lunedì 17 ottobre 2011

La Piazza che esclude

 
Non ho mai pensato che la "Piazza" nel senso del ritrovarsi tutti in uno spazio aperto per protestare contro il potente di turno, sia la mossa strategica migliore per far valere le proprie ragioni.
In una "Piazza", incontri tutto ed il contrario di tutto. Associazioni no profit, partiti politici, violenti, studenti, disoccupati, precari, curiosi e persino perditempo. Tutti ammassati per gridare slogan che da domani tutto cambierà, da domani tutto sarà più bello. La speranza, il domani che non arriva mai.

La voce di ogni singolo individuo è impossibilitata a parlare e tutto viene demandato agli striscioni, alle bandiere, alla musica e perfino alla violenza. Sì la violenza che alberga in ogniuno di noi. La massa fa violenza, la massa esplode quante più persone la animo e si agitano all'interno di essa.

Succede sempre così: un gruppo di persone inizia a spaccare tutto, altre tentano di fermarli, la polizia cerca di limitare i danni ma ben presto tutto va a fuoco, tutto diventa caos. 

Il caos di Roma 2012 è come il caos di Genova 2001. Forse, più in generale, è il nostro Paese che è un gran casino, dove tutti protestano perchè il loro futuro è buio e tempestosto salvo poi votare sempre per le stesse persone.

Se le cose andranno male, ci sarà sempre una "Piazza" ad accogliere la loro protesta.