giovedì 13 settembre 2012

Il fine vita


Finalmente ho visto Bella Addormentata, al cinema, 4 spettatori in sala, pomeriggio piovoso, zero sgranocchiatori di pop-corn. Perfetto.

Voglio fin da subito che questo film non è politicamente schierato, non è un inno all'eutanasia, anzi. Marco Bellocchio ha voluto essere il più bipartisan possibile, dando egual spazio alla ragione laica ed alla sperenza religiosa. Dico questo per i 4 sfigatelli di Militia Christi con il cervello all'ammasso.

Il caso di Eluana Englaro è un pretesto per parlare di fine vita, di come manifestare il proprio amore, di come la libertà per alcuni è vita e per altri è morte. Quattro storie parallele per tentare di capire come ogni persona può decidere di reagire ad una vita, che più vita non è: dal senatore disilluso e con la coscienza che gli chiede il conto, a sua figlia cattolica praticante che cede all'amore, all'attrice teatrale talmente in simbiosi con la figlia in coma da rifiutare qualsiasi forma di amore, al medico desideroso di salvare a tutti i costi una tossica che non ha una vita dignitosa da vivere.

Sullo sfondo la politica italiana, inadeguata, cialtrona, inconcludente, capace solo di usare il caso di Eluana Englaro per serrare le file di partito, contarsi, costruire nuovi giochi di palazzo non avendo nessun rispetto dei cittadini e della loro libertà di scelta.

Magistrale il discorso del senatore Beffardi chiuso nell suo ufficio, prima di  spiegare in aula come la sua coscienza è l'unica musa a cui consegnarsi.

Bella Addormentata è un buon film, utile per capire come la libertà di scelta sulla vita tocca tutti noi, prima o poi, perchè come dice lo psichiatra nel film: "la vita è una condanna a morte".