martedì 25 ottobre 2011

Governo di pensionati


Una settimana fa ci aveva ammorbato l'anima, puntando sulla solita fiducia, sul solito ottimismo finto come un giardino di Milano 2. Persino i Radicali si erano inventati il colpo di classe in parlamento, pur di tenerlo in vita.

Le opposizoni hanno fallito il "golpe burocratico", aveva sentenziato. Tutto scontato, nella classica commedia politica all'italiana.

Dopo i proclami, ci sono i fatti e quelli sono sempre più paludosi. In sostanza l'Europa, stanca di aspettare, sta dettando le cose da fare a Berlusconi ed i suoi sodali ed adesso c'è da sciogliere il nodo delle pensioni. Qualsiasi cittadino con spirito critico sa benissimo che è inevitabile un'innalzamento dell'età pensionabile. Lo dice la nostra aspettativa di vita, lo dice, soprattutto, la nostra economia.

Il problema che tutto questo ragionamento non lo fa, Umberto Bossi che, tra uno sbadiglio e una spaccatura interna al partito, non vuole sentire parlare di ritocchi al sistema pensionistico italiano. Le motivazioni non sono economiche, ovviamente, ma puramente elettorali: se si toccano le pensioni perdiamo voti.
Forse doveva finire proprio così questo governo, lo scontro tra due vecchi bacucchi che litigano sulle pensioni. Urla, strepiti e dentiere che cascano, in un non-dialogo che porterà alla solita finta mediazione ed a dire che il governo va a gonfie vele.

E se ci andassero loro in pensione?