mercoledì 26 settembre 2012

Huffington Post diventa ".it" si salvi chi può


Tra grandi fanfare e feste mondane è partita la versione italiana dell'Huffington Post. Per chi non lo sapesse l'Huffington Post è un grande editore online in cui convivono migliaia di post di blogger non professionisti, video e rubriche da gossip estivo. L'Huffington Post ha sfruttato tutti gli stumenti del web per farsi conoscere ed essere sempre nei primi posti delle ricerche di Google, come sostenuto anche da Luca Sofri. Per l'Huffington Post non conta tanto la notizia ma riuscire a coinvogliare su di se il maggior traffico possibile (in questo sono dei super esperti).

Dicevo della versione .it appena lanciata. A me sembra che il sito abbia presto tutti i difetti tipicamente italiani. Partiamo dalla testata in cui campeggia la scritta "in collaborazione con il Gruppo Espresso". Senza il gruppo Espresso l'H.P. non sarebbe nato? Perchè in Italia bisogna sempre bussare alla porta di un grande editore per lanciara una nuova avventura editoriale? E soprattutto c'era proprio bisogno dell'aiuto del Gruppo Espresso per un soggetto che è un gigante del Web?

H.P. punto it è diretto da Lucia Annunziata che sarà anche un'ottima giornalista ma di web e delle sue dinamiche non ne sa una mazza. La dimostrazione è avvenuta, nel giorno del lancio del sito, dove ci ha propinato l'ennesima intervista a Silvio Berlusconi, ormai pezzo d'antiquariato della politica italiana. L'Annunziata evoca il giornalismo classico all'italiana, un lavoro vecchio, lento, legato a gerarchie da redazione e supervisioni da direttore, tutto il contrario dell'informazione online. Mi viene il dubbio che la nomina del direttore sia avvenuta con l'avvallo proprio del Gruppo Espresso.

Le "firme" variano da Di Pietro, passando per Tremonti fino ad arrivare a Landini. Insomma tutti hanno la possibilità di scrivere un'idea, un post, ovviamente senza essere pagati ma con la possibilità di uscire dall'anonimato. Per l'Annunziata finchè non si arriverà a 600 blogger lei non sarà tranquilla (attualmente H.P. è partito con circa 200 blogger). Il problema è che il settore è in profonda crisi e sarà divertente vedere quante persone lavoreranno a gratis per l'Annunziata che ci rivela che i blog "non sono un prodotto giornalistico" e quindi sono utili per farci su soldi e non dare un centesimo a chi li scrive, i blog.

Per chi volesse leggere il vero Huffington Post consiglio di andare alla versione americana, quella italiana sa tanto di piattaforma online per far scrivere i soliti noti, politici compresi.