lunedì 24 febbraio 2014

Benvenuti al Renzi Show

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Questa Italia disastrata si affida (o forse gli viene imposto) l'ennesimo leader (con la l minuscola) che piace perchè parla bene, perchè in tv viene bene, perchè è giovane. Il vuoto che incanta.

Da quando è diventato segretario del PD lo stanno pompando mediaticamente in ogni modo: ma che belli i suoi twitt, ma come veste casual, ma come è veloce e dinamico, ma come guida bene, fino ad aspettarlo fuori da una chiesetta della periferia fiorentina alla messa domenicale.

Capisco che ormai siamo alla frutta ma nessuno ha mai chiesto con insistenza, a Matteo Renzi, che programma ha in mente perchè, non ci sono dubbi, che l'abbia voluto lui, questo governo. Queste ultime settimane sono piene di slogan, di ottimismo, di schede personali di tutti i neo ministri e poco più.

Da semplice cittadino non ho la più pallida idea di cosa vorrà (o potrà) fare questo governo. Non so ancora se Silvio Berlusconi è all'opposizione o nell'ombra ne sta tirando le fila. Non so ancora se il suo PD rimarrà tutto intero nei prossimi mesi, visto che quasi tutti hanno una voglia matta di andarsene.

L'unica cosa che ho capito che per Matteo Renzi governare questo Paese è come essere il protagonista indiscusso del più grande Reality Nazionale. L'ho capito sentendolo oggi in Senato, dove ha talmente (stra)parlato tanto (1 ora e 10 minuti) da sembrare in un confessionale qualsiasi dove tutto è permesso, dove il filo logico lascia lo spazio a qualche idea semplice ma confusa.

Se dovesse fare tutto quello che ha promesso costerebbe circa 100 miliardi di euro, mica bruscolini, al netto di tutte le riforme costituzionali come legge elettorale e abolizione del Senato. In un Paese che abbocca al prima bamba che entra in politca ma che poi non decide nulla (e fa di tutto per non fa cambiare nulla), capite che le promesse renziane sono favole per casalinghe allocche.

La realtà è che la barca ormai è alla deriva senza una guida politica coerente. In questo marasma nascono, ogni giorno, partitini ancora una volta personali e dalla aspettativa di vita estremamente ridotta.

Il futuro è nero, nerissimo ma continuiamo a credere ai pifferai magici.