giovedì 17 novembre 2016

Riforma Costituzionale: Tutto quello che c'è da sapere

Il prossimo 4 dicembre tutti noi saremo chiamati a decidere se approvare la riforma costituzionale voluta fortemente dal Governo Renzi e mi sembra doveroso fare un piccolo riassunto per arrivare il più preparati possibile all'appuntamento.

Il quesito referendario
In cabina elettorale ci verrà affidata una sola scheda che conterrà la seguente domanda (qui una bella spiegazione):
Approvate il testo di legge costituzionale concernente "disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero di parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la sopressione del Cnel e la revision del Titolo V della parte II della Costituzione" approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale n.88 del 15 aprile 2016?
Rispondendo SI si esprime un voto favorevole, mentre rispondendo NO si esprime un voto contrario (meglio specificarlo, si sa mai).

Quando si vota?
Come già detto si vota solo nella giornata del 4 dicembre 2016 dalle ore 7 alle ore 23.

Cosa propone di cambiare questa riforma?
Le modifiche di cui siamo chiamati a dare un giudizio, riguardano la seconda parte della Costituzione, in sintesi, sono le seguenti

1) Superamento del bicameralismo perfettamente paritario
2) Riduzione del numero di senatori e taglio delle spese
3) Revisione delle competenza tra Stato e Regioni
4) Eliminazione delle province e sopressione del CNEL

Superamento del bicameralismo perfettamente paritario. Camera e Senato non avranno più gli stessi incarichi tranne per leggi di revisione costituzionale e altre leggi costituzionali, tutela delle minoranze linguistiche, referendum, ordinamento, funzioni e legislazione elettorale di comuni e città metropolitan, autonomie regionali. In sostanza la Camera diventerà il vero organo legislativo inviando l’esame dei ddl (dopo la sua approvazione) al Senato. Se il Senato decide di esaminarlo può apportare modifiche al testo e la Camera può decidere se accoglierle o respingerle.
Riduzione del numero di senatori e taglio delle spese. Il Senato non viene abolito ma ridotto a 100 senatori che non saranno più eletti dai cittadini ma nominati dalla classe politica nel seguente modo: 95 senatori eletti con metodo proporzionale tra i consiglieri regionali e sindaci e 5 senatori nominate dal Presidente della Repubblica i quali avranno mandato di 7 anni (non ci saranno più i senatori a vita).
Revisione delle competenze tra Stato e Regioni. Il rapporto Stato e Regioni cambia a favore dello Stato che avrà maggiore poteri decisionali lasciando alle Regioni il compito di ratificare quanto deciso dal Governo Centrale.
Eliminazione delle province e sopressione del CNEL. Viene eliminato il concetto di provincia dalla Costituzione e si abolisce l'ente CNEL (qui cosa è e come funziona)

Perchè c'è bisogno di un referendum?
Il referendum è necessario in quanto questa riforma non ha ottenuto il consenso dei 2/3 dei deputati. 

Quali partiti sostengono il SI?
Lo schieramento del SI si compone del Partito Democratico, Nuovo Centro Destra e l'Area di Centro.

Quali partiti sostengono il NO?
Lo schieramento del NO si compone della minoranza del Partito Democratico, Lega, M5S, Forza Italia, Fratelli d'Italia, Sel, Possibile, Sinistra Italiana, Radicali.

Cosa succede se vince il SI?
Tutte le proposte di modifica verranno approvate, il Governo Renzi avrà maggiore legittimazione e la legislatura andrà avanti fino al 2018 quando riandremo a votare con la nuova legge elettorale "Italicum" (altra riforma restrettamente legata a questo referendum).

Cosa succede se vince il NO?
Se il referendum non dovesse passare si aprirebbe un periodo d'incertezza, dovuto al fatto che il Governo Renzi perderebbe consenso sia nell'elettorato sia all'interno del Parlamento. Ad oggi non è ben chiaro se si andrebbe a votare (con che legge elettorale?), resterebbe in carica l'attuale Governo oppure si formerebbe un nuovo Governo di scopo per far approvare una nuova leggere elettorale propedeutica alle nuove elezioni