giovedì 20 ottobre 2011

Anche la pioggia è un Black Bloc


Roma la città eterna, la capitale d'Italia, la città più popolosa è paralizzata dalla pioggia caduta in questi giorni. La pioggia faceva paura nel medioevo, siamo a fine 2011, penso, e c'è qualche che non torna. Beh, sicuramente più di un qualcosa.

Se piove e la vivibilità di una delle più belle città del mondo crolla ai livelli di Giakarta e per muoversi occorrono barca e remi, un pò di persone dovrebbero dimettersi a partire dal sindaco Alemanno. Le dimissioni attestano il fallimento di una gestione, dichiarano che chi dovrebbe, appunto, governare una città non ha fatto il suo dovere.

Strade allagate, tombini sporchi, metrò fermi, bitume che sembra fatto di coriandoli, caos, produttività a picco, portare il proprio figlio a scuola è un'impresa.

Forse la pioggia è diventata, anch'essa, un Black Bloc, un mostro a cui dare la colpa e da cui bisogna proteggersi. La pioggia è stronza, si sa, non ha avuto nessuna pietà nemmeno per Roma. A pensarci bene la pioggi è vestita di nero, è carica di odio e sprigiona una violenza bieca e indistinta.

La risposta del sindaco all'emergenza è stato chiedere lo stato di calamità, triste rituale politichese per non fare nulla, per non prendere subito le decisioni più semplici e logiche: fare lavori di manutenzione della rete idrica, ripensare allo sviluppo urbanistico della città, coinvolgere i cittadini impattati dalla negligenza della politica.

Ovviamente tutto passerà, fino alla prossima emergenza.