martedì 13 dicembre 2011

Minzolini ed il canone Rai

 
Augusto Minzolini ne ha combinate di ogni per essere cacciato dalla poltrona di direttore del TG1 (peraltro occupata solo per servilismo politico berlusconiano).
 
Ha iniziato, fin da subito, a dare notizie false, semi-false o inutili. Questa nuova ventata di (dis)informazione ha portato un crollo vertiginoso dello share, dando quindi quote di mercato ai concorrenti (Tg5 e TgLa7 ringraziano). Oggi il TG1 è sinonimo di disprezzo da parte della maggioranza dei cittadini, quando qualche anno fa veniva considerato il Telegiornale di riferimento.

Ovviamente il crollo dello share ha portato anche alla rimozione di Radio Londra di Giuliano Ferrara, programma macchietta post TG che doveva servire ad aiutare il Cavaliere a risalire la corrente dei consenti ed invece ha fatto felice solo il Ferrara con il suo stipendio a sei zeri. Non una grande perdita.

Non contento ha iniziato a fare il "ganassa" (slang milanese) in giro per l'Italia con la carta di credito di mamma Rai. Spese più o meno folli che vengono scoperto dal Fatto Quotidiano che provoca la denunica fino ad arrivare al rinvio a giudizio.
 
Tutto questo bel curriculum lavorativa avrebbe ammazzato qualsiasi lavoratore europeo ma non quello italiano visto che Augusto Minzoli è ancora, ad oggi, direttore del TG1.
Invece di licenziarlo in tronco chiedendo i danni (economici e d'immagine) la Rai, o meglio i suoi burocratici politicizzati, stanno cercando il modo di rimuoverlo in modo indolore che si traduce in: "bisogna trovargli un'altra mansione".

Io cittadino pago il canone Rai per avere informazioni tarocche ed in più so per certo che il direttore del Telegiornale più prestigioso faceva la bella vita a mie spese.

Ecco, l'anno prossimo chiedete ad Augusto Minzolini i soldi per il rinnovo dell'abbonamento.