di Santoro (su la7? su Formigli?) soprattutto per il "racconto delle intercettazioni" che, sinceramente, ha stufato.

In sostanza una trasmissione che si colloca al di sotto di Ballarò, visto che non introduce nulla di nuovo al dibattito politico televisivo.

Ho trovato invece più interessante analizzare gli ospiti di Piazza Pulita. 

Matteo Renzi. E' la giovane speranza del PD, rimasto a corto di idee e di uomini. Si pone davanti alla telecamere di trequarti, sempre molto impostato. Troppo impostato. Proviene da ambienti ex democristiani e lo si nota nella sua esposizione. Ha una buona parola per tutti, soprattutto quando si affronta il tema spinoso della TAV. E' con i manifestanti ma anche con la polizia quando riceve le pietre dei manifestanti che comunque hanno il sacrosanto diritto di protestare. Lui la Tav la vuole ma come la vuole alla Chiamparino. Una Tav con tante tavole rotonde per coinvolgere tutto e tutti ma non si capisce chi avrà l'ultima parola. Ogni tanto la butta sulla rottamazione della vecchia classe politica, sfruttando la sua età.

Maurizio Belpietro. Oramai ospite fisso televisivo, recita il ruolo dello strenue difensore del governo e del suo capo. Visto che il governo è sempre più boccheggiante si trincera dietro la tattica del "tutti rubano, nessuno ruba". Per Belpietro anche il PD è marcio, quindi tutto dovrebbe rimanere così come. Merda è e merda rimane. Argomentazione poca incisiva, soprattutto verso un elettorato sempre più incazzato con tutta la classe politica vigente. Il continuo sorrisino a mò di paresi semi permanente lo rende ancora più indigesto alla vista. 

Roberto Castelli. L'ho trovato visibilmente bollito, non sembrava nemmeno che avesse capito che stesse in una nuova trasmissione tv di La7. Lui aveva un unico compito: difendere la Lega e, possibilmente, incensare il capo. Ridicolo quando ha paragonato l'ictus di Umberto Bossi ad un suo sacrificare la vita per il suo popolo. Se poi il popolo è quello italiano non si capisce come mai la menino tanto con la Padania. Imbarazzante il suo silenzio quando una signora No Tav gli ha urlato "padroni a casa nostra". Tenta di colpire il più giovane in studio, Renzi, con la storia della neve a Firenze. Sembra farcela ma cade sulla povertà, lui da quando è in politica è più povero. Castelli figurati noi. 

Peter Gomez. Il buon Peter è sempre lui, quando prende la parola è un turbinio di nomi, date, situazioni, circostanze. Sempre con la sua fida agendina aperta, con le intercettazioni ci sguazza e prova a tener testa sia a Belpietro che a Renzi. Al buon Renzi dà del racconta balle, tanto che il sindaco di Firenze incassa e capisce che non è aria. 

Nunzia Di Girolamo. Parte subito con un grosso handicap: è parlamentare PDL. Lo so, non dovrebbe centrare nulla ma tutte le sue argomentazioni partono da un presupposto, non potrà dire nulla contro il suo partito. Oltre a questo sfoggia un pessimo italiano, che impone un embargo culturale. Non ho capito cosa pensa delle intercettazioni, della Tav, della P3. Nulla. Fantastica quando ha detto che l'intero Sud, vorrebbe la Tav, ma il problema è un altro cara Di Girolamo, per farci cosa? 

Verdini & Dell'Utri. Pur non essendo stati ospiti in studio, ho potuto notare come due esponenti del PDL se la passano da nababbi mentre il Paese affonda nei debiti. Case da milioni di euro, giardini, vedute mozzafiato, autisti, polizia in borghese e non che li protegge per ogni giornalista rompicoglioni. Tutto spesato da noi contribuenti o da i loro amici ricchi e senza scrupoli. Verdini che si fa dare milioni di euro da Angelucci senza chiedere la provenienza. Nessun problema, è Angelucci che vuoi che sia. Poi si scopre che provengono dal Lussemburgo, non proprio uno stato trasparente sui soldi ma si fa spallucce e si continua come niente fosse. 

Flavio Carboni. Altro faccendiere (per essere buoni) già in auge nel crack del Banco Ambrosiano, ci spiega come un qualsiasi imprenditore deve fare affari con un politico. Per Carboni non c'è altra via. Ci racconta come Silvio Berlusconi abbia comprato Villa Certosa da lui, sfruttando una vicenda di usurai, per pagarla molto meno del suo valore ufficiale. Vizietto già sperimentato anche con la villa San Martino di Arcore. Personaggi del genere dovrebbe marcire in galera, invece da intervista in esclusiva a televisioni, tra marmi e librerie dell'ottocento. Si sa che qui da noi i furbi hanno sempre la vittoria in tasca.