mercoledì 21 settembre 2011

Il web senza più diritti


La deputata PDL, Elena Centemero il 26 luglio 2011 ha presentato l'ennesimo disegno di legge (qui il testo completo) "ammazza internet", sfruttando la solita scusa della regolamentazione del diritto d'autore anche nel web. Come prima cosa, risulta alquanto bizzarro che un deputato con un background umanista (basta leggere Wikipedia) si occupi di un argomento così tecnico e spinoso. Il sospetto è che sia l'ennesimo prestanome politico, imbeccato dalle solite lobby.

Ovviamente il disegno di legge non porta solo il nome della Centemero, ma anche quelle di Pescante, Formichella, Versace, Vignali, Bernardo, Castiello, Dell'Elce, Di Caterina, Fucci, Gottardo, Iannarilli, Nastri, Nicolucci, Pili, Porcu, Razzi, Scalera, Vella. Insomma una bella "combriccola" del PDL, in cui spiccano, tra gli altri, il responsabile Antonio Razzi (quello del ravvedimento sul governo in cambio dell'estinzione del mutuo), Santo Versace fratello del più famoso Gianni e Mario Pescante mammasantissima dello sport italiano.

Entrando nel merito, il ddl ha solo due articoli, quindi un testo molto semplice ma che avrebbe effetti devastanti sullo sviluppo del web in Italia e sui diritti digitali dei cittadini. 

L'Articolo 1 sancisce come un qualsiasi privato cittadino può segnalare al provider (ovvero il fornitore di servizi) che un suo cliente sta compiendo un atto illegale, ovvero sta scambiando (o mettendo a disposizione) file coperti da diritto d'autore. Ovviamente la segnalazione può essere veritiera oppure no, sta al provider controllarla e se risultasse veritiera ha due strade davanti a se: rimuovere i contenuti o togliere la connessione internet al proprio cliente.

Con questo Articolo 1 si vuole saltare in toto la magistratura, che ad oggi è l'unico organo preposto per tutte le questioni legali legate al copyright. I diritti dei cittadini sono lasciati in disparte, poco importa che dall'oggi al domani non si ha più la connessione internet per presunte azioni illegali che violano il diritto d'autore.

L'articolo 2, invece, vuole far diventare i provider dei veri sceriffi del web, scaricando costi ed oneri di un controllo capillare sui milioni e milioni di file giornalieri che transitano sui loro server. Infatti tutti i provider sono tenuti a monitorare ed identificare ogni utente in odore di reato e comunicarlo agli organi giudiziari competente. La mancata segnalazione verrà perseguita in sede civile (multe). In sostanza il lavoro sporco lo faranno i provider che collaboreranno con la magistratura solo dopo aver comunque staccato la connessione al sospetto. I legislatori, non contenti dei danni arrecati, hanno ideato anche i filtri preventivi sia per impedire la divulgazione del materiale illegale, sia per impedire anche la messa in commercio su piattaforme tecnologiche (eBay?) tramite parole chiavi indirette.

Se non avete capito i danni che questi due articoli faranno provo ad elencarveli in maniera sintetica:

1) Ogni cittadino non avrà più la certezza che la propria connessione non sia staccata senza preavviso e senza che ci sia una sentenza giuridica definitiva. Diritti digitali azzerati in un solo colpo.

2) Ogni cittadino diventerà un banalissimo delatore e si sentirà in diritto di chiedere provvedimenti su qualsiasi altro cittadino con cui, magari, ha delle pendenze di altra natura. La legge della giungla

3) I provider dovranno sospettare dei loro clienti istante per istante, arrivando al punto di staccare la connessione. Perchè dovrò pagare un provider che so che per legge non mi tutelerà?

4) I provider avranno un aumento dei costi di gestione insostenibili e data la crisi molti dovranno chiudere. In un solo colpo si perde competitività (la poca rimasta) e posti di lavoro.

5) Ogni piattaforma commerciale subirà dei tremendi contraccolpi economici visto che si colpiranno tutti i prodotti che si commerciano quotidianamente sul web. Ad esempio se io compro un paio di occhiali di Gucci e dopo due mesi li rivendo su eBay, con questa legge rischio l'oscuramento della mia connessione e la piattaforma dovrà provvedere a rimuovere tutti i riferimenti agli occhiali Gucci presenti nel sito.

6) Si citano filtri tecnologici per impedire la divulgazione di materiale così detto illegale ma non si spiegano caratteristiche tecniche, non si è contattato i tecnici del settore. Nulla.

In sostanza un'altra proposta di legge vergogna di politici che non ci hanno mai capito un cazzo di internet e che continuano a dimostrarlo, ogni giorno che passa.