lunedì 19 settembre 2011

No raccomandazioni, si sperpero

 
Antonio Di Pietro, fondatore dell'Italia dei Valori, ha un figlio di nome Cristiano che l'ha sempre seguito nella sua avventura politica. Fin da subito, Cristiano è stato un membro attivo dell'IDV tanto da essere diventato consigliere comunale e poi provinciale senza destare nessun scalpore.

Oggi, Cristiano, viene candidato a consigliere regionale nel Molise. Se prima tutto era filato liscio, perchè qualcuno dovrebbe incazzarsi? Il problema che c'è la crisi di mezzo, le tasse che aumentano ed i politici stanno sempre più sulle palle. Se un leader ha il proprio figlio in politica fa schifo a prescindere dal merito. Come dargli torto, quando abbiamo Renzo "Trota" Bossi che scorrazza alla regione Lombardia?

Molti si sono incazzati, soprattutto il circolo IDV di Termoli che ha lascia il partito, in segno di protesta. Antonio Di Pietro prova a rispondere che è tutto in regola, nessuna raccomandazione. Sarà, ma la politica è anche buongusto ed opportunità e candidare un proprio figlio, in questa fase storica, è un pò come spararsi nei coglioni. Di Pietro ha già premuto il grilletto.

Ma proviamo, per un momento, a valutare Cristiano Di Pietro per quello che fa, ovvero dal punto di vista politico. In Molise gli sperperi sono tantissimi, oserei dire inversamente proporzionali alle sue dimensioni. Talmente alti che la regione paga di più dello stato di New York. In questo quadro, Cristiano, da consigliere provinciale, si è fatto, diciamo, prendere la mano con i rimborsi spese per la sua Bmw 530. Tutto questo gli ha garantito, fino al 31 dicembre 2008, 5.200 euro netti al mese (non male per un poliziotto in aspettativa). Niente di illegale, ma tutta questa vicenda fa diventare poco credibile la battaglia del padre per l'eliminazione delle Province.

Siamo sicuri che i figli dei politici, in politica, siano un bene per il Paese?