lunedì 31 ottobre 2011

Le alluvioni, la solidarietà, le tasse


Uno dei tanti luoghi comuni sugli italiani è che essi sono tanto generosi quando in una qualche parte del Paese succedono calamità naturali come terremoti o alluvioni.

Sia che piova o che tremi la terra centinaia di volontari partono indefessi per dare i primi soccorsi. Parlallelamente, la "solidarietà da colletti bianchi" si manifesta con la raccolta di fondi via sms. Donare 2 euro e non ci si pensa più di Monterosso ed il suo fango di guai.

Ecco, la raccolta di fondi che all'apparenza sembra tanto buona e giusta a me, personalmente, fa incazzare tantissimo. Perchè devo dare ancora soldi per aiutare miei concittadini quando dovrebbero farlo nell'ordine: Stato, Regione, Provincia ed infine Comune.

Io pago le tasse fino all'ultimo centesimo e vorrei che esse siano usate, anche per le emergenze. Ecco, pagare le tasse serve anche a questo, mentre evaderle impone che altri cittadini provvedano, attraverso la raccolta fondi, alle manchevolezze dei furbi.

Qui non si tratta di solidarietà, si tratta di non prendere per il culo i contribuenti, si tratta di far funzionare la macchina pubblica, si tratta di assumersi le responsabilità di un (ennesimo) disastro annunciato, si tratta di dimettersi, si tratta di mandare in galera amministratori pubblici che hanno sulla coscienza 9 morti + 4 dispersi.
Invece ragioniamo sempre al contrario, abbiamo il buonismo che non ci fa affrontare alla radice i problemi. Monterosso verrà messa a posto, nessuno pagherà per questo disastro, la raccolta fondi salverà qualche edificio e si continuerà ad evadere le tasse.