mercoledì 7 settembre 2011

Italia, nuova Weimar

A grandi passi stiamo diventando la nuova Repubblica di Weimar (1919 - 1933), dopo che l'ennesima modifica alla manovra finanziaria ha portato all'aumento dell'Iva al 21%.

La Repubblica di Weimar fu il tentativo, post prima guerra mondiale, di instaurare una democrazia e rilanciare la Germania uscita con le ossa rotte dalla guerra.

Fu un fallimento. I punti deboli di Weimar furono i seguenti:

- iperinflazione che portò ad un innalzamento dei costi di ogni bene, mettendo la parola fine alla ripresa economica. In quel periodo il costo della vita aumentò di 16 volte, spingendo ogni lavoratore a spendere subito tutto lo stipendio in beni primari generando una spirale perversa i cui il potere d'acquisto continuava a diminuire, la merce a disposizione aumentava così come il suo costo.

- estrema disgregazione della rappresentanza politica (grazie al sistema proporzionale senza nessun sbarramento) che portò ad avere un parlamento senza una vera guida, in cui la litigiosità era la regola, portando la popolazione a non avere più rispetto e fiducia in quelle istituzioni democratiche che dovevano risollevare il Paese. Asocciata alla grande depressione degli anni '30, ben presto la Repubblica venne attaccata da più parti, soprattutto dai partiti estremistici nazionali

- massiccia disoccupazione che portò a continue manifestazioni, sia da parte del Partito Nazionalsocialista di Hitler, sia da parte dei cittadini che chiedevano lavoro e diritti. Le manifestazioni divennero sempre più violente tali da spingere la popolazione sull'orolo della guerra civile. Oltre ai lavoratori anche gli imprenditori appoggiarono il Partito Nazionalsocialista.

Sappiamo tutti che Weimar fu il trampolino perfetto per il Nazismo di Hitler, ma è indubbio che l'Italia di oggi presenti tutte le caratteristiche di Weimar. 

Il finale italiano è tutto da scrivere.