venerdì 31 agosto 2012

Piccole differenze


Clint Eastwood che sostiene Romney alla festa repubblicana è un pò come vedere Terence Hill dire barzellette ad una convention del PDL per Berlusconi.

lunedì 27 agosto 2012

E' qui la festa?


Dopo aver letto di Bersani che da del fastica a Grillo, mi sono chiesto se ha ancora senso la Festa Democratica Nazionale del PD.

Faccio parte di quella generazione che da bambino andava alla Festa dell'Unità, al monte stella, a Milano. Ricordo che si andava non tanto perchè era una festa politica, o tantomeno perchè si celebravano i valori della sinistra (comunista) ma semplicemente perchè si mangia benissimo e ci si divertiva.

La Festa dell'Unità era piena di stand internazionali e nazionali, il giusto mix di cucina esotica contrapposta a quella italiana. Per mangiare si faceva la fila ma con il sorriso sulle labbra perchè si stava in compagnia, il cibo era squisito e gli stand brulicavano di chiacchiere ed energia.

Finita la cena ecco che noi bambini facevamo il safari degli stand ludici, tra una fucilata all'orso ed una pesca ai cigni galleggianti. Si vinceva sempre qualcosa, un pupazzo, un pesce rosso, una piantina per il balcone.

In almeno 10 anni di Festa dell'Unità non ho mai sentito un dibattito politico e non ne ho mai sentito l'esigenza. La Festa dell'Unità ti dava l'opportunità di auto-gestirti la serata, senza importi nulla.

A leggere il programma della Festa Democratica Nazionale mi è venuto un senso di noia, vuoi perchè dura 16 giorni, vuoi perchè si mischiano una miriade di dibattiti, con corsi di ballo, con ciclo tour guidati, con sport alternativi, con musica ed area per bambini.

Insomma all'apparenza sembra una festa moderna e piena di cose interessanti ma dall'esterno da la perfetta misura di quello che è il PD oggi: un contenitore che strizza l'occhio a moltissime persone ma che non ha ancora un contenuto, definito ed accattivante.

A questo punto, ridateci la Festa dell'Unità.

venerdì 17 agosto 2012

Il curioso tweet di Matteo Pinci


Dopo lo scoop farlocco delle dimissioni imminenti di Antonio Conte, post Pechino, con modifica volante al suo stesso articolo, torna alla ribalta il giornalista di Repubblica.it, Matteo Pinci.

Questa volta Pinci ha fatto a pugni con Twitter, commentando un paragone tra Massimo Carrera e Zdenek Zeman si è lasciato sfuggire il seguente pensiero:
"E in più non ha mai ammazzato nessuno..." (storico tweet)
Il riferimento è al processo per omicidio colposo in cui Carrera è coinvolto per l'incidente stradale sulla A4 tra Bergamo e Dalmine in cui morirono due persone. Brutto pensiero.

Pinci si è subito reso conto dello scivolone ed è prontamente corso ai ripari:
"Chiedo scusa per quello che poteva sembrare un riferimento da sciacallo. Non voleva esserlo, nel modo più assoluto"
Il danno comunque è stato fatto viste le reazioni di molti tifosi juventini.

Matteo Pinci messo alle strette ha deciso di cancellare il proprio account ufficiale di Twitter e sono proprio curioso di vedere se Repubblica.it continuerà ad avvalersi dei suoi articoli.

martedì 14 agosto 2012

Un cliente l'ha trovato


Dopo aver annunciato al mondo che twitter pullala di robot che si spacciano per tuoi seguaci, dopo che ha fatto la vittima ed è stato sputtanato sul web, il buon Camisani Calzolari ci ha rassicurato che la sua ricerca è scientifica al 99%.

Bene, c'era solo da attendere che qualche personaggio "impattato" dalla ricerca made in Calzolari's Robots si facesse vivo.

Detto, fatto. L'Antonio Di Pietro da Montenero di Bisaccia, scrive a Camisani Calzolari preoccupato dall'ivasione aliena truffaldina. Bisogna difendere la propria immagine, vorrai mica che qualche elettore non lo voti perchè ha il profilo twitter (che?) infestato da teste di latta.

Di Pietro conclude la lettera così:
"Insomma vorrei approfondire professionalmente la questione e perciò mi piacerebbe incontrarla per discuterne di persona."
Diventa sempre più difficile accappararsi clienti, ma anche questa volta ce la si è fatta.

Il prossimo passo sarà dire che in Istagram le foto sono tutte "photoshoppate", magari Oliviero Toscani si farà vivo.

Soldi pubblici e reti private


Prima hanno detto che erano l'unico partito che non prendeva soldi pubblici.

Adesso dicono che li spendono per comprare spazi informativi sulle reti locali ma che è tutto trasparente e pubblicato sul proprio sito.

Quindi, in sostanza, anche loro utilizzano soldi pubblici ma sono meglio della casta, forse solo perchè sono arrivati per ultimi.

Giovanni Favia (twitter: @giovannifavia) dice che l'informazione in Italia non è libera e quindi finchè non lo sarà pagherà per andare sulle rete locali (che sono utili) e non su quelle nazionali (che sono brutte e cattive).

Vista la scarsa democrazia interna che regna nel M5S, Favia rischia il linciaggio sul web. Vedremo cosa dirà il capo Beppe Grillo che come sempre influenzerà poi i giudizi dei militanti.

Il M5S mi ricorda tanto la Lega ed il MSI degli anni '90 post tangentopoli.

lunedì 13 agosto 2012

Il sistema giudiziario vaticano


Visto i recenti fatti del Vatican Leaks si fa una gran confusione tra Santa Sede e Città del Vaticano.

La Santa Sede è l'organo supremo della Chiesa cattolica sparsa in tutto il mondo, ed il suo Tribunale Supremo è la Segnatura Apostolica che è composto da tre diversi sezioni.

Prima Sezione: è il supremo tribunale della giustizia ordinaria, simile alla Corte di Cassazione italiana. Sostanzialmente sono quasi sempre cause matrimoniali ma  (rare) volte ci sono cause penali di religiosi o cause di contenzioni per diritti di proprietà.

Seconda Sezione: è il Consiglio di Stato negli ordinamenti statali, ossia è il tribunale supremo della giustizia amministrativa. Tratta principalmente conflitti tra fedeli e autorità ecclesiastiche originati da un atto amministrativo singolare.

Terza Sezione: non è un tribunale, ma un organismo amministrativo simile ad un ministero di giustizia negli ordinamenti statali. Secondo il linguaggio canonistico, questa sezione è quindi una congregazione, una sorta di congregazione di giustizia. In genere si può dire che il compito della terza sezione è la vigilanza sulla retta amministrazione della giustizia nella Chiesa.

Invece la Città del Vaticano è un piccolo Stato. Anch'esso ha il suo ordinamento giudiziario, composto da quattro tribunali: un Giudice unico, un Tribunale, una Corte d’Appello e una Corte di Cassazione. 

L’ultima legge che riguarda questi tribunali risale al 1987. Possiede pure un proprio Codice di procedura civile che risale al 1946. 

Mentre i tribunali della Santa Sede sono tribunali ecclesiastici, quelli menzionati della Città del Vaticano sono tribunali statali. Anche nella Città del Vaticano esiste  un tribunale ecclesiastico, il cui tribunale d’Appello è la Rota Romana.
Quindi il maggiordomo Paolo Gabriele ed l'analista tecnico Claudio Sciarpaletti verranno giudicati da un tribunale statale in quanto i reati contestati sono stati fatti nella Città del Vaticano.

Su questa vicenda cadrà una coltre di silenzio visto che il Vaticano non permetterà di seguire il processo e non pubblicherà nessuna sentenza per non "spettacolizzare la giustizia".

Così dicono.

domenica 12 agosto 2012

La Gazzetta e la bufala d'agosto

Oggi la Gazzetta dello Sport (edizione cartacea) in un articolo non firmato l'ha sparata grossa:
1998: la Lazio esulta e la Juve abbandona la premiazione

MILANO, 12 agosto 2012
- Non è la prima volta che una squadra salta la premiazione in Supercoppa: lo fece la Juve nel 1998, battuta 2-1 dalla Lazio. L’allenatore della Juventus, Marcello Lippi, si giustificò: «Aver subito gol all’ultimo secondo ci ha fatto dimenticare la premiazione».
Purtroppo per la Gazzetta, nella Super Coppa Italiana del 1998 la Juventus partecipò alla premiazione come ci viene in aiuto il Corriere della Sera:
A fine incontro, e' nato un piccolo giallo sulla premiazione, visto che i bianconeri sono usciti dal campo senza ritirare le medaglie degli sconfitti. La spiegazione ufficiale racconta di una dimenticanza dovuta alla rabbia del momento: infatti, quando sono stati avvertiti, i bianconeri sono rientrati sul campo
Il malinteso venne subito chiarito con la Juventus che si presentò in ritardo, ma si presentò a ritirare la medaglia di legno della Super Coppa Italiana.

Per gli ultimi scettici eccovi il video della premiazione:


Al minuto 3:57 si vedono chiaramente Igor Tudor ed Edgar Davids uscire dal campo con la medaglia ritirata.


Quindi il Napoli è stata la prima squadra italiana a disertare la premiazione di una competizione ufficiale della FIGC. Siamo in attesa di sapere se ci saranno sanzioni per la società partenopea.

giovedì 9 agosto 2012

WindJet: fine del sogno low-cost


E così ci siamo giocati anche l'ultima compagnia aerea low-cost italiana. La WindJet è piena di debiti e non paga più fornitori ed aeroporti. L'ENAC si è stufata ed ha minacciato il ritiro della licenza, con l'inevitabile fallimento dell'azienda.

E' partita, quindi, l'unica trattativa possibile: far entrare WindJet dentro mamma Alitalia, sempre pronta ad inglobare compagnie decotte e senza futuro. C'è cauto ottimismo sull'esito della trattativa, ma mette tristezza che Antonino Pulvirenti, capo di WindJet, debba dare come garanzia societaria hotel a 5 stelle in quel di Taormina, per coprire i debiti accumulati.

Lo stesso Pulvirenti è proprietario del Catania Calcio che a questo punto vede il proprio futuro diventare bello nero. Nero anche per i 504 dipendenti WindJet, ancora all'oscuro di cosa gli aspetterà il domani.

Poi ci sono i passeggeri che hanno già pagato il loro volo e che rischiano di rimanere a terra, tanto che la stessa ENAC ha intimato a WindJet la garanzia dei voli.

Il solito gran casotto estivo all'italiana, in cui una compagnia low-cost non riesce a stare sul mercato, accumula debiti, ed invece di fallire viene inglobata da una più grande, anch'essa non in piena salute. 

In Italia non è possibile creare vettori low-cost: AirOne, MyAir, WindJet sono tutte fallite per incapacità manageriali evidenti decretando, di fatto, la morte del mercato italiano delle low-cost. 

All'estero Ryanair ed EasyJet godono di ottima salute per il semplice fatto che sono rimaste competitive sul mercato europeo, senza avere aiuti di stato o sfruttando posizioni di monopolio. Altro mondo, altra economia.

mercoledì 8 agosto 2012

Ah, la Giustizia Sportiva!



In attesa dei verdetti su Conte, Pepe, Bonucci e compagnia cantante un piccolo remainder del 1999 che ci dimostra quanta credibilità aveva (ed ha) la giustizia sportiva italiana.

Verità gemelle


A me di Andreotti che viene dimesso dal Gemelli frega poco o nulla. 

Mi interesserebbe sentire qualche sua verità, qualche confessione spontanea su una dei tanti misteri d'Italia. Non ne arriverà nemmeno una.

La cosa che più mi inquieta è che questo Stato cialtrone e pezzente gli organizzerà pure dei funerali di Stato, con i nostri soldi, facendoci credere che è stato un grande statista.

martedì 7 agosto 2012

Il curioso articolo di Matteo Pinci


Matteo Pinci, giornalista di Repubblica, si sta occupando del Calcio Scommesse e più precisamente di Antonio Conte, tecnico della Juventus.

Secondo quanto riportato da TuttoJuve.com, per Pinci Antonio Conte è già condannato a 10 mesi di squalifica (mese più mese meno) e si dimetterà dopo la partita di Supercoppa Italiana a Pechino.  

Per il giornalista di Repubblica il rapporto con la Juventus è alla rottura totale. La tesi è avvalorata dal fatto che da Bari stanno arrivando nuovi guai per Conte, visto che Cristian Stellini (già condannato a 2 anni e 6 mesi) è stato ascoltato dalla Procura e secondo Pinci, la Juventus l'ha "dimesso" dal suo incarico per evitare ulteriori guai.

Inoltre, nell'articolo si parla apertamente di Prandelli come sostituto e del fatto che lo stesso Conte cambierà avvocati, puntando su Giulia Buongiorno per gli altri due gradi di giudizio sportivo.

Andando a leggere l'articolo originale si trovano però alcune differenze non di poco conto. Le troviamo tutte in fondo all'articolo, in cui è sparito sia il riferimento del coinvolgimento di Antonio Conte nell'inchiesta di Bari, sia che la Juventus crede ciecamente nell'innocenza di Bonucci e Pepe, sia il nome di Cesare Prandelli come sostituto del dopo Conte.

Di seguito riporto il pezzo "incriminato" non sapendo se è stata TuttoJuve a calcare la mano oppure Matteo Pinci a modificare successivamente l'articolo.
da TuttoJuve.com
"Soltanto però la punta di un iceberg più profondo: all'interno del club bianconero esiste una corrente che vorrebbe interrompere immediatamente il rapporto. Non un caso, forse, la coincidenza con la riapertura dell'inchiesta della procura di Bari sulle partite tra i 2008 e il 2009, quello allenato da Conte. Anche se intorno al nome dell'allenatore fino a oggi non sono emersi particolari scottanti. In più ieri a Torino hanno di fatto "dimesso" il collaboratore dell'allenatore, Cristian Stellini (oggi ascoltato in procura a Bari), proprio per evitare di dovere mettere la faccia della Juventus su eventuali guai giudiziari del "vice" ed ex giocatore biancorosso. La società - che crede invece con forza nell'innocenza di Bonucci e Pepe ed è convinta di strappare l'assoluzione fin dal primo grado - non ha certamente ancora trovato un eventuale sostituto di Conte, anche se le voci intorno a Prandelli iniziano a farsi ricorrenti. Ma prima verrà affrontata la questione Conte, solo dopo si penserà a come (il "se" sembra quasi un dettaglio trascurabile) sostituirlo. Una cosa è certa: le ferita ha già iniziato a sanguinare e anche a Pechino l'aria inizia a farsi pesante."
da Repubblica.it
"Soltanto però la punta di un iceberg più profondo. In più ieri si è dimesso il collaboratore dell'allenatore, Cristian Stellini (oggi ascoltato in procura a Bari), proprio per evitare di dovere mettere la faccia della Juventus su eventuali guai giudiziari del "vice" ed ex giocatore biancorosso."

Il Kinder Pinguì


Ora vedremo quante mamme non compreranno più il Kinder Pinguì ai propri figli, perchè altrimenti si diventa drogati. Per ora le pagine dell'uomo, dell'atleta e delle foto ci sono ancora ma ben presto, la Ferrero, le cancellerà senza pietà.

Di Alex rimarranno le sue ultime parole, poco prima di affrontare la 50 Km di marcia, rilette oggi fanno male soprattutto questa frase:
"Chi pratica uno sport come il mio è importante accettare la fatica vivendola nel migliore dei modi, perché solo così si riesce a convivere senza avere paura".
Alex ha ceduto alla paura di non farcela, di non riuscire ad essere competitivo e per questo verrà abbandonato da tutti, chi prima e chi dopo, non lo cercherà più. La dura legge dello sport-business esige questo, tritare tutto e tutti, tanto un nuovo campione presto arriverà.

UPDATE: Nel giro di un paio d'ore tutti i link al sito della Kinder Ferrero che avevo segnalato sono stati rimossi.

lunedì 6 agosto 2012

Fobia Olimpica


Beppe Grillo, ultimamente sta riciclando i suoi discorsi segno evidente che ormai anche lui sta invecchiando e non sa più con chi prendersela.

Le Olimpiadi gli fanno schifo, da sempre, per via del nazionalismo che portano con sè.

Nel 2008 quelle di Pechino dovevano essere boicottate perchè la Cina seminava morte in Tibet. Già in quella data parlava di nazionalismo del cemento di olimpiadi senza bandiere dove al centro ci sia l'uomo e non le nazioni.

Dopo 4 anni il Grillo cosa ti scrive? Ancora la stessa minestra riscaldata, del nazionalismo, delle multinazionali complottiste, di sport inutili tifati da tutti solo per un mese.

Beppe, orsù rilassati un attimo, le fobie sono sempre brutte da gestire.

Diritto di dimissioni


Alle prossime elezioni regionali in Sicilia ci sarà anche il candidato M5S Giancarlo Cancelleri, che ha molti buoni propositi ma propone un concetto che non capisco:
“I cittadini raccolgono le firme e come lo hanno eletto, potranno far dimettere il deputato regionale. Dobbiamo far capire alla gente, rendendola protagonista, che la politica può cambiare in meglio”
Sinceramente mi sembra un'aberrazione della Democrazia. A me hanno sempre insegnato che un eletto dal popolo ha un mandato completo per dimostrare la bontà delle sue azioni. Finito il mandato l'elettore, se esso si candiderà, lo giudicherà con il suo voto.

Qui invece siamo alla possibilità che un gruppo di cittadini decidano che il deputato regionale non vada più bene e quindi debba dimettersi. A parte che a livello legale è una cosa che non sta nè in cielo nè in terra, i cittadini quanti devono essere? devono essere suoi elettori o semplici cittadini incazzosi? al suo posto chi ci mettiamo? e se anche il secondo non va bene, si raccolgono nuove firme e lo si manda a casa pure questo?

A me sembra che il modello aperto proposto dai M5S abbia un grande punto debole: l'estrema lentezza. Voler far decidere tutti porta intrinsecamente, ostacoli e dibattiti infiniti in un Paese già impantanato nella sua burocrazia.

venerdì 3 agosto 2012

Assenze Deputati Luglio 2012


Un parlamentare che ha un'assenza del 50% o più non è un buon parlamentare, non sta svolgendo al meglio il ruolo di rappresentanza che ha avuto dagli elettori e quindi diventa un costo.

Ecco tutti i deputati che non hanno svolto il loro compito, alla Camera, nel mese di Luglio.

PDL (tabella completa)
Alfano Angelino 100,00%
Angelucci Antonio 100,00%
Armosino Maria Teresa 63,23%  
Ascierto Filippo 50,32%
Baccini Mario 63,23%
Barba Vincenzo 100,00%
Beccalossi Viviana 60,00%
Bellotti Luca 58,71%
Berlusconi Silvio 100,00%
Berruti Massimo Maria 100,00%
Bianconi Maurizio 67,10%
Biava Francesco 70,32%
Brambilla Michela Vittoria 100,00% 
Corsaro Massimo Enrico 51,61%  
Cosentino Nicola 60,00%  
Crimi Rocco 89,68%
Galati Giuseppe 61,94%
Ghedini Nicolò 100,00%
Martinelli Marco 83,23% 
Misuraca Dore 50,32%
Mussolini Alessandra 58,06%
Rossi Mariarosaria 100,00% 
Rotondi Gianfranco 60,65%
Santelli Jole 66,45%
Traversa Michele 62,58%
Tremonti Giulio 100,00% 
Verdini Denis 100,00% 

Lega Nord (elenco completo)
Bossi Umberto 94,19%
Maroni Roberto 83,23%
Reguzzoni Marco Giovanni 74,84%
Togni Renato Walter 57,50% 

PD (elenco completo)
Bersani 90,97% 
Cilluffo Francesca 67,74%
Farina Gianni 89,68%
Gasbarra Enrico 53,55%
Melandri Giovanna 52,26%
Motta Carmen 72,26%
Parenti Marilena 100,00%
Vannucci Massimo 100,00%

Italia dei Valori (elenco completo)
Barbato Marco 72,26%

UDC (elenco completo)
Cera Angelo 61,29%
Cesa Lorenzo 62,58%
Marcazzan Pietro 51,61% 

Futuro e Libertà (elenco completo)
Divella Francesco 89,68%
Ruben Alessandro 88,39%

Popolo e Territorio (elenco completo
Calearo Ciman Massimo 69,03%  
Catone Giampiero 72,26%
D'Anna Vincenzo 78,06%
Gianni Giuseppe 58,06%
Marmo Roberto 61,29%
Orsini Andrea 87,10%
Romano Francesco Saverio 86,45%  
Siliquini Maria Grazia 100,00% 

Gruppo Misto (elenco completo)
Barbareschi Luca Giorgio 85,16%
Craxi Stefania Gabriella Anasta 69,03%
Gaglione Antonio 62,58%
Grimaldi Ugo Maria Gianfranco 85,81%
Lanzillotta Linda 52,26%
Mannino Calogero 71,61%
Miccichè Gianfranco 100,00%
Pittelli Giancarlo 82,58%
Porfidia Americo 53,55%
Sartori Angelo 66,45%
Soglia Gerardo 94,84%
Vernetti Gianni 75,48%

Ripaghiamo con Eni


Eni è riuscita a trovare la promozione giusta per far credere agli italiani che avrebbero risparmiato. La campagna "Riparti con Eni" (dal 16 giugno al 3 settembre) prevede che nei week-end (dalle ore 13.00 di sabato fino alle 07.00 di lunedì) su tutta la rete nazionale dei gestori aderenti all'iniziativa, la benzina sia fortemente scontata rispetto al prezzo medio.

Tutta la campagna si basa sul forte sconto di prezzo che Eni garantisce rispetto alla concorrenza. Si è partiti con 1,6 euro al litro, prezzo molto vantaggioso quando la media era 1,8. Indubbiamente la campagna ha avuto il merito di portare file di macchine nelle Eni Station per farsi il pieno low cost del week-end.

Come in tutte le campagne pubblicitarie, non tutto è oro e se ci pensiamo bene gli sconti non sono così troppo vantaggiosi.

Il primo problema è che l'iniziativa vale solo per gli impianti su rete ordinaria. Per dirla in altre parole, in autostrada "Riparti con Eni" non  ha effetto e visto che nei mesi estivi il traffico è maggiore proprio sulla rete autrostradale gli italiani pagheranno la benzina come prima.

Il secondo problema è proprio il prezzo che non è fisso per tutta la durata della campagna. Il prezzo viene comunicato su sito riparticoneni ogni weekend. Nelle ultime settimane ho notato che Eni lo mette fisso a 1,650 euro, cioè un rincaro di 50 centesimi.

La cosa positiva è che con l'iniziativa di Eni anche altri gestori, come Tamoil o IP hanno applicato alcune riduzioni di sconto, molto a macchia di leopardo ma comunque è pur sempre qualcosa.

In definiiva gli sconti sono minimi e dettati dal calo considerevole delle vendite di carburante che hanno costretto i petrolieri a pensare a paliativi di pochi mesi in attesa dell'autunno con i suoi rincari sui carburanti.

mercoledì 1 agosto 2012

Omessa Rinuncia


Pare che Stefano Palazzi voglia deferire Antonio Conte per omessa rinuncia su Cina vs Corea del Sud di Badminton. D'Altronde Filippo Carobbio lo accusa pesantemente: la riunione tecnica è avvenuta in un allevamento di struzzi.