venerdì 27 luglio 2012

Il piano industriale


Pensiamoci un attimo, al mondo dell'imprenditoria italiano (quel che ne rimane) manca un piano industriale, serio, concreto, preciso, visionario e soprattutto reale. 

Piano industriale vuole dire pensare ad un'azienda tra 5 o 10 anni, decidere i propri prodotti, capire quali mercati attaccare, stabilire strategie per migliorare la propria competitivià, migliorare i propri difetti di prodotto o gestionali, investire su competenza e sulla passione dei propri lavoratori.

Ora, la più grande azienda italiana, è gestita da Sergio Marchionne, che non riesce a produrre un piano industriale. Sì, avete capito bene Marchionne non ha mai portato a conoscenza le strategie future del gruppo. Non lo sappiamo noi cittadini, ma soprattutto non lo sanno i lavoratori della Fiat. Gli stessi lavoratori che hanno dovuto leggere centinaia di dichiarazioni su chiusure di stabilimenti (Termini Imerese ha poi chiuso), sul costo del lavoro alto, su ricatti per far accettare contratti collettivi già vessatori di natura, su minacce di portare tutta la produzione in America, su consigli per riformare il mercato del lavoro, sulla guerra all'unica sigla sindacale, al CIGL, che gli ha fatto domande, su lavoratori licenziati perchè nel sindacato.

D'altronde Sergio Marchionne ha tre passaporti e quindi usa la strategia "paese che vai, dichiarazione che trovi". Ha rassicurato Obama sulla rinascita della Chrysler e del mercato dell'auto americano, in apnea da troppo tempo. Qui da noi fa sempre l'incazzoso, ben consapevole della pochezza di uno Stato che non è capace di far pagare le tasse ai propri cittadini, figuriamoci chiedere garanzie industriali.

Fiat senza piano industriale, così come l'Ilva da decenni una cloanca a cielo aperto, tenuta in piedi perchè è l'unico modo per far occupare oltre 5.000 lavoratori. A Taranto ogni cosa è inquinata: aria, terra, acqua, cibo, uomini ed animali ma nessuno ha mai mosso un dito. Regione, Provincia, Comune affaccendati a spartirsi consenso e potere. Il risultato è che a Taranto e dintorni, si muore, e tanto di tumori. Arriva il momento che la magistratura fa quello che nessuno ha mai fatto, ovvero mettere i sigilli perchè così non va. Purtroppo, come sempre, nessuno ha un piano industriale, ha una visione per l'Ilva che verrà ma sono risposte da azzeccagarbugli per salvare la poltrona ed alleggerirsi la coscienza.

Se non hai idee, con il tempo, diventi rancoroso ed ossessionato da quelli che lavorano meglio di te. Tipo i tedeschi che sull'auto sono partiti da zero ed adesso dominano i mercati. Come hanno fatto? Semplice con il duro lavoro e l'innovazione continua, senza soste, dandosi sempre nuovi obiettivi e migliorando il loro prodotto. L'hanno potuto fare perchè hanno coinvolto attivamente i loro lavoratori. Marchionne, invece li attacca sui prezzi troppo bassi, ricevendo sonori pernacchioni.

Invece di parlare solo di licenziamenti e di lavoratori inutili il Sergio potrebbe prendere spunto da Jeff Bezos, uno che di idee ne ha da esportare. Amazon pagherà borse di studio ai propri dipendenti per permettergli di acquisire nuove conoscenze per due ragioni: incrementare la loro capacità competetiva ed avere maggiori chances di ricollocamento in caso di crisi economica dell'azienda. Si è mai visto la Fiat investire sui propri dipendenti? Follia.