venerdì 28 ottobre 2011

L'ambiente, l'Italia



La recente alluvione della Liguria (in Liguria, ogni anno è così) ha portato, ancora una volta, alla luce come non esistano piano regolatori seri delle città italiane.

Costruire, costruire, non importa come, non importa se si può o se serve veramente. Ogni comune dovrebbe approvare il piano regolatore e valutare, con esso, se si può concedere l'autorizzazione a costruire. Un qualsiasi edificio nuovo può comportare danni gravissimi come: incremento del traffico cittadino, distruzione di verde pubblico, dissesto del terreno che diventa, quindi, meno drenante per le piogge.

La realtà la sappiamo benissimo qual'è: si intorta l'assessore di turno e si costruisce.

L'ambiente non è al centro di nessun partito in Italia (rara eccezione, il Movimento a 5 stelle di Grillo). Da noi l'emergenza è business, è ricostruzione, è sovvenzioni pubbliche che arriveranno, è gare di appalti.

In Europa, invece, il movimento ecologista sta sempre più acquisendo potere: in Germania ha enorme potere tanto da essere l'ago della bilancia nella formazione di governi, in Francia è appena dietro ai socialisti con ben il 16,2% dei voti.

Qui da noi, ovviamente, nulla di tutto ciò. Esistono ancora i Verdi che dopo la diaspora interna (molti se ne sono andati a Sinistra Ecologista e Libertà di Vendola) tentano di rialzare la testa con una bellissima iniziativa.

Tutti noi, il 29 e 30 ottobre, potremmo scegliere il nuovo simbolo tra i 4 disponibili. Si potrà votare nei seggi di tutta Italia o direttamente online (quest'ultima opzione è consigliata).

Perchè votare? Perchè è un'iniziativa di democrazia diretta, un partito che decide di aprirsi ai suoi potenziali elettori, scegliendo la sua "faccia politica", insieme. 

Poco importa se poi non voterete il movimento Ecologisti e Civici ma bisogna dargli forza per ottenere nel prossimo futuro, un ambiente più vivibile e verde.