martedì 27 dicembre 2011

L'anno che verrà


Prima che gli astrologi invadino la tv per raccontarci che sarà uno splendido 2012 per ariete, cancro e scorpione (scegliete tre segni a caso, il risultato non cambia) provo a ragionare su come sarà il 2012, per noi, per il nostro tanto odiato Paese.

Sarebbe troppo facile dire che la parola del nuovo anno dovrebbe essere speranza, ma ahimè non c'è nessun segno tangibile e reale che sia propria quella ad uscire da un labirinto costruito su corruzione, incompetenza, ignoranza, privilegi. Oggi, a fine 2011 siamo un misto di quelle quattro parole, mescolate tra loro da rabbia e delusione, una miscela esplosiva che chissà dove ci porterà.

Nel 2012 faremo gli ennesimi sacrifici un pò perchè ce lo dicono tutti, in tutte le lingue europee, un pò perchè non abbiamo altra scelta, un pò perchè i cretini onesti devono finanziare gli scemi ricchi. Qui, da noi, va così dal dopoguerra ai giorni nostri con la piccola pausa di Tangentopoli, ampiamente sdoganata dalla classe politica vigente. 

Ovviamente faremo sacrifici per nulla, per rimettere un pò i conti in ordine, non far fallire qualche banca importante e poco altro.

In primavera ci aspetteranno le elezioni, l'ennesimo voto farlocco, senza la possibilità di scegliere uno straccio di essere umano che ci dovrebbe rappresentare. Insomma non si conterà un cazzo. Una X sul meno peggio (ma esisterà ancora?) e poi i partiti scaricheranno i nuovi parlamentari nuovi di zecca pronti a leggi mirabolanti di antico retrogusto gattopardesco.

Cambieranno loghi, slogan, ma i personaggi saranno sempre quelli con la reale paura che il prossimo Presidente del Consiglio eletto democraticamente sia ancora LUI, sempre più gonfio, inceronato e sul viale degli 80 anni.

Dico questo perchè ormai agiamo solo a piccole organizzazione, molto spesso l'una che persegue obbiettivi opposti all'astra, senza mai fare squadra e quindi disperdere energie preziose.

Mentre tutti insultano tutti il 2012 ci porterà in conto tasse in perenne impennata, lavoro che continuerà a scarseggiare, le solite migliaia di concittadini che emigreranno per disperazione, qualche morto eccellente, la Chiesa che riuscirà a non pagare il dovuto allo Stato, i tifosi che festeggeranno uno scudetto macchiato da un'altra estate di corruzione, i diritti civili che sarnno più calpestati che ampliati, l'informazione che di libero avrà solo il nome di un quotidiano, la tv che continuerà la sua opera di rincoglionimento delle masse.

Buon 2012, se ci riuscite a pensarlo tale.

martedì 13 dicembre 2011

Minzolini ed il canone Rai

 
Augusto Minzolini ne ha combinate di ogni per essere cacciato dalla poltrona di direttore del TG1 (peraltro occupata solo per servilismo politico berlusconiano).
 
Ha iniziato, fin da subito, a dare notizie false, semi-false o inutili. Questa nuova ventata di (dis)informazione ha portato un crollo vertiginoso dello share, dando quindi quote di mercato ai concorrenti (Tg5 e TgLa7 ringraziano). Oggi il TG1 è sinonimo di disprezzo da parte della maggioranza dei cittadini, quando qualche anno fa veniva considerato il Telegiornale di riferimento.

Ovviamente il crollo dello share ha portato anche alla rimozione di Radio Londra di Giuliano Ferrara, programma macchietta post TG che doveva servire ad aiutare il Cavaliere a risalire la corrente dei consenti ed invece ha fatto felice solo il Ferrara con il suo stipendio a sei zeri. Non una grande perdita.

Non contento ha iniziato a fare il "ganassa" (slang milanese) in giro per l'Italia con la carta di credito di mamma Rai. Spese più o meno folli che vengono scoperto dal Fatto Quotidiano che provoca la denunica fino ad arrivare al rinvio a giudizio.
 
Tutto questo bel curriculum lavorativa avrebbe ammazzato qualsiasi lavoratore europeo ma non quello italiano visto che Augusto Minzoli è ancora, ad oggi, direttore del TG1.
Invece di licenziarlo in tronco chiedendo i danni (economici e d'immagine) la Rai, o meglio i suoi burocratici politicizzati, stanno cercando il modo di rimuoverlo in modo indolore che si traduce in: "bisogna trovargli un'altra mansione".

Io cittadino pago il canone Rai per avere informazioni tarocche ed in più so per certo che il direttore del Telegiornale più prestigioso faceva la bella vita a mie spese.

Ecco, l'anno prossimo chiedete ad Augusto Minzolini i soldi per il rinnovo dell'abbonamento.

lunedì 12 dicembre 2011

Il Movimento a 5 stelle, diventerà grande?


Quando inizi una qualsiasi avventura politica, prima o poi devi scontrarti con la realtà e capire come gestire il processo decisionale e chi lo deve fare. Tutto questo si amplifica quando si iniziano a prendere i posti in qualche comune o peggio ancora in regione.

Scrivere invettive da un blog, dando una visione semplicistica delle problematiche dell'Italia non porta a nulla, tanto meno al "non-partito" che hai fondato e che stai dirigendo più o meno direttamente.

Il Movimento 5 stelle per essere credibile dovrà fare molte scelte (come dal grafico sopra riportato da Linkiesta) e per farlo dovrà diventare anch'esso partito con tutti i problemi e le divisioni che questa decisione porterà.  

Certo, c'è l'ipotesi che ciò non avvenga, mantenendo una struttura orizzontale dove tutti sono controllori e controllati, una sorta di barcamp perenne.

Ho paura che la seconda ipotesi non porterà grandi benefici pratici.

venerdì 9 dicembre 2011

Ferrero ed i tagli selettivi

 
A volte ritornano. Forse non se ne sono mai veramente andati. Tipo Paolo Ferrero (segretario di Rifondazione Comunista) ospite da Santoro che ci spiega prima come la Banca Centrale Europea è uno schifo, poi ci dice che la manovra fa più schifo ancora. 

Energia da crisi economica.

Addirittura Ferrero è totalmente d'accordo con l'economista svizzero Christian Marazzi. Una volta la Svizzera era vista con altri occhi, ma adesso la crisi (e la mancanza di voti) fanno miracoli.

Per carità, dire che tagliare i costi militari, far pagare l'ICI sugli immobili della Chiesa Cattolica non adibiti a luoghi di culto, mettere un tetto massimo alla pensioni sono anche concetti ragionevoli ma il problema è la credibilità.

Ogni attuale politico italiano non è credibile, vuoi perchè ha decenni di militanza interrotta atta solo a mantenere i privilegi acquisiti, vuoi perchè non ci ha capito un cazzo nè della crisi economica nè che futuro dare al proprio paese.

Così mentre il buon Paolo con la sua erre moscia cercava di convincermi delle sue tesi mi è venuto in mente il finanziamento pubblico dei partiti. Sì, lo so, non ci chiama più così ma rimborso elettorale ma avevo letto da qualche parte che Rifondazione Comunista ha continuato a predere quattrini pur non avendo più nessun suo rappresentante in Parlamento.
Mi ricordavo bene, tanto che la Corte dei Conti ha stabilito che Rifondazione, per le elezioni del 2006, aveva dichiarato spese elettorali per 1 milione e 636 mila euro. Il rimborso percepito è stato strabiliante: 6 milioni e 987 mila euro. Oltre il danno la beffa, infatti i quasi 7 milioni di euro sono stati versati nelle casse del partito fino allo scorso anno. 

Sai quanti Mon Cheri vengono fuori?

sabato 3 dicembre 2011

Splinder e l'innovazione in Italia


Come molte persone, ho iniziato a scrivere su di un blog utilizzando la piattaforma Splinder che all'epoca, era una delle migliori piattaforme in Italia e non solo. Nel 2004 Word Press doveva ancora nascere, ed i blog erano ancora oggetti misteriosi per i più.

Splinder andò alla grande, tanto da venir comprata dal gruppo RCS, attraverso la controllata Dada. Il tutto per 4,5 milioni di euro. Correva l'anno 2006.

Quando un pesce grosso mangia un pesce piccolo si ha sempre il timore che il pesce piccolo così come lo si era visto non tornerà più. Questo timore è raddoppiato nel nostro Paese dove l'acquisizione di società, molto spesso, porta solo tagli al personale e successivamente la chiusura dell'azienda acquistata dopo averla spolpata per bene.

Splinder made in RCS, in questi anni, non ha subito una miglioria, un'innovazione tecnologica ma ha tirato a campare, che nel web vuol dire morire lentamente.
Se compariamo il caso Splinder-RCS con Blogger-Google campiamo fino troppo bene come nel nostro Paese non ci sia la cultura dell'innovazione ma si ragioni ancora con logiche del secolo scorso. Google ha comprato la piattaforma Blogger nel 2003, e subito l'ha migliorato senza perdere tempo. In questi anni Blogger ha sempre avuto migliorie ed integrazioni con tutto il modo Google, con costanza e competenza tecnica.

Splinder dal 31 gennaio 2012 morirà e lo sta comunicando ai blogger con email automatiche (per ogni blog aperto). Le cause della chiusura sono misteriose e poco chiare, ma sembra che la piattaforma costi troppo secondo quanto dice Claudio Corbetta (amministratore delegato di Dada).

Il gruppo Banzai si era offerto per gestire esternamente la piattaforma ma nemmeno questa ultimo tentativo è andato a buon fine.

Già da quasi un anno ho abbandonato Splinder proprio per la sua incapacità ad essere una piattaforma al passo con i tempi, venendo proprio in Blogger.

Dispiace che un pezzo di internet italiana venga chiusa più per incapacità manageriali che per effettivi problemi economici.