martedì 22 novembre 2011

Una settimana dopo


Con un piede già nella fossa, siamo riusciti, più per necessità che per senso civico, a cambiare il governo affidandoci a Mario Monti ed ad un gruppo di "tecnici" presi dalla società civile e senza appartenenza politica dichiarata.

La facciata è senza dubbio migliore, con persone stimate, che sanno parlare inglese e che quando vanno all'estero non si mettono a fare le cazzate tipiche di un liceale in viaggio premio con la scuola.

Il problema è che dietro questa facciata abbiamo sempre l'immondezzaio parlamentare che tutto compatto sta cercando di salvarsi il culo, sperando che nel 2013 l'Italia sia messa meglio di oggi e che gli italiani si siano dimenticati le enormi responsabilità che questa classe politica porta sulla coscienza. Il piano sembra infantile ma conoscendo il popolo italiano potrebbe andare felicemente in porto.

Ad una settimana di governo Monti poco si è mosso se non lo Spread che continua a farlo verso l'alto. Si leggono tante proposte di tagli, nuove tasse, iniziative per la crescita, riforme, pensioni ma fino adesso poche cose concrete.

Anche in questa fase di estrema incertezza la parte politica (in senso dei partiti) del governo continua a tenere banco ed a ricordarci che abbiamo eletto, ahimè, una manica di farabutti prezzolati.

Il 3 ottobre 2011 il deputato Aldo Di Biagio, passato dal PDL a Futuro e Libertà, aveva fatto luce su uno dei metodi in voga in Parlamento per "comprare" i parlamentari incerti:




Di Biagio dichiarò esplicitamente che Finmeccanica (azienda controllato dallo Stato) aveva dei fondi neri per poter "convincere" i Parlamentari. La cifra proposta a Di Biagio fu di 1,5 milioni di euro, provenienti da Finmeccanica.

Dopo queste dichiarazioni calò il silenzio, ma forse Di Biagio aveva ragione visto Finmeccanica è sotto la lente d'ingrandimento della magistratura. Forse Finmeccanica era proprio il "marchettatoio" che serviva a molti politici per intascare tangenti.

Questo governo quanto margine di manovra ha se è sostenuto da codesta classe politica?

martedì 15 novembre 2011

Piccoli partiti crescono


Prima o poi torneremo a votare e quasi tutti i protagonisti dello scempio politico di questi tempi si ripresenteranno, con simboli e slogan diversi ma sempre con le loro facce e la loro inettitudine.

L'attuale legge elettorale ci obbliga a scegliere a scatola chiusa, fidandoci delle segreterie di partito in cui chi paga di più ottiene il posto assicurato in Parlamento. Vedere indagati, condannati e volta gabbana nel luogo dove si decide il nostro futuro mette profonda tristezza.
Per iniziare a cambiare le cose, bisogna capire che un elettorato serio deve bocciare l'intera classe politica, utilizzando il proprio voto in modo consapevole. Volgere il proprio sguardo verso nuovi piccole formazioni politiche può contribuire a portare gente nuova in Parlamento, con qualche speranza in più di cambiamento.

In questo periodo la voce "altri" dei sondaggi politici è ricca di iniziative e creazione di nuove realtà. Oltre alle consolidate Sinistra Ecologista e Libertà e Movimento a 5 stelle, accreditate di almeno il 5% segnalo sia gli Ecologisti e Reti Civiche che il prossimo 26 e 27 novembre si costituiranno ufficialmente ed il Partito Pirata che dopo 5 anni da associazione culturale vuole fare il grande salto.

Insomma, per avviare il cambiamento basterebbe non votare più i soliti 4 o 5 partiti che ci hanno portato ad un passo dal baratro.

giovedì 10 novembre 2011

Siamo già falliti


Sono giorni intensi per la vita politico-economica del nostro Paese. Si è dovuto vedere le porte dell'inferno, sotto forma di default, per trovare un vago senso di bene comune. Nulla di nuovo sotto il sole, per un popolo che vive in emergenza e nell'emergenza trova conforto ed ispirazione per la propria sopravvivenza.

Gli esempi sono innumerevoli: gli anni di piombo, tangentopoli, la corsa disperata verso l'Europa sono stati tutti periodi di lacrime e sangue con un unico risultato: chi era considerato il cattivo ha preso sempre il potere negli anni avvenire. Oggi leggiamo e sentiamo ex di lotta continua, ex socialisti post tangentopoli, ex fustigatori dell'Unione Europea.

In Italia va così, i più imbecilli raccolgono le forze nell'emergenza ed occupano le poltrone vuote del post-emergenza quando un senso di vuoto e smarrimento ci assale inesorabile.

Oggi siamo ancora in piena emergenza ed il futuro è nero, anzi nerissimo. Forse e dico forse, ci affideremo a Mario Monti che ci dovrà dire di che morte dobbiamo morire dopo anni di favolette nord-coreane per dirci che la nostra Nazione non temeva nemmeno una crisi mondiale.

La cozzaglia politica che si riunirà intorno a Monti è aberrante: c'è un pò di tutto, ma io mi domando e dico se un Parlamento dedico al mercimonio dei voti potrà mai riuscire ad approvare leggi rigorose che ci avviino ad una fase nuova e moralmente diverse. Ne Dubito fortemente.

Il dubbio, per non dire rassegnazione, è dovuto al fatto che il grande male politico del nostro Paese non è stato sconfitto, ma al momento messo da parte. La sua sconfitta, avverrà con la sua morte perchè sappiamo tutti che anche quando voteremo di nuovo lui siederà ancora in Parlamento, opposizione o governo che sia.

Ma se Mister B. non ha fatto mai un giorno di galera, se continua a godere di qualche credibilità, se alle prossime elezioni avrà comunque oltre il 10% dei voti, se continuerà a sguazzare nel conflitto d'interessi, vorrà dire siamo tutti già falliti. Dentro.

Come perdere tutto in due sole mosse


Che Antonio Di Pietro fosse sempre stato un uomo di destra prestato alla sinistra perchè la politica italiana è tutta strana, lo sapevano anche i muri.

La sua dialettica "contadina" condita dal più puro ostracismo verso Berlusconi ed i suoi sodali lo aveva fatto diventare, L'opposizione per eccellenza. Lui sì che non faceva sconti a nessuno, lui sì che le cantava a tutti.

Il problema che il Di Pietro incazzoso non è mai arrivato lontanamente a sfiorare il 10% dei voti nazionali e così si è passato al Di Pietro responsabile di governo.

Questa nuova versione mal si addice perchè Tonino, l'arte della diplomazia non ce l'ha mai avuta. Lui deve attaccare non fare melina a centrocampo.
La nuova veste è durata pochissimo: in soli due giorni ha perso tutta la credibilità accumulata negli ultimi due anni.

Prima dice no al governo di emergenza di Mario Monti, poi diventa omofogo in televisione. Insomma ha fatto incazzare un pò tutti con il forte rischio di essere abbandonato anche dal resto dell'opposizione (PD ed UDC) per le prossime (imminenti) elezioni politiche.

martedì 8 novembre 2011

Il "mistero" del blog della Carlucci


Gabriella Carlucci passa all'UDC, notte tempo e chiude il suo sito personale.

Con un colpo di mano ha voluto azzerrare il suo passato da prima "pasionaria" di Forza Italia del '94. Ormai il capo non fa più effetto e quindi meglio passare ai futuri governanti.

Sicuramente il sito è stato oscurato da qualche "tecnico" un pò sprovveduto, visto che tutte le pagine interne del sito sono ancora perfettamente visibili (ad esempio questa e questa).

Visto che di "chicche politiche" la Carlucci ne ha regalate a bizzeffe, la voglio ricordare così, con questa pagina in cui sono racchiuse tutte le sue proposte di legge in salsa Forza Italia/PDL.

Grazie Gabriella e visto che sei in vena di "repulisti reputazionale", ti ricordo di aggiornare anche il tuo sito della Camera dei Deputati. E' un pò datato.

domenica 6 novembre 2011

Io Kiwi tu Wiki


In attesa di capire cosa voleva dire Matteo Renzi quando parlava di Wiki-PD, mi sono permesso di creare un Kiwi-PD, una piattaforma Wiki per permettere a tutti quelli che lo vorranno, di discutere tutte le 100 proposte uscite dal Big Bang 2011.

Sì, ho lavorato a gratis per Renzi e gli ho creato in soli 2 giorni quello che lui avrebbe già dovuto fare. Sappiamo tutti che i politici amano più gli slogan delle azioni concrete e credo che questo Wiki-PD non verrà mai realizzato.

Ovviamente l'ho creato in fretta e furia quindi mancano moltissime cose, come ad esempio un logo e migliorare le voci esistenti.

Spero che a qualcuno l'idea piaccia e si possa discutere di Politica senza nessun pregiudizio.

mercoledì 2 novembre 2011

Fabio Cavalera e gli strani numeri delle auto blu


Sul blog Big Ben, di Fabio Cavalera, è comparso un'interessante post sullo spreco che lo Stato perpetrata utilizzando le auto blu. 

Il problema è che questo post è pieno zeppo di errore molto grossolani.

Per prima cosa Cavalera parla del monitoraggio delle auto blu, voluto dal ministro Brunetta, ad opera del Formez. Qui l'uso dei link non è proprio informativo; infatti viene linkata l'homepage del sito ufficiale del Formez e non dello studio commissionato da Brunetta. Lo studio lo si può leggere a questo indirizzo (c'è anche sul sito del Ministero della Pubblica Amministrazione) e si scoprono cose molto interessanti.

Cavalera parla di 72mila auto blu che circolano in Italia. Non so da dove salti fuori questa cifra visto che lo studio parla di ben 90mila auto (al 2010). Abbiamo quindi 18mila auto ministeriali che ballano. Mica bruscolini.

Se proprio vogliamo leggere bene il rapporto la cifra di 90mila è per difetto. Infatti vengono "escluse le auto con targhe speciali e/o dedicate a finalità di sicurezza e vigilanza" (cito testualmente).

Cavalera continua a sbagliare i numeri anche nella divisione delle auto: le auto blu-blu sono per il giornalista del Corriere 2mila (il rapporto dice  7-10mila), le auto blu sono circa 10mila (il rapporto dice 18-20mila) e le auto grigie sono 60mila (il rapporto dice 60-65mila).

Capitolo personale. Per Cavalera sono 35 mila (di cui 14 mila autisti). Anche qui siamo nel campo dell'ipotesi visto che lo studio dice che "Il personale alla guida è pari a 2,3 addetti per le auto blu-blu; 1,4 per le auto blu. A tale numero si deve aggiungere il personale a diverso titolo direttamente o indirettamente impegnato che mediamente è pari a 0,25 addetti per ogni autovettura (blu-blu, blu e grigie)". Insomma una cifra certa non esiste.

Capitolo spese. Per Cavalera il costo del personale è di 1,2 miliardi di euro all'anno. Vero o falso? Il rapporto ci dice che la spesa onnicomprensiva (tra auto e personale) è di 4 miliardi all'anno ed il costro medio di un auto blu-blu è di 142mila euro. Scrivere che  "La spesa di gestione è di 350 milioni di euro che, sommando gli ammortamenti, diventa di 650 milioni" senza citare nessuna fonte non ha nessun senso.

Forse non aver linkato direttamente lo studio della Formez, ma solo la sua homepage, ha permesso al giornalista di essere un pò "allegro" sulle cifre?.

O Forse sono troppo cattivo io.

Detto questo rimangono le cifre impressionanti di uno spreco alla luce del sole e ben 4 miliardi di euro annui buttati nel cesso.

I costi della Leopolda ed alcune domande


Riprendendo l'atroce dubbio sui costi della Leopolda 2011, di Malvino, provo a stabilire quali essi siano stati nella "Totale trasparenza, tracciabilità e pubblicità", come dichiarato dallo stesso Renzi nei suoi 100 punti.

I costi

21mila euro: affitto ex stazione Leopolda (3 giorni)

18mila euro: catering (primo giorno gratis, poi 15 euro a pasto)

15mila euro: rete wi-fi

12mila euro: audio e tecnologie elettroniche (luci, amplificazione, etc)

16mila euro: maxi schermi

10mila euro: gadget e magliette

4mila euro: cartellonistica

5mila euro: materiale per la stampa (cartelline, brochure, etc etc)


Da i dati reperibili in rete, parrebbe che la Leopolda sia costata circa 101mila euro.

I ricavi

50mila euro: cena di beneficenza tenutasi il 30 settembre

10mila euro: dall'associazione Link (organizzatore e gestore dell'evento)

97,5mila euro: raccolti nella seconda giornata


L'autofinanziamento della manifestazione sembrerebbe essere ripartito tra la cena benefica ed i contributi dei privati cittadini. La cifra dovrebbe aggirarsi sui 160mila euro (forse arrotondata per difetto). La Leopolda 2011 dal punto di vista economico è stata un successo.

E' quindi lecito domandarsi dove andranno a finire i soldi in avanzo? Forse bisognerà chiederlo all'Associazione Link che ha fatto sia da organizzatore dell'evento, sia da garante per la raccolta fondi online. Sul sito ufficiale c'è  solo un brevissimo ringraziamento ad alcuni donatori, presi a caso dalla base dati. Nel sito ufficiale, nessun documento costi/ricavi, come promesso durante la manifestazione (se lo trovate fatemi un fischio nei commenti).

Altra domanda, questa famosa "cena benefica" quanto costava? Chi ha partecipato? Raccogliere 50mila euro in una sera, con una sola cena, vuol dire che il biglietto era sui 100 euro o più. In rete non ho trovato nessuna notizia al riguardo.

Le cifre economiche dell'evento sono state data a spizzichi e bocconi,  e rese pubbliche  grazie ad alcuni giornalisti-blogger che hanno fatto la diretta online dell'evento.

Documenti ufficiali nemmeno l'ombra, speriamo che la totale trasparenza non sia solo uno slogan per scalare le gerarchie di partito.