venerdì 4 maggio 2012

Stato Gobbo


http://www.grr.rai.it/dl/img/2012/05/300x01336059741473Andreotti.jpg

Sono cresciuto con quella faccia mostruosa da secchione di liceo, con quella gobba da opera teatrale, con quel suo viscidume misto flemma di chi sa che è intoccabile.

La sua vocina da sfigato mi ha accompagnato per decenni, mentre il mio Paese iniziava l'inabissamento socio culturale che oggi ci fa tanto male.

Nel mentre di tutto ciò, mi hanno detto che è stato pure mafioso, ma solo un pò, diciamo 80% camicia 20% coppola.

Ecco Giulio Andreotti è il simbolo di tutto quello che non vorrei mai essere: raccomandato, mediocre, omertoso. Anche disteso su di un letto d'ospedale, Andreotti guadagna circa 12.000 euro al mese (da senatore a vita) più la tripla pensione da circa 130.000 euro.

Se avessimo un cazzo di valori comuni condivisi, da democrazia compiuta, il suo nome sarebbe nella lista nera dei nemici dell'Italia da tramandare alle future generazioni. So benissimo che non siamo nemmeno una nazione, quindi trovo molto coerente che tutti gli organi d'informazione diano un eco incredibile ad un ricovero di 93enne.

Di questo ricovero sappiamo tutto: l'ospedale (Gemelli) la stanza (la 17), il suo umore (dicono goliardico), chi lo sta accudendo (i figli) e chicca finale che la sua voce wiki lo dava già morto.

Quando vogliono i giornalisti sanno proprio un grande lavoro. Peccato che nessuno, in questi ultimi 10 anni, abbia mai cercato di fargli raccontare come ha fatto ha creare un debito pubblico enorme, come mai la mafia ha fatto accordi con lo Stato, come mai i partiti si sono mangiati sogni e futuro di intere generazioni attraverso le tangenti.
L'elenco di domanse sarebbe lunghissimo come i suoi silenzi e la sua indifferenza l'avrebbe salvato ancora una volta.

Giulio, puzzava già di morte quando aveva 30 anni, poco importa se sia ancora su questa terra o meno, l'unico rammarico sarà che lo Stato, coglione, gli farà i funerali solenni e metterà le spese sostenute sotto la voce "onoreficenze".