venerdì 9 dicembre 2011

Ferrero ed i tagli selettivi

 
A volte ritornano. Forse non se ne sono mai veramente andati. Tipo Paolo Ferrero (segretario di Rifondazione Comunista) ospite da Santoro che ci spiega prima come la Banca Centrale Europea è uno schifo, poi ci dice che la manovra fa più schifo ancora. 

Energia da crisi economica.

Addirittura Ferrero è totalmente d'accordo con l'economista svizzero Christian Marazzi. Una volta la Svizzera era vista con altri occhi, ma adesso la crisi (e la mancanza di voti) fanno miracoli.

Per carità, dire che tagliare i costi militari, far pagare l'ICI sugli immobili della Chiesa Cattolica non adibiti a luoghi di culto, mettere un tetto massimo alla pensioni sono anche concetti ragionevoli ma il problema è la credibilità.

Ogni attuale politico italiano non è credibile, vuoi perchè ha decenni di militanza interrotta atta solo a mantenere i privilegi acquisiti, vuoi perchè non ci ha capito un cazzo nè della crisi economica nè che futuro dare al proprio paese.

Così mentre il buon Paolo con la sua erre moscia cercava di convincermi delle sue tesi mi è venuto in mente il finanziamento pubblico dei partiti. Sì, lo so, non ci chiama più così ma rimborso elettorale ma avevo letto da qualche parte che Rifondazione Comunista ha continuato a predere quattrini pur non avendo più nessun suo rappresentante in Parlamento.
Mi ricordavo bene, tanto che la Corte dei Conti ha stabilito che Rifondazione, per le elezioni del 2006, aveva dichiarato spese elettorali per 1 milione e 636 mila euro. Il rimborso percepito è stato strabiliante: 6 milioni e 987 mila euro. Oltre il danno la beffa, infatti i quasi 7 milioni di euro sono stati versati nelle casse del partito fino allo scorso anno. 

Sai quanti Mon Cheri vengono fuori?